Campagna elettorale

Gori si è appena candidato e tuonano già i colpi di cannone

Gori si è appena candidato e tuonano già i colpi di cannone
13 Novembre 2017 ore 07:30

Dal “patto dell’arancino” al “patto della polenta”: che siano tavoli traboccanti di prelibatezze della Sicilia o quelli caldi e familiari della Bergamasca, poco cambia. Il centrodestra è tornato in pista e lo fa con un’aggressività politica che mancava da tempo. Se in quel di Catania, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno stretto un accordo che ha permesso loro di prendersi l’isola nelle regionali del 5 novembre e pone le basi per le future nazionali, a Bergamo gli esponenti cittadini delle opposizioni contano di portare a casa risultati sul medio-lungo termine. Primo obiettivo: togliere il posto a tavola a Giorgio Gori, dall’1 novembre ufficialmente candidato del centrosinistra alla prossima corsa per la guida della Lombardia.

 

I manifesti del centrodestra, dal 6 novembre in città e presto anche sulle principali arterie stradali

 

Alberto Ribolla e Luisa Pecce (Lega), Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia), Stefano Benigni (Forza Italia) e Danilo Minuti (Lista Tentorio), venerdì 3 novembre hanno tenuto una conferenza stampa in quel di Palazzo Frizzoni nella quale hanno alzato il sipario sulla campagna elettorale 2019, quando scadrà il mandato dell’attuale Giunta. Un po’ presto? Forse, ma con Gori pronto a correre in direzione Milano l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Cogliendo così due piccioni con una fava: supportare Roberto Maroni per la Regione e candidarsi a coalizione pronta a guidare la città tra due anni.

Non è un caso che si parta subito con una mossa di forte impatto: tappezzare la città e le principali arterie stradali con manifesti dal messaggio tanto chiaro quanto duro: “Gori tradisce Bergamo”. «La città resterà due anni senza sindaco – ha dichiarato Benigni a L’Eco -. Anzi, sconta già questa assenza: da luglio a oggi si sono fatti solo tre Consigli comunali. Uno al mese anziché uno ogni quindici giorni». «Gori ha fallito – ha aggiunto Minuti -, soprattutto nei quartieri. Dov’è la partecipazione tanto sbandierata? Persino associazioni e comitati che non sono certo della nostra area lamentano la totale assenza di dialogo con lui». Il terzo missile viene sganciato da Tremaglia: «Noi siamo una squadra, il centrosinistra punta tutto su un uomo solo al comando».

 

 

Tre colpi che toccano gli unici nervi scoperti di Gori: il rischio di “dimenticare” Bergamo correndo per la Regione (astute le opposizioni a fissare la conferenza proprio mentre il primo cittadino si trovava in tour nella provincia di Cremona); l’assenza di dialogo con le associazioni del territorio su temi delicati quali rotte aeree e parcheggio alla Fara; il profilo da accentratore e la conseguente debolezza, per lo più mediatica, di diversi elementi della Giunta. È su questi tre campi che il centrodestra e Gori si giocheranno le rispettive partite. Ed è su…»

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 9 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 16. Per la versione digitale, qui.

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