Sceso al 13% l'indice di gradimento

François, l’impopulaire

François, l’impopulaire
05 Settembre 2014 ore 12:01

Le Figaro stamattina titola “La discesa agli inferi”. Mai come in questi giorni il presidente francese Francois Hollande ha avuto una popolarità tanto bassa. Voleva essere un presidente “normale”, si è ritrovato a essere quello più straordinariamente impopolare. Ormai il suo indice di gradimento è al 13%. Due sondaggi pubblicati oggi, dagli istituti Tns Sofrès-Sopra et Csa, mostrano che l’indice di gradimento di Hollande ha raggiunto un livello senza precedenti, mai visto nella Quinta Repubblica francese. Non solo tra gli avversari, Hollande perde punti anche tra i suoi sostenitori. Come ricorda Liberation, infatti, anche se il suo predecessore Nicolas Sarkozy era impopolare, ha sempre conservato un forte sostegno da parte dei simpatizzanti dell’Ump. Sarebbe colpa del suo scarso potere decisionale, delle ripetute gaffes, della crisi, della disoccupazione e della difficoltà di risanare i conti pubblici.

A complicare le cose ci si mette anche un libro uscito in questi giorni nelle librerie francesi. Si intitola “Merci pour ce moment” (grazie per questo momento) e lo ha scritto un’autrice d’eccezione: Valérie Trierweiler, giornalista ed ex compagna di Hollande per 10 anni. La Trierweiler ritorna sulla scena dopo qualche mese di silenzio e dopo essere stata messa alla porta dell’Eliseo con un comunicato di 18 parole. Lo fa prendendosi la rivincita, proprio in questo momento in cui la popolarità dell’ex compagno è ai minimi storici.

La loro storia iniziò nel 2004 quando, dopo due matrimoni falliti, Valèrie si legò sentimentalmente al futuro Presidente. Non si sono mai sposati né legati formalmente da alcuna forma di convivenza civile. L’ultimo atto della loro storia finì su tutti i giornali del mondo dopo la pubblicazione delle foto che dimostravano il tradimento di Hollande con Julie Gayet. Lei classe 1972, lui 1954, un pied a terre raggiunto in scooter (da lui) per fugaci incontri d’amore. Valèrie finisce in ospedale perché depressa e una volta dimessa viene annunciata la fine della relazione.

Il libro racconta questi dieci anni, iniziati quando Valèrie entrò clandestinamente nella vita di Hollande, all’epoca compagno di Segolene Royal, dalla quale ha avuto 4 figli, oggi ministro dell’Ambiente. Dal 2000 al 2007, anno in cui i due si sono definitivamente lasciati, un periodo di “interregno” con l’amante Trieweiler.

Il libro è un racconto in 320 pagine che fanno tutt’altro che bene alla già difficile situazione in cui si trova l’inquilino dell’Eliseo. Stampato in 200mila copie, dopo mezza giornata sulle librerie francesi ne erano già state vendute oltre 15mila, tre volte quelle vendute nelle prime 4 ore sugli scaffali di “50 sfumature di grigio”. Il settimanale Paris Match, sul quale la Trieweiler scriveva, ne ha anticipato alcuni passi, in cui si legge che il presidente le manda fino a 29 messaggi al giorno, messaggi d’amore in cui le scrive che lei è tutta la sua vita, che non può fari niente senza di lei, e che vorrebbe tornare con lei qualunque sia il prezzo da pagare. Il caporedattore di Paris Match Catherine Schwaab, scrive: «Questo libro è il racconto vero di nove anni di un rapporto minato dalla gelosia e dal potere. Una storia d’amore e di disperazione in cui Valerie è un’amante appassionata, possessiva, folle di quest’uomo che ammira, che la fa ridere e che deliziosamente la destabilizza».

Al di là delle questioni internazionali, che ai francesi interessano meno delle cose di casa propria, il declino di Hollande e del suo desiderio di essere un presidente “normale” lo spiega bene Le Monde, che sintetizza in sei episodi questo suo fallimento. La pubblicazione del libro, che contiene informazioni “imbarazzanti” per Hollande, è solo l’ultimo di una serie di fatti che hanno fatto cambiare idea ai francesi. Il primo episodio è un tweet di Valèrie (sempre lei) che parteggia per Olivier Falorni, il dissidente candidato alle elezioni legislative de La Rochelle con una lista indipendente che correva in opposizione a Segolene Royale. Poi venne lo scandalo Cahuzac, dal nome dell’ex ministro del Bilancio, dimessosi per le accuse di conti segreti all’estero. Lo scandalo fu definito dallo stesso Hollande uno choc e una grave violazione della morale repubblicana. Ma sono le menzogne a non piacere ai francesi. Hollande disse che sarebbe stato il presidente di tutti e non solo dei socialisti, ma istituì un incontro settimanale con i deputati socialisti. Solo con essi. Inoltre, per essere “normale” annunciò che avrebbe usato il treno per i suoi spostamenti: il 15 luglio 2013, una relazione della Corte dei conti afferma che il Presidente si trasferisce nei suoi viaggi in Francia, “14 volte in aereo, in auto 21 volte (viaggi brevi) e una volta in treno”. Un anno dopo su 56 viaggi in Francia, François Hollande si è mosso sostanzialmente in auto o in aereo, ad eccezione di due viaggi in treno. A gennaio di quest’anno l’inizio dell’affaire Gayet. Una storia di tradimenti e promesse non mantenute che lo sta trascinando verso l’abisso.

 

 

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