La Uefa ancora si oppone

Il calcio europeo sogna la Superlega Un torneo per pochi (ricchi) intimi

Il calcio europeo sogna la Superlega Un torneo per pochi (ricchi) intimi
Cronaca 02 Febbraio 2016 ore 11:30

Un giorno Karl-Heinz Rummenigge guardò le classifiche. Chiuse gli occhi. Scrutò le rose dei calciatori come facevano gli aruspici con gli ossicini e le interiora degli animali. E poi disse: «Vedo che nei cinque grandi campionati d’Europa le grandi diventano sempre più forti. In Italia c’è la Juve, spero che torni la mia cara Inter e poi forse il Milan. In Germania c’è il Bayern, ora il ritorno del Borussia Dortmund, e speriamo che il Wolfsburg possa fare la terza. In Spagna ci sono Barcellona e Real, in Inghilterra 4 o 5 big». Peggio di Maga Magò, il Kaiser ci ha visto lungo. Sta nascendo la Superlega d’Europa, un campionato esclusivo fatto solo di superbig, che funziona a invito, senza retrocessioni, si gioca in stadi all’avanguardia e modernissimi; una specie di Nba aperta ai club più ricchi e con una salary cap per omogeneizzare le risorse e la spartizione dei ricavi. Ah, maledetti visionari.

 

Eibar vs Real Madrid - Liga

 

Potremmo vederlo nel 2020. Il futuro è lì, nel 2020, l’anno in cui le condizioni economiche della Champions League verranno riviste e ridiscusse. Non è detto, ma potrebbero cambiare un sacco di cose. Perché: o hai i soldi, o è meglio se cambi aria, bello. Tant’è che il segretario generale dell’Uefa, Gianni Infartino, tutte le volte che sente parlare di questa storia della Superlega si asciuga la fronte e sbatte il pugno sulla scrivania: «La Superlega Europea già esiste ed è la Champions League». Sbam. Per lui il discorso è chiuso lì, ma non può essere. Uno dei grandi sostenitori della Superlega è Andrea Agnelli, il presidente della Juventus, secondo cui ci sarebbe la necessità di una nuova competizione erupoea per migliorare il calcio. Ancora il Kaiser: «Sta nascendo una lega oltre la Champions, composta dalle grandi italiane, tedesche, inglesi, spagnole e francesi. Magari con 20 squadre».

 

Manchester City vs. AS Roma - Champions League 2014/2015

 

Le squadre più ricche d’Europa. La Superlega sarebbe strutturata in un torneo all’italiana nel week-end e poi playoff, con i turni di campionato spostati al mercoledì e disputati dalle seconde linee. Quindi preparatevi a vedere Barcellona-Juve più volte in un anno, magari la domenica pomeriggio, oppure Real-Milan, o Bayern-Manchester United. Qualche giorno fa è uscita una classifica (di 20 squadre, appunto), l’ha stilata la Deloitte e si chiama Football Money League. Mostra come i primi club d’Europa siano (quasi) sempre gli stessi, messi in ordine per ricavi che arrivano dal merchandising, dai biglietti venduti, dai click sui social. Niente plusvalenze, quello è un discorso a parte. Altri i parametri che, secondo i sostenitori della Superlega, basterebbero per mettere in piedi una nuova competizione da urlo, molto più all’avanguardia e valida della Champions League attuale.

 

BAYERN

 

E la Champions? E il campionato? E la mitica Champions con la musichetta e tutto il resto dove la buttiamo? Scomparirebbe? Cancellata per sempre? O andrebbero a giocarla le squadre di seconda fascia tipo una Europa League evoluta? Al momento la sfida per l’egemonia del calcio si gioca più sulle scrivanie che in campo. Crudele dirlo, ma il mondo sta andando in una direzione precisa. La gente vuole stadi confortevoli, vuole spettacolo, vuole assistere a partite di cartello perché altrimenti non c’è gusto. E passi. La Superlega, a quel punto, sarebbe davvero il top. Ma dove andrà a finire l’altro calcio? Resisterà? Tolte le grandi che lottano sempre per i primi quattro-cinque posti, a quel punto la lotta per lo scudetto sarebbe davvero aperta a tutti? E che ripercussioni potrebbe avere a livello locale? Visionari del mondo pallonaro, a voi la risposta.

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