Una ricerca di Episteme

Identikit dello xenofobo italiano (Così dice di pensarla sui migranti)

Identikit dello xenofobo italiano (Così dice di pensarla sui migranti)
27 Luglio 2015 ore 11:55

L’istituto di ricerca Episteme ha compiuto un’interessante analisi a proposito della xenofobia in Italia, un tema oggi particolarmente sentito, visto il problema immigrazione che da anni coinvolge il nostro Paese in prima battuta. L’obiettivo di Episteme era anzitutto capire come gli italiani avvertano la presenza di immigrati nel proprio Paese, e in secondo luogo capire, sulla base del sesso, della collocazione geografica, dell’età e del reddito, quali classi sociali siano, in questo momento, maggiormente avverse a questo fenomeno.

L’identikit dello xenofobo italiano. Dall’analisi compiuta dall’istituto di ricerca, emerge che la xenofobia (definire razzismo questa tendenza forse è eccessivo, anche se bisogna considerare che in diversi casi spesso è proprio di questo che si parla) è un fatto che coinvolge soprattutto gli uomini: il 56,3 percento degli intervistati che si dichiara contrario all’accoglienza dei migranti, infatti, è di sesso maschile. Per quanto riguarda l’età, si nota come i giovani, intesi come soggetti fino ai 24 anni, non abbiano alcun problema nei confronti dei migranti, giacché solo l’8 percento di loro denuncia l’immigrazione come fatto inaccettabile. Le percentuali crescono esponenzialmente con l’aumentare dell’età: il picco è per le persone fra i 45 e i 54 anni e per quelle fra i 65 e i 74, due fasce che occupano più del 40 percento del totale degli xenofobi.

 

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Per quanto riguarda invece il ceto sociale, l’uniformità è pressoché totale, alterata da minime variazioni: è possibile trovare soggetti che vedono di malocchio gli immigrati più o meno in eguale misure per tutte le fasce di reddito. Da un punto di vista del livello di istruzione, invece, le differenze sono notevolmente più marcate: solo l’11 percento di coloro che hanno conseguito una laurea universitaria si definisce contrario all’accoglienza dei migranti, mentre il picco è per chi si è fermato al diploma, quasi il 40 percento. Molto bassa la percentuale di coloro che invece non sono andati oltre le scuole elementari: questo ad evidenziare il fatto che la comprensione del fenomeno migratorio non è una mera questione di cultura.

Molto interessanti, per quanto pronosticabili, i dati relativi alla collocazione geografica: a farla da padrone è il Sud Italia, che raccoglie più del 45 percento degli xenofobi italiani, quasi la metà. Un dato atteso, essendo il Meridione la zona di prima accoglienza, per ovvie questioni geografiche, dei migranti provenienti dal Nord Africa. Risalendo la penisola le percentuali si abbassano notevolmente, salvo poi schizzare di nuovo al Nord, che raccoglie il 44 percento di coloro che di immigrati proprio non vogliono sentirne parlare. Anche in questo caso, si tratta di numeri che non sorprendono più di tanto: il Nord del nostro Paese è la terra dove ha maggior forza la Lega Nord, il partito politico che più di tutti è in lotta contro l’immigrazione. In chiusura, un accenno al nucleo famigliare: il 25 percento degli xenofobi in Italia appartiene a famiglie con 2 figli, mentre come arriva il terzo pargolo, non si capisce bene il perché, la percentuale crolla al 7 percento.

 

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Alcune frasi tipiche. Episteme ha poi sottoposto agli intervistati tre differenti frasi relative agli immigrati, chiedendo quanto si trovassero d’accordo. Forse è stato questo il test che ha fatto capire quanto il fenomeno migratorio sia avvertito con sofferenza dagli italiani; anche se, ed è questo l’aspetto più interessante, in netto calo rispetto ad un paio di anni fa. La prima frase era «In fin dei conti penso che molte delle persone di colore che si vedono in giro siano dei poco di buono»: una frase che nel 1990 raccoglieva il 18 percento dei consensi, oggi invece il 32. Anche se è interessante rilevare che nel 2012 a corroborare questa tesi erano il 45 percento degli italiani. La seconda frase recitava «Mi sentirei a disagio se un mio parente avesse dei figli con una persona di colore»: pure in questo caso l’aumento rispetto agli Novanta è notevole, di circa una decina di punti, ma dal 38,4 percento del 2012, oggi si è scesi ad un 29 percento di consensi. Infine, alla frase «In un momento come questo bisogna badare soprattutto agli interessi personali” (in riferimento agli aiuti che l’Italia si sta prodigando di dare nei confronti degli immigrati) sono stati dati riscontri tutto sommato un po’ allarmanti: il 74,7 percento degli intervistati si dichiara d’accordo con una posizione del genere, stavolta in netta crescita rispetto al 2012, dove la percentuale si fermò a 65,2.

 

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