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La guerra più breve della storia durò trentotto minuti esatti

La guerra più breve della storia durò trentotto minuti esatti
27 Agosto 2014 ore 11:57

Per ogni generale o comandante che si appresta a condurre le sue truppe allo scontro con il nemico, il sogno è sempre quello di una guerra lampo. Ma, pur potendo contare su forti legioni o ottimi armamenti, la storia ha sempre assistito a battaglie lunghe, sanguinose e con numerosi imprevisti cambi di rotta. Ma c’è sempre un’eccezione alla regola. Per gli appassionati di armi e strategie di guerra sarà uno straordinario esempio di tattica militare, per altri un caso dettato da una strana fortuna. Sta di fatto che la guerra anglo-zanzibariana, combattuta tra il Regno Unito e Zanzibar il 27 agosto 1896, durò solamente pochi minuti. Per la precisione 38.

Causa della guerra anglo-zanzibariana fu la morte del Sultano filo-britannico Hamad bin Thuwaini (25 agosto 1896) e la conseguente ascesa al trono del sultano Khalid bin Barghash. E fin qui niente di irregolare. Se non fosse che le autorità del Regno Unito avrebbero preferito fosse eletto un altro, tale Hamud bin Muhammed, favorevole agli interessi britannici. Inoltre, in conformità di un trattato sottoscritto nel 1886, il candidato al trono doveva ottenere il permesso del console britannico, cosa che non era accaduta per Khalid.

Così gli inglesi inviarono un ultimatum al neosultano e gli imposero di abbandonare il palazzo reale con tutte le sue truppe. Ma Khalid convocò la sua guardia personale e si barricò all’interno del palazzo. L’ultimatum scadde alle ore 09:00 del 27 agosto.

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Nel frattempo, gli inglesi avevano allestito un contingente di 5 navi e 1.050 uomini, tra soldati di terra e marinai. Il sultano schierò nella zona del porto circa 900 uomini. Il palazzo reale di Zanzibar era difeso da 2800 uomini (la maggior parte civili), incluse la guardia del palazzo e diverse centinaia di servi e schiavi dell’Harem. I difensori avevano diversi pezzi di artiglieria e mitragliatrici che erano stati posti davanti al palazzo dopo l’avvistamento delle navi britanniche. Alle 09:02 fu aperto un bombardamento che mandò in fiamme il palazzo reale e neutralizzò l’artiglieria di difesa. Una piccola azione navale ebbe luogo con l’affondamento da parte degli inglesi dello yacht reale del sultano e di due imbarcazioni più piccole. La bandiera reale che sventolava sul palazzo fu abbattuta. Il fuoco cessò alle 09:40. L’esercito del sultano perse 500 uomini, mentre solo un marinaio britannico fu ferito.

Gli inglesi misero il loro prediletto Hamud al potere, alla testa di un governo fantoccio. La guerra segnò la fine dell’indipendenza di Zanzibar e l’inizio di un periodo di forte influenza britannica.

E la guerra più lunga della storia? Prolungatasi per oltre trecento anni, la Guerra di Arauco fu il conflitto più lungo della storia. È naturale che durante i secoli si siano intervallati anche numerosi momenti di tregua e di pace. Il conflitto coinvolgeva i coloni spagnoli che erano sbarcati in America e la popolazione dei Mapuche, abitanti di una zona compresa tra Cile ed Argentina. Lo scontro tricentenario iniziò nel 1536, quando il conquistador Pedro de Valdivia tentò di mettere in sicurezza l’area attorno a Santiago del Cile, ma venne attaccato con i suoi uomini presso il fiume Bìo Bìò. I conflitti con i Mapuche continuarono per 345 anni, fino quando, nel 1881, il loro territorio fu annesso definitivamente alla nazione cilena. Nel corso dell’Ottocento i Mapuche hanno combattuto insieme ai discendenti dei coloni cileni quando essi tentarono di ottenere l’indipendenza dalla Spagna. Oggi i Mapuche costituiscono quasi il 10 percento della popolazione cilena, lamentano ancora soprusi e discriminazioni da parte dell’autorità centrale, continuando la lotta – questa volta sul piano culturale – per evitare l’oblio.

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