Si trovava alla Grumellina

Il campo dove Bergamo internò oltre tremila prigionieri di guerra

Il campo dove Bergamo internò oltre tremila prigionieri di guerra
28 Gennaio 2016 ore 10:05

Pare sempre tutto così lontano e così incredibile, ma anche Bergamo ha avuto il suo campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale: il Campo P.G. n. 062 di Grumello del Piano (Grumellina), il quartiere di Bergamo che si affaccia sulla strada per Dalmine. Il campo P.G. (per prigionieri di guerra) è rimasto attivo dall’agosto 1941 all’8 settembre 1943 e al suo interno ha ospitato prigionieri di diverse nazionalità e provenienza: inglesi, francesi-degaullisti, ex jugoslavi greci, sudafricani e mediorientali, ufficiali oltre a militari di grado inferiore (sottufficiali e componenti la truppa).

 

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Tutti “esercitavano” il lavoro obbligatorio e i registri indicano una presenza che precipita vertiginosamente col passare dei primi mesi: dai 2640 internati l’1 marzo 1942 (tutti appartenenti al disciolto esercito jugoslavo, tra cui 1.046 serbi, 666 montenegrini, 720 italiani albanesi e annessi, 208 croati) ai 1781 del 1 agosto, per poi risalire a 2283 a fine settembre, fino a raggiungere il picco di 3104 il 28 febbraio del ‘43 (1.380 ex jugoslavi – suddivisi in 328 serbi, 109 croati, 759 albanesi, 88 montenegrini, 73 nuovi italiani, sloveni dei territori annessi, 23 di altre nazionalità – 877 greci, 165 inglesi, 85 sudafricani bianchi, 2 mediorientali, 280 degaullisti bianchi e 315 degaullisti di colore) e chiudere in settembre con 3097 internati.

Poche le informazioni sulle condizioni di vita dei prigionieri alla Grumellina. Si sa solo che i decessi registrati furono due per “insufficiente alimentazione”, stando a quanto riportato e confermato dalla circolare del 23 febbraio 1942 del Ministero della Guerra, in cui si obbligava alla riduzione della razione di pane che spettava ai prigionieri. Forse è a causa di questa drastica disposizione che il 28 maggio del 1942 oltre cento prigionieri vennero ricoverati all’ospedale di Piacenza “per deperimento organico, di cui la causa principale sarebbe da attribuirsi alla riduzione della razione viveri”.

 

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Non tutti i prigionieri risiedevano nel campo di Grumello del Piano. Molti di loro vennero assegnati ai diversi distaccamenti dipendenti dal campo centrale, tra cui Caravaggio, Palosco, Fontanella, Passo Maniva, Edolo, Buccinasco, Trucazzano e Villa d’Adda. Oltre ad essere il campo base, Grumello del Piano era anche un serbatoio di mano d’opera da inviare in altri grandi campi di lavoro per prigionieri di guerra: il 15 marzo 1942, ad esempio, 100 prigionieri partirono da Bergamo per il campo di Morgnano a disposizione della Società Anonima Terni. Il 5 maggio 1942 fu la volta di 200 prigionieri inviati ad Avio, in provincia di Trento. Il 22 maggio 1942, 50 prigionieri vennero inviati al campo di Busseto, sempre tenendo fede alla raccomandazione imposta di “scegliere elementi che diano affidamento per condotta e disciplina [in modo] da non dar luogo ad inconvenienti”.

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