All'ospedale Papa Giovanni

Grazie a tablet e smarphone i pazienti Covid possono tornare a vedere i loro cari

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 15.30 ed è garantito per i pazienti ricoverati in tutti i reparti, comprese le terapie intensive ed il pronto soccorso

Grazie a tablet e smarphone i pazienti Covid possono tornare a vedere i loro cari
Bergamo, 01 Aprile 2020 ore 13:19

Da oggi (mercoledì 1 aprile) i familiari dei pazienti ricoverati in tutti i reparti di degenza Covid-19 dell’Asst Papa Giovanni XXIII, comprese le terapie intensive ed il pronto soccorso, potranno mettersi in contatto con i propri cari attraverso videochiamate. Il servizio, rivolto a chi non ha la possibilità di utilizzare autonomamente uno smartphone o un tablet, è garantito al momento dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 15.30 ed è stato attivato grazie alle donazioni arrivate in ospedale nel corso di queste settimane, oltre che alla disponibilità di operatori, tecnici e professionisti sanitari.

Grazie al personale della Direzione professioni sanitarie e sociali è stato organizzato e testato nei giorni scorsi il percorso di supporto e sono già 30 i malati che, attraverso questa nuova possibilità, hanno potuto rivedere i propri affetti. Attualmente sono stati distribuiti nei diversi reparti 45 dispositivi tra mini-tablet e smartphone e ulteriori 30 andranno ad aggiungersi in settimana. Inoltre, è previsto l’arrivo di molti altri dispositivi tecnologici grazie alla generosità di svariati benefattori. Tutti i dispositivi vengono controllati, messi in funzione e dotati di Sim e di software dal team di Antonio Fumagalli, direttore dell’ICT Information and Communications Technology, che proprio in questi giorni è impegnato tra l’altro nella messa a punto della rete informatica dell’ospedale degli alpini realizzato in Fiera.

«Il servizio è stato molto gradito da parte di parenti e degenti – commenta Andreina Scotti, coordinatrice infermieristica di terapia intensiva -. E’ stato particolarmente emozionante il suo utilizzo da parte di due pazienti ricoverati in terapia intensiva, uno dei quali ha potuto parlare in videochiamata sia con il figlio che con la moglie». Il Coordinatore Tecnico di Neurofisiopatologia Paolo Conte e tutta l’équipe di tecnici di neurofisiopatologia si occuperanno di garantire il servizio al letto del paziente applicando le necessarie misure di sicurezza per limitare il rischio di contaminazione del dispositivo e trasmissione del virus.

Questa novità è stata apprezzata anche dal personale che lavora a contatto con i pazienti: favorire le relazioni affettive e i rapporti con i familiari consente, infatti, di proseguire il percorso terapeutico in maniera positiva, aggiornando al contempo le famiglie riguardo la sua evoluzione. Il servizio è attivabile dal coordinatore infermieristico, o dal direttore delle strutture di degenza secondo le modalità operative indicate dalla Direzione aziendale.

«La gestione clinica delle persone affette da Coronavirus, come abbiamo imparato a conoscere, comporta per tutti i pazienti l’isolamento e l’impossibilità di avere contatti diretti con famigliari e persone di riferimento – si legge nella nota informativa interna del direttore sanitario Fabio Pezzoli -. Allo stesso tempo coloro che a domicilio attendono notizie sulle condizioni cliniche di quanti hanno lasciato alle cure dei professionisti sanitari, vivono con preoccupazione lunghi giorni di attesa. Ringrazio chi ci ha donato i dispositivi e tutti gli operatori del Papa Giovanni che si stanno adoperando per garantire anche questo servizio».

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