Sarà condotto da Caterina Balivo

Cai, non sarà il reality di Rai2 a far del male alla montagna

Cai, non sarà il reality di Rai2 a far del male alla montagna
06 Agosto 2015 ore 16:46

(ANSA) – AOSTA, 1 AGO – Il Club alpino italiano (Cai) di Piemonte e Valle d’Aosta all’attacco contro il reality vip di RaiDue Monte Bianco che si sta girando a Courmayeur: «Stiamo rasentando la follia, perdendo il buon senso e il rispetto per la montagna», commenta l’associazione. Condotto da Caterina Balivo, il programma vedrà sfidarsi in prove di alpinismo alcuni personaggi famosi affiancati da guide alpine. (ANSA).

 


Tra le guide sembra che ci sarà anche Simone Moro: beato lui. Per una volta potrà prendersi un sacco di soldi senza rischiare a ogni passo di morire. Che si vuole di più dalla Rai? Così Moro potrà organizzare un’altra spedizione in Himalaya che ci farà sognare. Dovrebbero esserci anche Zambrotta – l’ex calciatore -, Enzo Salvi e Filippo Facci tra gli uomini; Jane Alexander e Arisa fra le donne. Caterina Balivo, la conduttrice, ha detto di essere «pronta con le scarpe da trekking»? C’era proprio bisogno di sottolineare, sferzanti, che «in quota si usano scarponi d’alta montagna e non scarpe da trekking». E chessaramai! Si metterà le scarpe che le daranno gli sponsor: sarà mica lei a doversi arrampicare.

Fa venire in mente, il Cai Piemonte e Valle d’Aosta, quel passo di Lessico Familiare, in cui la Ginzburg ricorda la sua famiglia – la famiglia del professor Levi, vero cultore delle montagne valdostane, sacerdote dell’unzione degli scarponi, nemico dei cappellini sulla testa per ripararsi dal sole come dei cappucci per non bagnarsi in caso di pioggia -, tutti i Levi, madre, fratelli e sorelle, che con le scarpe chiodate, dure e pesanti come il piombo, calzettoni e passamontagna, gli occhiali da ghiaccio sulla fronte, col sole che batteva a picco sulle teste sudate, guardavano con invidia «i negri» (ossia i turisti aborriti dal professore per via delle loro abitudini dissacranti per lui, normali per tutti gli altri) andar su leggeri in scarpette da tennis o seduti a mangiar la panna ai tavoli degli châlet. Li vedesse il prof. Levi – generatore di premi Nobel, fra l’altro (è stato il professore di Rita Levi Montalcini, per dirne uno) – quelli del reality Monte Bianco, gli prenderebbe un coccolone.

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Agli altri che disturbo potrà recare un qualche signore o signora imbranato che si arrampica per qualche tempo sulle rocce, spinto e tirato su come ogni giorno succede sull’Everest o su altre cime, dove milionari d’ogni Paese scelgono di impegnarsi in avventure che guide e portatori si guardan bene dal riprendere neanche con la GoPro HERO nascosta dentro la giacca a vento per non coprire di ridicolo i loro clienti? E che ci lasciano tonnellate di immondizia, in quel mondo fino a pochi anni fa immacolato.

Andate avanti, uomini e donne di Rai2: non sarete voi a farci mancar di rispetto alle nostre montagne. C’è ben altro in giro: strade fatte male, suoli non curati, argini che quando crollano non vengono subito rifatti, alberi lasciati a marcire dentro i torrenti non ripuliti da materiali franosi. Questo è lo scempio, non un reality irreale e temporaneo come tutti quelli che lo hanno preceduto. E che, una volta finito, andremo su noi a controllare che non abbiano lasciato in giro nemmeno un picchetto sul prato o un chiodo sulla parete.

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