Decisione che fa discutere

Ha insegnato con una laurea fasulla Il pm su Pezzoni: non è stata truffa

Ha insegnato con una laurea fasulla Il pm su Pezzoni: non è stata truffa
24 Marzo 2017 ore 07:30

La vicenda di Beppe Pezzoni, ex sindaco di Treviglio ed ex preside dell’Istituto Salesiani, sta prendendo dei contorni surreali. Giustizia per nulla kafkiana, anzi, l’opposto. Nessun labirinto senza uscita per il procedimento, e per fortuna. Ma neppure un corridoio ampio, rettilineo e fiorito verso l’uscita, sarebbe auspicabile nel sistema giudiziario, soprattutto se gli elementi che hanno fatto scattare l’inchiesta sono di notevole gravità. Almeno sul piano morale.  Perché il ragionamento di sei pagine con cui il pm Giancarlo Mancusi ha chiesto l’archiviazione per la laurea falsa di Pezzoni lascia atterriti. Le accuse sul tavolo erano di falso e truffa: sulla prima ha deciso la prescrizione, sulla seconda Mancusi ha ritenuto che alcuni requisiti del reato, tra cui l’«ingiusto profitto», verrebbero a mancare. In sostanza, la spiegazione è che Pezzoni ha lavorato quindi lo stipendio gli spettava. Senza contare che per quel lavoro serviva un titolo che non aveva. Di più, aveva fatto carte false per fingere di averlo, quel titolo.

Cosa recita il codice penale. Il Corriere della Sera Bergamo, che per primo sollevò il velo sulla clamorosa falsificazione, fa notare oggi che sul codice penale c’è scritto che commette una truffa «chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno». Ma il raggiro c’è, perché iI certificato filigranato della Cattolica di Milano era fasullo, e non solo quello. Ma secondo il pm tale aspetto deve per forza andare a braccetto con l’altrui danno, che in questo caso non ci sarebbe. Adesso la palla passa al giudice delle indagini preliminari che terrà conto anche delle eventuali opposizioni delle tre parti offese: l’Istituto salesiano, l’Ispettoria salesiana lombardo-emiliana e l’Ufficio Scolastico Provinciale.

 

 

Lo stupore del provveditore. «La notizia della richiesta di archiviazione di Beppe Pezzoni ha provocato in noi un senso di smarrimento molto forte», ha detto la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale al Corriere Bergamo. «Non entro nel merito della decisione del pm — spiega Patrizia Graziani —. Ci rivolgeremo all’avvocatura di Stato. Mi preoccupa invece il segnale che viene dato agli studenti. Da qui il nostro senso di smarrimento». Lei, che quando scoppiò quello scandalo scrisse agli studenti per sottolineare che l’osservanza delle regole è elemento fondamentale e imprescindibile dell’educazione, aggiunge una battuta amara: «Come farà un docente a dire a uno studente che copiare è sbagliato?».

La confessione di Pezzoni. Quando capì che ormai l’inganno era stato scoperto, Pezzoni, che da studente universitario era già stato collaboratore dei Salesiani, disse: «Ero andato in crisi, per un anno sono stato lontano dalla scuola. Quando sono tornato ho detto, e ho scritto, che mi ero laureato, cosa che non era successa». Quindi l’ammissione di colpa è arrivata solo dopo essere stato scoperto, il che potrebbe significare un falso ripetuto nel tempo. Ma il pm non la pensa così. Anche le tre autocertificazioni successive all’ufficio scolastico in cui Giuseppe Pezzoni attesta di avere la laurea, nel 2003, 2005 e 2009, sono nel pozzo della prescrizione. Stesso destino per le dichiarazioni all’Istituto Salesiani. Archiviata anche l’ipotesi di esercizio abusivo della professione, perché quello di professore è un lavoro da graduatoria ma non protetta da uno speciale elenco in stile albo. Nel campo del Civile, però, si potrebbe comunque procedere.

Pezzoni un mese fa si è laureato davvero. Pezzoni si è laureato il 24 febbraio all’Università Cattolica. La notizia rimbalza nei corridoi dei Salesiani ormai da diversi giorni, con professori e studenti che favoleggiano di una tesi discussa un po’ in gran segreto ma conclusasi come nella miglior tradizione del brillantissimo prof, con un 110 e lode. Non solo: nel giro di soli sedici mesi, Pezzoni avrebbe conseguito non solo la laurea Triennale, ma anche la Magistrale, nella facoltà di Lettere della Cattolica che ormai sedici anni fa abbandonò a quattro esami dalla laurea. Le informazioni certe sono però  frammentarie. Ma come si ottiene una laurea in sedici mesi? Al netto dello studio matto e disperatissimo, è possibile che nonostante il falso di un documento attestante una laurea conseguita nell’Ateneo, l’Università abbia «tenuto buoni» alcuni esami del percorso accademico abbandonato all’epoca, prima di dedicarsi corpo e mente all’insegnamento e alla politica. Ma se il dottor Pezzoni potrà ora tornare a fregiarsi del titolo, poco cambia dal punto di vista giudiziario. Pensare che tre settimane fa erano stati gli stessi Salesiani a chiedere al pm di accelerare. È reo confesso… – si era chiesto il direttore dell’Istituto don Renato Previtali – Possibile che ci mettano tanto?».

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