Cronaca
Così rivela Wikileaks

Gli Stati Uniti non perdono il vizio Pare abbian spiato pure la Francia

Gli Stati Uniti non perdono il vizio Pare abbian spiato pure la Francia
Cronaca 24 Giugno 2015 ore 13:40

Dopo essere stati coinvolti, circa un anno e mezzo fa, in un’imbarazzante vicenda di spionaggio nei confronti del governo tedesco, gli Stati Uniti vengono nuovamente pizzicati: questa volta ad essere coinvolta è la Francia di Hollande, anzi, la Francia di Chirac, Sarkozy e Hollande, poiché le accuse riguardano attività di intelligence che avrebbero avuto il loro inizio già nel 2006. A sbandierare al mondo la notizia ci ha pensato nientemeno che Wikileaks, l’organizzazione coordinata da Julian Assange che riceve, in maniera anonima e grazie a tecniche informatiche particolari, documenti coperti da segreto di Stato, militare o bancario, per poi pubblicarle sul proprio sito. Al contrario della vicenda con la Germania, però, questa volta Assange e suoi non si sono limitati semplicemente a denunciare un’attività di spionaggio da parte della Nsa (National Security Agency, l’agenzia degli Stati Uniti che si occupa di spionaggio delle telecomunicazioni), ma hanno persino specificato gli affari francesi rispetto ai quali Washington nutriva maggior interesse, mettendo gli Usa ancor più in imbarazzo.

[I tre presidenti francesi spiati: Chirac, Sarkozy e Hollande]
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Il materiale pubblicato. A dare chiarezza e ordine ai dati pubblicati da Wikileaks ci ha pensato il quotidiano francese Liberatiòn, che si è occupato nel dettaglio di tutto il materiale disponibile. È venuto fuori che nel 2011 Sarkozy era intenzionato a promuovere attività se non di pace quantomeno di disgelo fra Israele e Palestina, a costo anche di tagliar fuori gli Stati Uniti dalle trattative: la politica estera francese è tema di grande interesse per gli Usa, viste le inclinazioni piuttosto belliche che Parigi ha sempre avuto in merito alle recenti crisi mediorientali. Ma si è scoperto anche come nel 2012 Hollande intendesse dare un spinta decisiva per far uscire definitivamente la Grecia dall’eurozona. E via dicendo.

Una vicenda, dunque, che ha imbarazzato gli Stati Uniti e fatto parecchio irritare la Francia. Come Wikileaks abbia ottenuto questi documenti, poi, è un mistero: perché, per quanto siano chiare le vie informatiche attraverso cui ricevono anonimamente i dati (si tratta di una sorta di enorme contenitore digitale protetto da codici cifrati entro cui vengono caricate informazione da qualsiasi utente), restano sempre enormi dubbi circa le fonti di suddetti dati. Anzi, più che dubbi, ignoranza totale. Assange si è limitato a pubblicare un comunicato in cui afferma che «il popolo della Francia ha il diritto di sapere che il suo governo democraticamente eletto è sottoposto ad attività di spionaggio ostili da parte di un suo presunto alleato», e che «nel prossimo futuro in francesi possono aspettarsi nuove e importanti rivelazioni».

[Il quartier generale dell'NSA a Fort Meade, Maryland]

National_Security_Agency_headquarters,_Fort_Meade,_Maryland

 

Le reazione di Washington… Gli Stati Uniti, come sempre accade quando vengono colti in flagrante, si sono limitati a dire che non intendono rilasciare alcun tipo di dichiarazione in merito sia a questa querelle francese sia all’apparato di spionaggio in generale, considerato argomento top secret e rispetto al quale, dunque, nessuno è tenuto a sapere nulla. Ned Price, portavoce del Consiglio di sicurezza americano, ha semplicemente affermato: «In generale non avviamo nessun tipo di attività di sorveglianza internazionale, salvo non ci siano specifici e validi motivi di sicurezza nazionale: questo riguarda sia i comuni cittadini, sia i leader del mondo». Come a dire: non ci interessa chi, quando e come, se riteniamo di dovervi spiare lo facciamo senza troppe remore. Ciò detto, Price ha anche assicurato che, al momento, non è in corso alcun tipo di attività di spionaggio nei confronti della Francia. Quell’«al momento» lascia spazio ad ogni tipo di interpretazione.

… e quella di Parigi. «Lo spionaggio tra alleati è inaccettabile», ha dichiarato Stephane Le Foll, portavoce del governo francese, aggiungendo poi che «saranno chiesti chiarimenti all’amministrazione Obama: è difficile accettare che tra alleati ci possa essere questo tipo di pratiche, in particolare intercettazioni legate al Presidente della Repubblica. Quando si lotta contro il terrorismo, è difficile immaginare o capire cosa ha motivato uno Stato ad andare ad ascoltare i suoi alleati che, su posizioni e scelte strategiche, si trovano spesso insieme». Poi, però, allontana ogni possibilità riguardo a una crisi dei rapporti tra Usa e Francia: «Siamo grandi nazioni, abbiamo tutti una responsabilità nel mondo. Quello che è successo non è accettabile, ma non per questo ci sarà una crisi».

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