Spaesamento

Gori, sindaco senza patria politica Ma gli rimane Bergamo (mica poco)

Gori, sindaco senza patria politica Ma gli rimane Bergamo (mica poco)
28 Dicembre 2019 ore 09:15

C’è un Giorgio Gori a Bergamo e un Giorgio Gori fuori da Bergamo. Non che lui cambi atteggiamento, anzi. I modi, le idee e i concetti espressi sono sempre gli stessi, solo che hanno riscontri diversi. Prendete il discorso che il sindaco di Bergamo, in quanto presidente del forum nazionale dei primi cittadini del Pd, ha tenuto a metà novembre a Bologna in occasione dell’assemblea nazionale del suo partito: davanti alle tante, bellissime parole sui valori e gli ideali, lui ha fatto notare come abbia «respirato molta idealità e poca realtà. E la politica, invece, si fa nella realtà. Si è parlato di giustizia sociale, di lotta alle disuguaglianze e di redistribuzione della ricchezza. Non altrettanto della formazione della ricchezza, anzi per niente». Applausi, spazi sui media nazionali, ma nessun effetto concreto, con il Pd che il giorno dopo si è rimesso a discutere esattamente delle stesse cose di prima.

 

 

Non stupisce, quindi, che il feeling tra Gori e Zingaretti, segretario dem, non sia granché decollato. Nel brindisi di fine anno con i giornalisti di venerdì 20 dicembre, il sindaco ha detto: «A livello locale mi sento supportato dal Pd. A livello nazionale, insomma… Ho letto l’intervista del mio segretario in cui sostiene che Conte è un punto di riferimento dei progressisti italiani. Ho avuto un sospirone. Un po’ di spaesamento c’è». Come a dire: ma che, davvero?

Ma queste parole non sono l’unico segnale di “attrito” (se così vogliamo chiamarlo) tra Gori e il suo partito. Prendiamo le sardine: a livello nazionale, sempre più spesso il Pd pare aggrapparsi a loro nella speranza di ritrovare un contatto con la piazza, la gente, l’elettorato. A livello locale, invece… «Il risultato di Bergamo è stato deludente – ha detto il sindaco, sempre nel brindisi a…

 

Articolo completo a pagina 9 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 2 gennaio 2020. In versione digitale, qui.

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