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I rifugiati nel mondo: 51 milioni

I rifugiati nel mondo: 51 milioni
17 Giugno 2014 ore 16:00

Alla fine del 2013 erano 51,2 milioni i migranti forzati in tutto il mondo. Ben sei milioni in più rispetto ai 45,2 milioni del 2012. Quasi come se domani tutti gli inglesi decidessero di abbondare le proprie case e di trasferirsi in un altro paese. La notizia choc è stata oggi pubblicata dall’ UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e si basa su dati raccolti da governi, organizzazioni non governative partner dell’Agenzia e dallo stesso UNHCR. Questo numero supera addirittura il numero di sfollati che si trovavano in giro per il mondo dopo la seconda guerra mondiale. La cifra dichiarata è la somma di tre diversi gruppi: i rifugiati, i richiedenti asilo e gli sfollati interni.

Per quanto riguarda i rifugiati sono state registrate 16,7 milioni di persone a livello globale, 11,7 milioni dei quali sono sotto il mandato dell’UNHCR, mentre i rimanenti sono stati calcolati dall’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees, UNRWA). Questi numeri sono i più elevati rilevati dall’UNHCR dal 2001. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono quella afgana, siriana e somala.

Sono circa 1,1 milioni, invece, le persone che hanno fatto domanda d’asilo in uno stato che non era il loro. La maggior parte di queste sono state presentate nei paesi più sviluppati, come la Germania che nel 2013 è diventato il paese con il più elevato numero di domande. Il record è stato raggiunto dalle 25.300 richieste di asilo presentate da minori. I cittadini siriani hanno presentato 64.300 domande, più di qualsiasi altra nazionalità, seguiti dalla Repubblica Democratica del Congo (60.400) e da Myanmar (57.400).

Gli sfollati interni, cioè coloro che lasciano la propria casa ma continuano a rimanere nel proprio paese, hanno raggiunto la cifra di 33,3 milioni di persone, rappresentando l’incremento più elevato rispetto a ogni altro gruppo di cui si parla nel rapporto Global Trends.

«La pace è oggi pericolosamente difficile da raggiungere. Il personale umanitario può costituire un palliativo, ma le soluzioni politiche sono di vitale importanza. Senza di queste, i livelli preoccupanti raggiunti dai conflitti e le sofferenze di massa, che si riflettono in queste cifre, sono destinati a continuare». Così ha dichiarato António Guterres, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il preoccupante aumento dei rifugiati è infatti principalmente dovuto ai conflitti che da diverso tempo agitano l’oriente e il sud africa. In primis si trova la Siria, che alla fine dello scorso anno aveva già costretto 2,5 milioni di persone ad abbandonare le proprie. «Il totale di 51,2 milioni di migranti forzati a livello mondiale», spiega la relazione dell’UNHCR «costituisce un enorme numero di persone bisognose di aiuto, con implicazioni che si ripercuotono sia sull’entità degli aiuti internazionali dei paesi donatori, che sulle possibilità di assorbimento e la capacità di accoglienza dei paesi più prossimi alle aree di crisi dei rifugiati».

Giornata del rifugiato

È dal 2001 che il 20 giugno è stato scelto come data per la celebrazione della Giornata mondiale del rifugiato. La campagna, riconosciuta a livello universale, vuole invitare i cittadini ad una riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che ogni anno sono costretti a lasciarsi alle spalle i propri affetti e la propria vita per fuggire da guerre, violenze e povertà. Si è scelta questa data perche coincideva con la Giornata africana del rifugiato. Quest’anno la cantante Giorgia è il volto e la voce dello spot dell’UNHCR. Oltre a Giorgia sono più di venti le celebrità che in tutto il mondo hanno prestato il loro volto a sostegno dei rifugiati nel tentativo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il devastante impatto che la guerra ha su milioni di persone nel mondo.

 

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