Una sconfitta che brucia

Questo grande anno nerazzurro meritava un finale un po’ diverso…

Questo grande anno nerazzurro meritava un finale un po’ diverso…
02 Gennaio 2018 ore 06:30

Sconfitta interna, sorprendente e immeritata, per l’Atalanta di Gasperini nell’ultima gara dell’anno. A Bergamo, dopo 96’ minuti in cui i nerazzurri creano una quantità esagerata di palle gol, sono i sardi a spuntarla nelle uniche due occasioni da rete degne di questo nome che regalano a Pavoletti e Padoin una giornata di gloria. Il gol dell’1-2 dei nerazzurri arriva solo in pieno recupero (con Gomez) ma dopo tutto quello che è stato sprecato anche il punto della speranza sembrava quasi impossibile. La gara si è rivelata molto simile a quella giocata (e persa) l’anno scorso a Bergamo contro l’Udinese, ci sono giornate in cui nemmeno giocando all’infinito l’inerzia del pomeriggio cambia in positivo. Per questo non è il caso di fare drammi: 30 o 27 punti, cambia poco, anche se spiace tremendamente fallire un successo in una di quelle giornate che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto essere favorevoli.

 

 

Tre novità di formazione per Gasperini rispetto alle attese: in porta, dopo le presenze con Chievo e Verona, ritorna Gollini dal primo minuto, mentre in difesa esordio in campionato dall’inizio per l’ex Perugia Mancini vicino a Toloi e Masiello. In mezzo al campo, dopo l’ottima prova di San Siro, Freuler e de Roon partono dal primo minuto, con Hateboer e Spinazzola, mentre Ilicic e Gomez sono a supporto di Petagna nel tridente (Cristante va in panchina). Nel Cagliari, il talentuoso Barella non siede nemmeno in panchina e senza Joao Pedro squalificato tocca a Farias e Miangue completare il 3-5-2 che ha come terminale offensivo Pavoletti. Giornata di sole a Bergamo, 8°C di temperatura e 17.755 spettatori sugli spalti.

La gara inizia con i nerazzurri che cercano di fare la partita ma il campo gibboso e una Dea un po’ svagata producono uno dei più brutti primi tempi dell’intera gestione Gasperini. Dopo una bella percussione di Freuler che scambia con Petagna ma conclude debolmente (4’), la squadra orobica va subito sotto ad opera di Pavoletti: 6’ di gioco, angolo di Cigarini dalla sinistra e zuccata del numero 30 dei sardi che salta colpevolmente solo al centro dell’area di rigore trafiggendo Gollini. La squadra di Gasperini prova a reagire: al 17’ Gomez va via in slalom ma dopo due dribbling il suo destro è debole e si spegne sull’esterno della rete; al 22’ Ilicic (molto in ombra) si fa vedere su punizione (la barriera intercetta) e un minuto più tardi arriva il raddoppio degli ospiti. Spinazzola perde palla sul contrasto con Faragò, la sfera arriva a Farias che imbecca Padoin in profondità e lo 0-2 è servito sull’uscita di Gollini. La manovra dei padroni di casa è molto confusa, Gomez e Ilicic non trovano il pertugio giusto e dopo un paio di calci piazzati (37’ e 42’) è il Papu a mancare una grande occasione scegliendo il colpo di tacco per Petagna (43’) invece di calciare da buona posizione.

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Nella ripresa, la partita diventa molto più che un assedio ma la sensazione è che nemmeno giocando per due o tre ore l’Atalanta, oggi, sarebbe in grado di vincere. Al 47’ Mancini colpisce la traversa con una bella conclusione volante in area di rigore (assist di Toloi) e pochi secondi più tardi è Cornelius, entrato al posto di Petagna, a mettere alto un traversone di Spinazzola ben calibrato. Il vichingo lascia un’impronta molto più forte sulla sfida rispetto al collega Petagna, e dopo il 3-0 annullato al Cagliari per fuorigioco di Pavoletti (65’), iniziano 30’ minuti di assedio nerazzurro. Al 66’ Ilicic mette sul fondo un destro da ottima posizione dopo assist di Cristante solo davanti a Rafael; al 69’ tocca a Gomez sfiorare il gol con un bel destro parato in tuffo dal numero 1 del Cagliari; al 78’ l’occasione è addirittura colossale: inserimento in area di de Roon, che solo davanti al portiere opta per l’assist a Gomez in mezzo ma la palla è troppo lunga e il compagno non ci arriva. La fiera delle occasioni mancate continua all’82’ con Cristante, che dopo una respinta di Rafael su Ilicic spara sul fondo a pochi metri dalla porta; all’88’ Cornelius impegna ancora l’estremo dei sardi con un sinistro angolato e quando Gomez riesce finalmente a trovare il pertugio giusto (92’) è troppo tardi per provarci davvero.

L’ultimo disperato tentativo vede l’Atalanta in avanti anche con Gollini, ma Gomez, disturbato da Cigarini, non mette l’ultimo cross e il direttore di gara Pasqua, dopo appena 51 secondi di recupero concessi oltre ai 5 minuti iniziali (con dentro un rosso per doppia ammonizione a Miangue) manda tutti sotto la doccia. L’Atalanta chiude con una sconfitta il suo girone di andata, tra le mura amiche è la seconda della stagione e pur al termine di una prestazione tutt’altro che positiva restano grandi rimpianti per una quantità industriale di occasioni gettate alle ortiche. Non c’è tempo per piangersi addosso, tra pochi giorni si gioca al San Paolo per la Coppa Italia, quindi testa alta e avanti con fiducia.

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Atalanta-Cagliari 1-2
Reti: 6’ Pavoletti (C), 23’ Padoin (C), 92’ Gomez (A)

Atalanta (3-4-3): Gollini; Toloi, Mancini (64’ Cristante), Masiello; Hateboer, de Roon, Freuler, Spinazzola; Ilicic (86’ Orsolini), Petagna (46’ Cornelius), Gomez. All. Gasperini.

Cagliari (3-5-2): Rafael; Romagna, Andreolli (53’ Pisacane), Ceppitelli; Faragò, Ionita, Cigarini, Padoin, Miangue; Farias (86’ Deiola), Pavoletti (74’ Sau). All. Lopez.

Arbitro: Pasqua di Tivoli (Passeri e Zappatore; Pillitteri; Manganiello e Liuzzi).

Ammoniti: 21’ Cigarini (C), 45’ Andreolli (C), MIangue (C), 93’ Ceppitelli (C).

Espulsi: 95’ Miangue (C).

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