Il libro che ne parla

Gli zoo umani di inizio Novecento e quelli che durano ancora oggi

Gli zoo umani di inizio Novecento e quelli che durano ancora oggi
14 Ottobre 2014 ore 11:58

The Lost Tribe of Coney Island: Headhunters, Luna Park, and the Man Who Pulled Off the Spectacle of the Century, New Havest ed. (La tribù perduta di Coney Island: Cacciatori di teste, Luna Park e l’uomo che tirò fuori lo spettacolo del secolo) è un libro della giornalista Claire Prentice, che l’autrice stessa presenta in un lungo articolo comparso sul Mail Online (l’edizione nel web del Daily Mail) di venerdì 10 ottobre. Su Amazon il libro – previsto in uscita tra qualche giorno – è presentato come «un racconto di sesso, cupidigia e Sogno Americano»: un trafficante senza scrupoli riesce a importare una tribù filippina e a presentarla nel Luna Park di Coney Island, dove le due culture entrano in collisione. The Lost Tribe of Coney Island  svela la storia dimenticata degli Igorrotes, un gruppo di «selvaggi tagliatori di teste e mangiatori di carne di cane» delle Filippine, che venne portato a New York nel 1905 per fare da «spettacolo umano» assieme ad altri scherzi di natura e curiosità varie nel Luna Park di Coney Island. Milioni di visitatori si divertirono a guardare le loro danze tribali, i loro rituali, l’andare in giro seminudi, i tatuaggi e ad ascoltare le loro storie di cacciatori di teste.

 

Igorrotes Village on Pay Streak

 

Cose che accadevano un tempo, si dirà. Nel tempo in cui, come racconta Prentice, l’esposizione in pubblico – negli zoo – di gente proveniente dai più remoti angoli del pianeta – «un fatto che oggi consideriamo, a ragione, inaccettabile» – era una delle forme di intrattenimento più diffuse in America, Gran Bretagna, Europa e Giappone. La sua popolarità raggiunse l’apice negli anni dell’imperialismo. Da bambino, T.S. Eliot, uno dei più grandi poeti del secolo scorso, si recò più volte con la famiglia ad osservare il recinto degli Igorrotes (“gente delle colline”, in ispano-filippino) e scrisse persino un racconto per il giornalino della scuola: L’uomo che era stato re. Gli Eliot appartenevano all’alta borghesia e tutto il loro comportamento lascia intendere che quelle visite si configurassero come una attenzione educativa nei confronti del piccolo Thomas.

L’aspetto interessante del libro non sembra tuttavia costituito dal resoconto della permanenza nello zoo newyorkese (Coney Island fa parte della Grande Mela, e il suo Luna Park esiste ancora e più bello e più grande di prima) di quelle bestie rare che alla fine impararono anche a comportarsi come docili attrazioni da circo. Assolutamente nuova e originale è la ricostruzione dei passaggi – compresi quelli istituzionali – che consentirono a un mercante di carne umana di sradicare in maniera formalmente ineccepibile un popolo da Luzon (la maggiore fra le isole dell’arcipelago delle Filippine, delle quali gli Stati Uniti avevano acquisito il controllo qualche anno prima) e di trapiantarlo alla foce dell’Hudson per la felicità del pubblico pagante.

La tratta degli schiavi, abolita da tempo, ebbe un ritorno di fiamma al tempo del business dello spettacolo esotico. Che non si è ancora concluso, anche se – terminata l’età dell’imperialismo e avviatasi quella della globalizzazione – gli zoo del positivismo si sono trasformati in parchi ecologici e i leoni, le tigri e le scimmie, invece di andarli a vedere al circo, si preferisce osservarli in quell’ambiente ibrido di natura e artificio (e più il secondo che la prima) in cui sono state trasformate la savana, la giungla, i grandi crateri africani.

In uno di questi cosiddetti paradisi, nelle isole Andamane, vive ancora una popolazione – gli Jarawa (Järawa, Jarwa) – il cui sviluppo si è fermato all’età della pietra. Non sono solo divertenti selvaggi, sono autentici pezzi di archeologia antropica. Una vera manna per le agenzie specializzate in viaggi esotici. Nonostante le autorità locali abbiano da tempo vietato ai turisti l’accesso alle zone degli Jarawi, frotte di eredi dei frequentatori dei Luna Park di inizio secolo continuano a cercare di penetrarvi, col risultato di esporre quelle popolazioni all’estinzione perché – al pari di quelle amazzoniche – prive degli anticorpi per le infezioni di cui l’uomo bianco è portatore, prima fra le quali il devastante morbillo.

Alcuni titoli rappresentativi possono aiutare a chiarire la situazione, non prima di essersi domandati: ma è poi così vero che oggi consideriamo inaccettabile il comportamento degli Americani di inizio secolo?

  • The Land of Naked People: Encounters with Stone Age Islanders; Madhusree Mukerjee – libro (Il paese degli uomini nudi: Incontri con isolani dell’età della pietra).
  • Safaris threaten Jarawa tribe’s fragile existence; Gethin Chamberlain, January 8, 2012 su The National (I safari minacciano la fragile esistenza degli Jarawa).
  • Indian “human safari” threaten the existence of ancient Stone-age Jarawa tribe only discovered in 1998, Al Jazeera 20 aprile 2012 (I “safari umani” organizzati in India minacciano l’esistenza degli antichi Jarawa che vivono ancora all’età della pietra e sono stati scoperti solo nel 1998).
  • DNA secret of Stone Age travels. Andaman islands study says tribes from Africa may have come 60,000 years ago; Saturday 12 May 2001 01.42 BST; Luke Harding, New Delhi per The Guardian (Il DNA segreto dell’età della pietra viaggia. Uno studio sulle isole Andamane sostiene che tribù africane potrebbero esservi giunte 60.000 anni fa).
  • Jarawa tribe now face sexual abuse by outsiders on Andaman Islands.Human rights groups call for protection as ‘human safari’ tribe face new incursions by other islanders and poachers; Gethin Chamberlain, The Observer, Saturday 1 February 2014 12.33 GMT (La tribù degli Jarawa chiamata a fronteggiare agli abusi sessuali dei turisti nelle isole Andamane. Organizzazioni per i diritti umani lanciano un appello per la protezione contro i “safari umani” organizzati da altri abitanti dell’isola e da bracconieri).
  •  “Safari umani” tra gli Jarawa. Nel 2002 la Corte Suprema ha ordinato la chiusura della strada che attraversa la riserva degli Jarawa. Nonostante ciò, la strada rimane aperta e viene utilizzata dai turisti per fare “safari umani” nelle terre della tribù.Nel 1999 e nel 2006 gli Jarawa sono stati colpiti da un’epidemia di morbillo – una malattia che, a seguito del contatto con l’esterno, ha cancellato dalla faccia della Terra molte tribù, in ogni parte del mondo.
  • Lapses in policing and continued activity by tour operators, who encourage ‘human safaris’ where Jarawa women and children have in the past performed for tourists, are partly to blame for jeopardising the tribe’s existence. Reddit world news blog (ughwhatwasitagain, 2 anni fa).(Gravi mancanze negli ordinamenti e l’attività continua dai tour operator, che incoraggiano i ‘safari umani’, dove donne e bambini Jarawa si sono esibiti in passato per i turisti, sono responsabili della messa a repentaglio dell’esistenza della tribù).
  • La tribù che vive ancora nell’Età della Pietra, 06:34 @lucaviola.Marco Polo, nel 1296, descrisse i Sentinelesi delle remote isole Andamane, come una delle tribù più violente e selvagge dell’Asia, capace di uccidere e mangiare qualsiasi intruso che si trovasse nel loro territorio.Mentre la loro inclinazione al cannibalismo non è mai stata confermata, niente è cambiato nell’isola remota di North Sentinel nel Golfo del Bengala e tutt’ora la tribù vive nell’Età della Pietra. (http://naturalis-expeditions.blogspot.it/2013/08/).
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