Creati nel 2009 stanno prendendo piede

Che cosa sono i bitcoin?

A New York è stato inaugurato il primo distributore di “moneta virtuale”. La macchina, un vero e proprio bancomat, costa 6.500 dollari ed è stata realizzata dall’azienda Lamassu.

Che cosa sono i bitcoin?
22 Agosto 2014 ore 17:25

 

Cosa sono i bitcoin? O cosa è Bitcoin?

Con la maiuscola è una tecnologia che permette di scambiare valore (non si dice “soldi”, solo il valore equivalente ai soldi) in rete (in internet) senza passare dai canali soliti, ossia le banche e gli Stati. I bitcoin sono la valuta. Sempre elettronica, s’intende.

Da un punto di vista storico sono l’ultimo livello raggiunto dalla separazione del valore rispetto al suo supporto fisico. Un Fiorino fiorentino del XIV secolo era una certa quantità d’oro o d’argento contenuta in una sacca di cuoio recante il sigillo della città. Rispetto all’argento puro e semplice – il cui titolo poteva essere facilmente modificato – il fiorino aveva in più la certificazione. Ma valeva comunque quanto il suo contenuto. Progredendo nel tempo la moneta ha teso sempre piùa separare il valore di cui è portatrice dal supporto che garantisce quel valore. Un biglietto da 500 euro non vale, in quanto biglietto di carta, 500 euro.

La circolazione della carta moneta, per poter poter avvenire, necessita di un sistema di controlli e di procedure: nessuno può battere moneta da sé, né dichiarare autonomamente il suo valore. Ma gli Stati possono farlo e più volte si è dato il caso che decidessero svalutazioni tali da mandar sul lastrico i cittadini o che non fossero in grado di combattere fenomeni inflattivi altrettanto disastrosi. Il caso della Germania negli anni Venti del secolo scorso è il caso più citato in proposito.

Per mettere i possessori di valore al riparo da queste sciagure Bitcoin ha fatto un ulteriore passo avanti: ha separato il valore monetario dai sistemi di controllo tradizionali. Lo ha reso, per cosìdire, ancor più impalpabile.

Esso risulta infatti definito da una serie di procedure e di algoritmi che funzionano in modo autonomo e la cui architettura matematica non permette il verificarsi degli iper-alti o iper-bassi cui va soggetta la finanza che conosciamo. Tali procedure sono inoltre “diffuse” in maniera tale che chiunque vi abbia accesso può, in linea teorica, avere sempre sotto controllo lo stato del sistema. Si dice pertanto che esso è trasparente e questa condizione contribuisce ad aumentarne il successo.

Ma, alla fine, si possono trasformare i bitcoin in moneta sonante? Sì, mediante alcune procedure. Vediamo come funziona il tutto.

L’invenzione di Bitcoin è recente: 2009. L’inventore è anonimo. Si fa chiamare Satoshi Nakamoto, ma è uno pseudonimo. In cosa consiste? Nella possibilità- si è detto – di far circolare criptovaluta, ossia masse di valore che si sottraggono alla presa da parte dei controllori soliti e non sono soggette alle fluttuazioni cui mercati e operatori istituzionali sottopongono il denaro.

Per poter usufruire di bitcoin o per creare ulteriore valore è necessario un accesso alla rete e una chiave crittografica, che non è una semplice password, ma un meccanismo che consente di trasformare un testo leggibile in un testo – appunto – crittografato e viceversa, ossia leggibile solo da chi abbia ricevuto a sua volta la chiave. In questo modo nessuno sa quanto qualcun altro ha scambiato o con chi. E nessuno, pertanto, può sottrarre valore ad altri per il semplice fatto che non ne conosce l’entità o la collocazione specifica. La crittografia ha infatti il compito di accertare che le transazioni avvengano in modo sicuro tra gli aventi diritto e non altri, ma anche senza che nessuno sappia a chi ha dato o da chi ha ricevuto. Tutto quel che sa è una chiave, ossia una serie di trenta caratteri circa.

Il successo dell’invenzione è verificato dal fatto che sempre più soggetti economici (agenzie di vendite in rete, istituzioni statali) accettano pagamenti in bitcoin. E questo significa che le transazioni da un sistema all’altro sono facili, rapide e meno costose delle altre. Lo stesso successo si può anche verificare al contrario, ossia osservando la crescente preoccupazione delle banche tradizionali che una parte consistente della circolazione di valore sia sottratta al loro controllo.

Per saperne di più- perchéi dettagli non sono affatto semplici da spiegare a chi non abbia un minimo di dimestichezza sia con la finanza sia con la rete – si possono utilmente consultare:

http://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin

http://www.webnews.it/speciale/bitcoin/

https://it.bitstamp.net/help/what-is-bitcoin/

 

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