E gli Italiani, da che parte stanno?

I figli “diseredati” dei super ricchi

I figli “diseredati” dei super ricchi
25 Giugno 2014 ore 14:45

I figli di Gordon Matthew Thomas Sumner, cioè di Sting, non saranno molto contenti: il frontman dei Police ha dichiarato al Mail on Sunday che ai suoi cinque figli (avuti da due matrimoni) non lascerà in eredità la propria ricchezza. Motivo? Devono imparare l’etica del lavoro. Con un patrimonio stimato in 220 milioni di euro, Sting, proveniente da una famiglia operaia di Wallsend, ha ammesso che una delle sue più grandi paure è quella che i propri figli crescano senza motivazioni e stimoli poiché nati ricchi. Per questo, l’ingente eredità non finirà sui conti correnti di Joseph, Kate, Bridget Michael, Jake, Eliot Pauline e Giacomo Luke. «Non ho mai pensato di mettere da parte qualcosa per i miei figli. Sanno che dovranno lavorare per vivere e in ogni caso non mi chiedono né si aspettano nulla. Questa è una cosa cui tengo molto» ha dichiarato il cantante, che ha voluto comunque precisare che se qualcuno dei suoi “eredi” avesse bisogno di un aiuto economico, lui sarebbe ben felice di offrirlo. Anche se, fino ad oggi, se la sono cavata da soli.

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Tutti i super ricchi che non lasceranno eredità. Sting non è l’unica persona con un ingente patrimonio ad aver deciso di non lasciare tutta la propria ricchezza in eredità ai figli. Poco tempo fa è stata Nigella Lawson, volto noto dei programmi americani sulla cucina, a dire la sua al riguardo, affermando che è sbagliato lasciare troppi soldi ai figli, perché non guadagnarsi da vivere da sé porta alla rovina.
Pare essere d’accordo anche Michelle Obama, che ha ammesso che apprezzerebbe molto se le sue due figlie facessero un’esperienza da commesse, proprio come fece lei da giovane, per imparare che non tutto è sempre dovuto.
Coloro che hanno invece pubblicamente escluso di lasciare tutto la propria enorme ricchezza in eredità ai figli sono i due super ricchi d’America Warren Buffett e Bill Gates. Il primo, uomo più ricco al mondo nel 2011, ha dichiarato che ai propri figli «lascerà abbastanza, ma non tanto da consentire loro di non fare nulla nella vita». Il secondo, attraverso la fondazione avviata con la moglie Melinda, già oggi investe gran parte dei propri guadagni in attività filantropiche contro la povertà nel mondo ed ha affermato che alla sua morte devolverà il 95 percento del proprio patrimonio alla sua organizzazione, lasciando solamente il restante 5 percento ai tre figli.
In ordine di tempo, l’ultimo a seguire le strade dei “colleghi” ricchi è l’austriaco Gaston Glock, 82enne re delle pistole, che alla ex-moglie e ai figli non lascerà nulla, mentre alla nuova fidanzata, di 50 anni più giovane, lascerà solamente una piccola parte dei propri miliardi: tutto il resto è stato devoluto a fondazioni scientifiche e sanitarie.

In Italia, invece, i figli innanzitutto. Secondo un recente sondaggio dello studio Withersworldwide,  tra i milionari del mondo è diffusa la paura che i figli possano crescere viziati e senza ambizioni. In Italia, invece, non va proprio così. La normativa sulle successioni che opera nel nostro Paese, infatti, non permette alle persone di scegliere in piena libertà la destinazione del patrimonio personale, a differenza di ciò che accade nella tradizione giuridica anglosassone.
Di conseguenza, in Italia, l’utilizzo del testamento per disporre dei propri beni non è poi così diffuso. Nel 2009, solamente il 16 percento delle dichiarazioni di successione presentate all’Agenzia delle Entrate erano basate su di un testamento. Ma, tralasciando il lato legale, gli italiani ritengono, per tradizione, che i figli vengano prima di tutto, come afferma Lino Banfi, intervistato dal Quotidiano di Puglia proprio sulla questione dell’eredità di Sting: «I figli sono i destinatari naturali del nostro lavoro. Privarli dei beni materiali è inammissibile».

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