Il video

Il dialogo di Gori con altri sindaci del mondo sulle misure per affrontare il Coronavirus

21 Aprile 2020 ore 18:30

Un dialogo virtuale che unisce politici e primi cittadini provenienti da tutto il mondo: il tema è quello della solidarietà ai tempi del Coronavirus. I sindaci Giorgio Gori di Bergamo, Antonio Decaro di Bari, o Ada Colau di Barcellona moderati dall’europarlamentare e capo-delegazione del Pd a Bruxelles Brando Benifei, discuteranno riguardo le difficoltà vissute nel corso di questa emergenza sanitaria, ma anche del coraggio, dell’inquietudine e delle speranze necessarie a ripartire dopo settimane di blocco delle attività.

Al dialogo parteciperanno anche ulteriori ospiti illustri tra cui il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, l’ex primo ministro greco Alexis Tsipras e il musicista Paolo Fresu. La maratona live sarà trasmessa in contemporanea da diverse pagine Facebook, incluse quelle dei partecipanti. Qui il video della diretta:

«Nessuno può pensare di mettersi in salvo da solo, la solidarietà europea è l’unica condizione per riuscirci – ha sottolineato il sindaco Giorgio Gori -. Alcuni Paesi arrivano davanti a questa crisi più forti, altri più fragili, ma tutti quanti dobbiamo essere consapevoli che il virus non si ferma davanti ai confini nazionali. Abbiamo il dovere noi amministratori, i politici e i cittadini d’Europa di spingere la solidarietà di uno Stato verso l’altro. Spero vivamente che questa sia la politica che si imporrà nei prossimi giorni, al di là dell’appartenenza politica e dalle posizioni geografiche».

Bergamo è infatti la città dove l’epidemia si è manifestata con maggiore violenza: sono stati oltre 650 i decessi registrati in città e oltre 5 mila quelli verificatisi in provincia. Numeri diversi da quelli forniti dalle autorità nazionali e regionali perché, come ha spiegato Gori «arrivano dagli uffici anagrafe e non tengono conto delle poche persone a cui è stato fatto il tampone. Dalla città che ha sofferto forse più di altre è però giusto dare un messaggio di speranza. Negli ultimi 10 giorni la situazione è migliorata e si registra un forte rallentamento sia nelle chiamate d’urgenza sia negli accessi agli ospedali. Anche il numero delle vittime si è decisamente ridotto, tornando quasi a valori precedenti la crisi. Tuttavia, sono state settimane durissime perché dietro a ogni numero c’è un’amicizia, un parente, una persona cara e tanti anziani che hanno perso la vita. Questo miglioramento non sarebbe stato possibile se i cittadini non avessero rispettato le rigide norme che hanno ridotto la socialità e quindi i contagi. Ringrazio, inoltre, i numerosi attestati di solidarietà da parte dei sindaci delle città italiane, che hanno accolto le salme di nostri concittadini in attesa di essere cremate».

Riguardo al ruolo che i sindaci hanno avuto e continueranno ad avere nel corso dell’emergenza sanitario il primo cittadino di Bergamo ha evidenziato che «si è chiamati a immaginare un nuovo modo di vivere le città e di muoversi – prosegue Gori -. Penso al trasporto pubblico, alla scuola, all’organizzazione dei negozi e alle manifestazioni di intrattenimento e artistiche. Dovremo garantire la sicurezza e il rispetto delle distanze tra le persone. Credo che in tal senso il rapporto tra i sindaci potrà essere fecondo laddove saremo in grado di scambiarci idee e proposte per immaginare il futuro delle città in cui viviamo. Non posso nascondere, inoltre, la preoccupazione per la crisi sociale ed economica che rischia di generare l’infezione; ormai da 2 mesi siamo in una situazione di parziale o totale chiusura delle attività, con ricadute pesanti sul reddito delle famiglie e sulle imprese. La mia preoccupazione principale riguarda le modalità con cui potrò essere di aiuto alle persone e alle microimprese. Per questo serve il sostegno sia del Governo, sia dell’Europa».

«Fortunatamente il lavoro del sindaco si è arricchito del contributo di diverse persone – racconta Gori -. Diverse personalità, associazioni del terzo settore e cittadini si sono offerti di dare una mano. Bergamo è famosa come la “città dei Mille” che seguirono Garibaldi e mille sono i volontari che si sono messi a disposizione per consegnare al domicilio di anziani e delle persone fragili di cibo, farmaci e mascherine».

«Da alcune zone del Paese ci arrivavano immagini con bare custodite nelle chiese e portate via dall’Esercito, o di pazienti ricoverati nelle terapie intensive, mentre da altre aree c’erano ancora persone che andavano nei parchi pubblici o in spiaggia come se nulla fosse – prosegue Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci -. Per questa ragione noi sindaci del Sud, sulla base dell’esperienza del Nord, abbiamo deciso di scendere in strada per parlare ai cittadini e convincerli a interrompere la catena dei contagi. Nel merito, ho chiesto a Giorgio Gori di fare una diretta e di rivolgersi direttamente ai miei concittadini, per spiegare loro cosa stava accadendo a Bergamo e per convincerli che quelle immagini non appartenevano ad un telefilm ma erano reali e arrivavano da un comune a qualche migliaio di chilometri dalla nostra città. I sindaci hanno avuto un ruolo importante nella gestione dell’emergenza e lo avranno ora in questa fase di transizione. Fino alla scoperta di un vaccino dovremo cambiare i tempi e i modi di vivere: dovremo investire sulla mobilità dolce, su modelli di sanità integrata sul territorio, su piattaforme online che garantiscano il diritto allo studio e al lavoro. Dall’Europa mi aspetto il riconoscimento della centralità delle città rispetto a questi temi».

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