Il piano in vista dell'autunno

I pazienti Covid bergamaschi gravi verranno ricoverati a Brescia, non al Papa Giovanni

Regione Lombardia ha individuato (per ora) 5 ospedali di riferimento per i malati più gravi. Se si dovesse arrivare al massimo di 150 posti occupati in rianimazione, allora tra gli hub territoriali ci sarà anche l'ospedale di Bergamo

I pazienti Covid bergamaschi gravi verranno ricoverati a Brescia, non al Papa Giovanni
Bergamo, 29 Agosto 2020 ore 10:14

I pazienti Covid bergamaschi che in autunno potrebbero aver bisogno di essere ricoverati in terapia intensiva saranno trasferiti agli Spedali Civili di Brescia. È questo infatti uno dei 5 ospedali individuati da Regione Lombardia, secondo quanto riferisce Corriere Bergamo, per curare i malati più gravi, insieme a Policlinico di Milano (per Milano, Monza e Lecco), il Sacco (per la Lombardia nord-ovest), il Niguarda (riferimento soprattutto per politraumi Covid) e il San Matteo di Pavia (per Cremona e Lodi).

Escluso quindi l’ospedale Papa Giovanni XXIII. Ma perché? Le ragioni alla base della scelta sarebbero dettate dal fatto che in questa fase, per le autorità regionali, è più opportuno concentrare i casi gravi in pochi ospedali e ben attrezzati, salvaguardando gli altri.

Se si dovesse raggiungere la quota massima di 150 pazienti Covid in rianimazione le cose cambieranno. La fase successiva per la gestione dell’emergenza prevede fino a 500 malati in terapia intensiva e allora tra i punti di riferimento territoriale entrerà a farne parte anche l’ospedale di Bergamo, insieme al San Gerardo di Monza e a quelli di Mantova e Cremona.

A oggi, i malati con sintomi gravi da polmonite interstiziale che si trovano in rianimazione sono 17 in tutta la Lombardia. L’ospedale di Brescia avrebbe predisposto 12 posti letto, suddivisi in due moduli da 6 postazioni (per garantire l’isolamento dagli altri malati). Qualora si arrivasse alla saturazione dei letti, il paziente bergamasco successivo verrà mandato a Milano. I trasferimenti dei pazienti saranno infatti flessibili e legati alla disponibilità di posti nelle rianimazioni.

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