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In via Corridoni 97

Chi sono i Mormoni a Bergamo

Chi sono i Mormoni a Bergamo
Cronaca 28 Ottobre 2014 ore 12:08

Al numero 97 di via Corridoni c’è un edificio a due piani, di mattoni grandi e chiari, con una sorta di campanile piccolo e appuntito che spunta da sopra il tetto. Sulla parete che dà sulla strada è posta una grande targa con la dicitura: “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni”.

Se non avete dimestichezza con quella che è la definizione ufficiale della “Chiesa dei Mormoni”, sicuramente vi sarà già capitato di incontrare per la strada, che voi vi trovaste a Bergamo o in qualsiasi altra città, due ragazzi molto giovani, vestiti con giacca e camicia e con una targhetta sul petto. L’etichetta che si portano appuntata ai vestiti recita “Anziano” seguito dal cognome e, se si guarda un po’ più in su, si possono notare due occhi timidi, di ragazzi e ragazze giovanissimi, in missione per la loro Chiesa, nata dall’altra parte dell’oceano.

 

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La Chiesa a Bergamo. A Bergamo la Chiesa di Gesù Cristo esiste dal 1968. Nata come luogo di riunione e predicazione in un garage, riuscì poi a trasferirsi in una sede composta da tre appartamenti accorpati in via Carducci, fino alla costruzione della sede attuale in via Corridoni. Oggi è divisa in tre rami: Bergamo 1, che comprende la provincia nord e est di Bergamo; Bergamo 2, con la provincia sud e ovest; Bergamo 3, che comprende la città e Gorle. In tutto i membri sono circa 230. I rami, corrispondenti per intenderci alle nostre parrocchie, formano un rione; e più rioni, le diocesi, formano un palo. Il palo di Verona è formato da Bergamo 1, 2 e 3 e Brescia 1 e 2. A capo di ogni rione vi è un vescovo con i suoi consiglieri, che coordinano l’attività di tutte le persone che “lavorano” volontariamente nella Chiesa. I membri della Chiesa sono tenuti a pagare la decima, ovvero un decimo del loro stipendio, al fine di sostentare economicamente la Chiesa.

Di loro, poco più della metà è italiana, il resto è composto da stranieri, di cui molti latinoamericani. La maggior parte delle persone provenienti da altri Paesi è entrata nella Chiesa di Bergamo in quanto ne faceva già parte nella propria nazione. Per quanto riguarda gli italiani, invece, alcuni si sono convertiti nel corso della propria vita, altri, invece, sono nati all’interno della Chiesa. La provincia di Bergamo è una di quelle in Italia in cui il numero di nuovi fedeli aumenta, anche se poco, ogni anno, considerando sia i nuovi convertiti, circa dieci all’anno, e chi arriva dall’estero ed è già un fedele.

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Chi sono e di cosa si occupano. Le attività svolte nella Chiesa sono la Scuola Domenicale, in cui si studiano le Scritture, le Riunioni del Sacerdozio, a cui partecipano uomini e ragazzi dai 12 anni in su; vi è poi la Società di Soccorso, che organizza classi per donne dai 18 anni in su e il gruppo Giovani Donne, per le ragazze dai 12 ai 18 anni. Sotto ai 12 anni si fa parte del gruppo Primaria. I giovani, grazie all’aiuto dei missionari provenienti dagli altri Paesi, organizzano anche serate di conversazione in inglese.

Come in ogni chiesa che si rispetti, la domenica mattina c’è la riunione sacramentale, durante la quale si prega, si canta, si distribuiscono all’assemblea dei fedeli pane e acqua benedetti e si ascoltano testimonianze e parole di altri fedeli.

L’attività per cui la maggior parte delle persone conosce la Chiesa, però, è quella di proselitismo. I giovani ragazzi e ragazze appartenenti alla Chiesa possono chiedere di essere mandati in un Paese straniero a svolgere il servizio, che dura due anni per i maschi e uno e mezzo per le femmine. La famiglia del missionario ha il dovere di sostenere tutte le spese del viaggio e della permanenza e i giovani seguono un corso intensivo di sei settimane, prima di partire, per imparare la lingua del paese in cui andranno. I missionari sono giovanissimi, spesso non hanno più di 21 anni e viene spontaneo chiedersi se non siano spaventati all’idea di essere trapiantati in una città sconosciuta e dover iniziare a fare proseliti, senza neanche sapere esprimersi al meglio nell’idioma locale. Il loro compito è invitare la gente ad ascoltare quello che hanno da dire e a informare che possono avere una copia gratuita del Libro di Mormon. Molti li ignorano – dicono – e qualcuno ride. Ma loro proseguono nella loro opera, che non è mai aggressiva né invadente. L’unico modo per scoprire se ciò che dice il Libro di Mormon è vero, sostengono, è infatti quello di pregare e chiedere a Dio una conferma. La cosa più importante per loro, oltre naturalmente al Vangelo, è il libero arbitrio; loro hanno il compito di invitare la gente e l’obbligo di rispettare qualsiasi loro decisione.

Parlando del rapporto con la città, il vescovo della Chiesa mormone racconta che anni fa hanno chiesto e ottenuto dal comune il permesso di ripulire parte del Monumentale e che questa e le altre loro azioni hanno come obiettivo quello di una convivenza serena e pacifica all’interno della città. I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, sono una realtà che la maggior parte della popolazione ignora. Quando hanno una reputazione, spesso non è buona. C’è chi tende a identificarli con la poligamia e con il profeta che prende in moglie ragazzine preadolescenti. Chi ancora li scambia per gli Amish e chiede se sono loro quelli che si vestono con le tuniche e le cuffiette. Loro cercano semplicemente di inserirsi nelle comunità attraverso i punti in comune con gli altri cittadini e le altre chiese, senza voler prevalere nei quartieri e nelle città e senza la pretesa di rovesciare l’ordine cattolico in vigore da secoli.

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Che cos’è la Chiesa di Gesù Cristo. Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni non significa, come tiene a precisare il vescovo Mormone di Bergamo, che i fedeli credono nell’imminente fine del mondo. Il nome italiano è la traduzione dall’inglese “Latter Day Saints”. Il termine “santi” è ripreso dalla definizione dei primi seguaci di Gesù Cristo, i primi cristiani. “Latter Day” può essere tradotto come “recenti, del giorno d’oggi”. Il credo della Chiesa di Gesù Cristo si basa sulla storia della chiesa fondata da Gesù quando era ancora in vita e dall’ordine che egli diede ai dodici apostoli di proseguire la sua opera dopo la sua morte. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, infatti, ha tutt’oggi una struttura composta da un presidente, o profeta (ora Thomas  Monson), dai suoi consiglieri e dal quorum di dodici apostoli.

Quando la Chiesa attraversò un lungo periodo di apostasia, nel quale la verità del vangelo era andata persa – dicono i Mormoni – occorreva che qualcuno con l’autorità necessaria, ovvero concessa direttamente da Dio, restaurasse il vangelo. Questo compito – secondo la fede dei Santi degli Ultimi Giorni – toccò a Joseph Smith, abitante dello stato di New York, che nel 1823 ricevette la rivelazione, grazie all’apparizione di un angelo, il quale riferì di tavole d’oro conservate vicino alla casa di Smith, a Palmyra: così trovò e tradusse queste tavole, scritte dal profeta Mormon. Il libro, una sorta di continuazione del Nuovo Testamento, narra la storia di tribù antichissime abitanti le Americhe e provenienti da Israele e del loro rapporto con Gesù Cristo. I Mormoni sostengono che Joseph Smith fu poi ordinato sacerdote da Giovanni Battista e da tre apostoli di Gesù, che gli affidarono il compito di restaurare la Chiesa di Cristo com’era nell’antichità, la chiesa dei “cristiani dei primi giorni”.

La Chiesa in Italia. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è presente in Italia da quando Lorenzo Snow, Joseph Toronto e Thomas B. H. Stevenson giunsero a Genova nel 1850 e da lì si recarono in Piemonte, precisamente nelle valli abitate dai Valdesi, per iniziare la loro opera di proselitismo. Il 27 ottobre del 1850 si ebbe a Torre Pellice il primo convertito alla Chiesa mormona e nel 1852 venne pubblicato per la prima volta in italiano il Libro di Mormon. Il libro fu stampato a Londra e fu portato in Italia dallo stesso Snow.

In seguito a una diffusa campagna anti-mormoni, i fedeli furono costretti a rifugiarsi in Svizzera e la missione Mormona in Italia potè ricominciare, grazie all’autorizzazione del governo, solo nel 1965, anno in cui fu edita la seconda traduzione del Libro di Mormon in italiano. Nel 1978 i membri della Chiesa in Italia erano già più di 7.000, oggi se ne contano 25.453, su un totale di 498.668 membri europei e più di 15 milioni di membri in tutto il mondo.