In una conferenza stampa

Cosa han detto sul “non presepe” sindaco, preside e parroco

Cosa han detto sul “non presepe” sindaco, preside e parroco
06 Dicembre 2014 ore 18:30

Nel primo pomeriggio di sabato 6 dicembre, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha organizzato con il preside dell’istituto De Amicis, Luciano Mastrorocco, e con il parroco di Celadina, don Mario Carminati, una conferenza stampa per spiegare la vicenda del “non presepe” nella scuola del quartiere. L’intento della riunione era quello di smontare le speculazioni giornalistiche e le strumentalizzazioni politiche sorte intorno al caso.

Parla il sindaco. Sollecitato dall’opposizione, il sindaco, nella mattinata, aveva chiesto chiarimenti al preside. «Ci siamo preoccupati della strumentalizzazione della questione – ha esordito il sindaco – perciò abbiamo deciso di incontrare i giornalisti per dare la dimensione reale della vicenda, visto che dai colloqui di stamattina emergeva una versione molto diversa da quella che è stata riferita e che è stata oggetto di caricatura. Ho voluto accompagnare il preside in questo chiarimento, anche per dare un segno di solidarietà, perché è stato oggetto di ingiurie e minacce inaccettabili».

«Una simbologia religiosa – ha proseguito Gori –  purché sia accompagnata ad un’uguale apertura verso altre simbologie non fa male, ho potuto appurare che davvero non c’era e non c’è alcun divieto alla possibilità che gruppi di genitori o insegnanti organizzino un presepe, è importante che passi questo concetto, qualcuno forse ha interesse a far passare il contrario, addossando la responsabilità agli stranieri, come se non si potesse più, per colpa loro, dare spazio a tradizioni e simbologie antiche. Davanti alla scuola si stanno radunando altre forze politiche, credo che dovrebbero pensarci bene prima di strumentalizzare questa vicenda, soprattutto credo che dovrebbero informarsi bene».

«In questa città – ha concluso il sindaco – vivono 20 mila stranieri di diverse culture e non ci sono state occasioni di scontro, in questo quartiere in particolare c’è una concentrazione molto forte, ma la convivenza è serena e ognuno è libero di professare le sue credenze, senza imporle agli altri ma senza neppure rinunciarvi».

La ricostruzione del preside. Luciano Mastrorocco ha voluto fare chiarezza. «Condivido col sindaco – ha esordito il preside – la preoccupazione che fatti inesistenti, raccontati tendenziosamente e strumentalizzati, possano far degenerare le reazioni della gente. L’argomento era di quelli sensibili, ottimo per facili prescrizioni». Ciò premesso, il preside ha spiegato la sua posizione e la vicenda: «Io non ho mai parlato di decisione presa né di divieto, in questioni come questa non si possono emettere divieti o prescrizioni né in modo formale né informale. Un genitore ha posto a un’insegnante il problema del presepe e l’insegnante, forse un po’ ingenuamente, ha risposto che il preside aveva negato il permesso. In realtà non c’era stato alcun divieto, come spiegato direttamente da me al genitore in un colloquio privato, non rientrando nei miei poteri un intervento del genere. Lo stesso genitore si è poi rivolto alla stampa, al Corriere di Bergamo, che mi ha intervistato, ma i i fatti sono stati distorti, con titoli e contenuti fuorvianti».

Mastrorocco ha poi raccontato come funzionano dinamiche simili all’interno dell’istituto: «Se un gruppo di genitori di una classe è d’accordo nel costruire un presepe non sarò certo io a mettermi di traverso, e infatti non è mai successo neanche in passato, io non sono il poliziotto dell’istituto e non controllo quel che succede nelle scuole, soprattutto riguardo a questi temi. È tuttavia necessario organizzare un piano di fattibilità che i docenti, nel momento in cui propongono l’iniziativa, devono tenere in considerazione, onde evitare contrapposizioni o proteste da parte da chi si sente violato nella sua libertà educativa. Si tratta di elementi che possono diventare fortemente divisivi, perciò bisogna gestirli in maniera intelligente e sensata nel rispetto di tutti».

«Nella comunità e nel territorio – ha detto ancora Mastrorocco – questa tematica l’abbiamo sempre affrontata e condivisa in questo modo, non abbiamo mai avuto problemi, con gli oratori collaboriamo da anni, così pure con il mondo dell’associazionismo, siamo impegnati a promuovere partecipazione sociale e culturale sul territorio, credo che si sia quindi trattato di un grande fumo che non ha alcun fondamento nella realtà dei fatti e la nostra scuola è lì a testimoniarlo. L’anno scorso in uno degli istituti è stato creato un allestimento ispirato al presepe, un plastico che, partendo dallo spunto del presepe cristiano, ha rappresentato un gruppo di persone con sembianze e vestiti diversi, orientati verso una direzione. Non c’era la natività, ma c’era un villaggio globale che andava nella direzione del riconoscimento, del dialogo, verso un fine ultimo comune che è la convivenza civile tra i popoli».

L’opinione del parroco. Don Mario Carminati, parroco della parrocchia San Pio X di Celadina, ha partecipato all’intervento per mostrare la sua vicinanza al preside: «Quello che mi infastidisce di più è che secondo me la politica dovrebbe completamente uscire dalla vicenda, è una questione prettamente educativa che riguarda la scuola e la realtà dei valori che vengono proposti: il presepe non è altro che questo, essendo un simbolo di pace e riconciliazione, è una cosa che risulta altamente positiva per tutti. Personalmente credo che il giusto approccio alla pluralità delle culture sia un problema più ampio del presepe, altrimenti facciamo delle crociate e si finisce per strumentalizzare il Natale, le famiglie e i ragazzi, così com’è stato fatto». «La chiesa – ha concluso il parroco – è un luogo di conoscenza. Il nostro quartiere è fatto di condomini, e nei condomini si va più d’accordo quanto più ci si conosce. Noi usiamo il nostro spazio per insegnare la moderazione e il dialogo che permette di costruire una società».

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