Un po' di chiarezza

Guida all’uso degli integratori

Guida all’uso degli integratori
Cronaca 19 Giugno 2018 ore 09:05

Attività fisica; una buona tavola, nutriente sana e bilanciata; l’adozione di comportamenti virtuosi, che evitano fattori di rischio come alcool e fumo sono le pietre miliari, come è ormai noto, per l’acquisizione e il mantenimento di uno stato di benessere e salute perdurante nel tempo. A volte, però, tutto questo ancora non basta: ci sono infatti momenti nel ciclo della vita in cui tali fattori devono essere integrati e supportati da un aiuto esterno. Ovvero da integratori in grado di fornire all’organismo sostanze che non produce in autonomia e che l’alimentazione non fornisce a sufficienza,  o di cui il fabbisogno può essere aumentato, come nel caso della gravidanza, o debba essere compensato come in età senior. Infine, la supplementazione può essere necessaria quando l’organismo manda segnali di piccoli malesseri, come nei cambi di stagione, ad esempio, che, adeguatamente ascoltati e supportati, possono essere facilmente rimediati e risolti. Tutti questi sono momenti giusti per assumere un integratore che non è, badate bene, un fitofarmaco: sono due cose distinte, nonostante nell’immaginario collettivo vengano spesso confusi.

 

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Un po’ di chiarezza. Partiamo con il dire che cosa sono gli integratori: non sono farmaci né prodotti dietetici, dunque non servono per curare malattie o dimagrire. Bensì sono sostanze che, inserite in una corretta alimentazione e assunte dietro prescrizione medica, possono favorire il migliore benessere o il riequilibrio dell’organismo, proprio come dichiara la Direttiva Europea n.° 2002/46, entrata in vigore anche in Italia nel 2004.

È sempre bene, in qualsiasi caso, evitare il fai-da-te. Molti si staranno chiedendo perché, visto che gli integratori non sono medicinali, dunque presumibilmente auto-assumibili. Vero, però anche gli integratori hanno le loro diversità: sono infatti disponibili di diverse forme, in pasticche, capsule, fiale, gocce; sono di tipo differente, ciascuno necessario a rispondere a un preciso bisogno del nostro organismo, mentre ne sono in arrivo molti altri in funzione delle informazioni nuove date dalla ricerca sui bisogni organici e no. Infatti esistono:

 

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  • Integratori di vitamine: le vitamine sono fondamentali per la salute e il buon funzionamento dell’organismo; spesso però non vengono prodotte dall’organismo e devono essere introdotte con la dieta o integrate dall’esterno, come nel caso della Vitamina D.  La carenza vitaminica può essere dovuta a diversi fattori: un regime alimentare scorretto oppure alla maggiore richiesta dell’organismo in specifici momenti del ciclo vitale. Se l’organismo non ha le quantità giuste di vitamine potrebbe sviluppare sintomatologie e/o disturbi specifici e funzionali alla vitamina carente.
  • Integratori energetici: l’ingrediente base è di norma uno zucchero semplice o composto, necessario a favorire il mantenimento di alcune funzioni vitali che il corpo compie in maniera involontaria, tra queste la respirazione, la digestione e il battito cardiaco.
  • Integratori minerali: i minerali che partecipano a diverse funzioni, ad esempio aiutano a strutturare ossa e denti, devono essere assunti con l’alimentazione poiché il corpo non è in grado di produrli da solo o spesso li perde con urine e sudorazione. I minerali si dividono in macrominerali, di cui i principali sono calcio, cloro, fosforo, magnesio, potassio, sodio, zolfo che possono essere assunti anche in quantità superiori ai 100 mg al giorno, e in oligoelementi come cromo, ferro, fluoro, iodio, manganese, molibdeno, rame, selenio, zinco di cui invece le dosi devono essere minime.
  • Integratori di aminoacidi: gli aminoacidi sono preziosi in quanto strutturano le proteine. Di questi, otto sono essenziali, di nome e di fatto perché devono essere acquisiti con l’alimentazione mangiando prevalentemente carne, pesce e latticini, mentre sono assenti in cibi quali frutta e verdura. Gli aminoacidi non essenziali sono invece sintetizzati dall’organismo.
  • Integratori di acidi grassi: non tutti i grassi sono uguali, si sa. Ci sono infatti quelli saturi, i cosiddetti ‘cattivi’, che stimolano l’insorgenza di malattie legate al metabolismo, come sovrappeso e obesità e alle loro implicazioni, e i grassi insaturi, quelli ‘buoni’, che si dividono in due grandi categorie: gli omega 3 che sono contenuti soprattutto nel pesce, frutta secca, soia e verdure a foglia verde e gli Omega 6, presenti invece negli oli vegetali, cereali, pseudocereali, frutta secca. Entrambi non sono prodotti dall’organismo e, di conseguenza, vanno forniti con la dieta poiché sono fondamentali per lo svolgimento di molte funzioni tra cui mantenere in salute il sistema cardiovascolare, ridurre il colesterolo, sintetizzare l’emoglobina.
  • Integratori a base di probiotici: si tratta di microrganismi preziosi poiché favoriscono il riequilibrio della flora batterica, normalizzando le funzioni intestinali, contrastando le infezioni, o controllando l’assorbimento di diverse sostanze nutritive compresi grassi e zuccheri. Contengono probiotici in particolare yogurt, kefir, crauti, tempeh, formaggi fermentati e lievito madre che vanno dunque introdotti nella dieta quotidiana.
  • Fibra. Sono la parte degli alimenti vegetali che non viene assimilata dall’organismo, ma è che indispensabile per proteggere la flora e la salute intestinale. Le fibre sono presenti nella frutta, verdura, cereali e semi e aiutano a migliorare soprattutto transito e regolarità.

 

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Quando sono utili gli integratori. Potenzialmente sempre, ma soprattutto quando si avvertono piccoli disturbi come ad esempio la caduta dei capelli, la fragilità delle unghie, l’aumento di stanchezza e spossatezza, l’abbassamento delle difese immunitarie con tendenza ad ammalarsi più di frequente. E sono necessari in particolari fasi della vita, come la gravidanza per la donna che necessita di più vitamina D, acido folico, calcio e proteine soprattutto, o negli anziani che possono essere carenti di specifiche sostanze per uno scorretto e scarso apporto nutrizionale. Se poi la carenza è segnalata anche dagli esami del sangue, allora è proprio il momento giusto per introdurre gli integratori!

Un buon integratore. Vista la grande indisponibilità in commercio di integratori, come scegliere quello migliore? La raccomandazione è sempre seguire la prescrizione medica, oppure facendo attenzione agli ingredienti dell’integratore nel rispetto di queste caratteristiche:

  • La qualità delle materie prime che, se possibile, dovrebbe essere biologica.
  • La presenza di minerali assimilabili.
  • L’assenza di coloranti, glutine, aspartame e bisfenoli.
  • Il minimo contenuto di conservanti, se possibile inferiore all’1 per cento, o comunque scegliendo quello meno tossico
  • La preferenza di integratori che contengano fruttosio naturale piuttosto che saccarosio o qualsiasi altro dolcificante.

 

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Come assumere gli integratori. Non sono un pass-partout, questo deve essere ben chiaro e la loro assunzione deve avvenire:

  • Solo nel caso in cui l’organismo ha una carenza di specifici elementi e sostanze. Non essendo degli alimenti, ma un supporto a una dieta scorretta o mancante di qualche cosa, gli integratori non possono essere dunque considerati un sostituto del pasto.
  • Per un tempo limitato, la cui durata dipende dal tipo di integratore. Di norma un ciclo di “terapia” dura 3 mesi oppure 6 mesi se viene assunto a metà dose.
  • Ai pasti, salvo diversa indicazione o pasti molto abbondanti in cui la quantità di cibo potrebbe ridurre l’assorbimento del principio attivo contenuto nell’integratore stesso.

Fitoterapici. Non vanno confusi con gli integratori, perché i fitoterapici sono a base di piante e sono medicinali il cui principio attivo, di natura vegetale e naturale, è in grado di alleviare uno specifico disturbo o di fungere da espediente per mantenere la salute del corpo. Le “essenze” dei fitofarmaci possono trovarsi ed essere estratte da diverse parti della pianta come corteccia, radice, fusto, fiore o foglia, producendo un effetto farmacologico. Di norma vengono assunti in quantità ponderali, commisurate e funzionali al peso corporeo, soprattutto per trattare sintomatologie come ansia, insonnia, cefalea, gastrite, nausea, vomito, colon irritabile, meteorismo e stipsi. I fitofarmaci sono anche indicati anche per alleggerire alcune problematiche del metabolismo come ritenzione idrica, eccesso di fame, scarso appetito, sovrappeso, cellulite, sintomi premestruali, menopausa, cistiti. Anche se credete, ora, di averne capito un po’ di più, non fidatevi: rivolgetevi sempre al vostro medico di fiducia prima di iniziare l’assunzione.

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