Il magazzino delle Isole Svalbard

Il caveau scavato tra i ghiacci che conserva tutti i semi del mondo

Il caveau scavato tra i ghiacci che conserva tutti i semi del mondo
Cronaca 30 Settembre 2015 ore 11:26

Ti è morta la begonia che avevi sul balcone? Il ficus che dava un tocco di classe al tuo ufficio è appassito? Nessuna paura, ne esiste una copia identica in Norvegia e più precisamente alle isole Svalbard. A circa 1200 km dal Polo Nord, nel mezzo del mare di Barents, sull’isola di Spitsbergen è stata creata quella che potremmo definire la «cassetta di sicurezza di Dio»; un caveau lungo 120 metri scavato nella roccia, dove a una temperatura fissa di -18° vengono conservati 860mila semi di piante provenienti da tutto il mondo.

 

 

La conservazione. Inaugurato dal governo norvegese nel 2008 (e sponsorizzato, tra gli altri, da Bill Gates), il Global Seed Vault è l’ultima barriera tra tutto ciò che potrebbe succedere e la sparizione della tua begonia. Infatti, è qui che tutte le banche dei semi del mondo (ce ne sono circa 1750 sparse per il globo, praticamente in ogni stato e in molti casi in ogni regione) spediscono i propri campioni. Questo, altro non è, che il back-up del back-up: quello che se lo perdi qui, lo perdi per sempre. L’isola non è stata scelta a caso: il terreno è coperto da uno strato di ghiaccio con una temperatura costante di circa -3°, l’attività tellurica è pressoché nulla (non ci sono terremoti, per capirci) e il sito è stato scavato in una montagna sita a 130 metri sopra il livello del mare per evitare inondazioni. I semi sono avvolti in tre strati di carta stagnola, sigillati a caldo e racchiusi in contenitori di plastica.

 

 

Le banche dei semi. La necessità di creare una banca dei semi nasce dalla consapevolezza che sempre più specie vegetali, per lo più autoctone, stanno inesorabilmente sparendo. Senza fragore, senza proclami, migliaia di campanule e fiordalisi stanno cedendo il passo alle più trendy orchidee. Consapevoli di ciò, i russi furono i primi che nel 1926 crearono a San Pietroburgo quella che ad oggi è la più grande collezione di antiche varietà europee di piante coltivate e che, ironia della sorte, potrebbero tornare molto utili nei prossimi anni in quanto più resistenti a siccità e cambiamenti climatici. In Italia, attualmente, esistono circa venti banche del germoplasma e la più attiva è stata fondata nel 2005 in Lombardia. Qui, grazie alla collaborazione tra università di Pavia e Regione, si è creata una cassaforte dove parchi naturali, aziende agricole e associazioni portano i semi delle varietà antiche di piante della nostra regione. I semi vengono puliti dai detriti, essiccati in una camera con temperatura e umidità costanti e infine congelati. Al momento nel caveau sono conservati ben 860mila varietà di semi (ognuna conta 500 esemplari).

 

 

Sopravvive dopo il congelamento? In linea teorica, si pensa che in uno stato di congelamento i semi possano sopravvivere fino a qualche migliaio di anni, anche se, in pratica, tutto ciò è molto difficile da provare con certezza. Certo è, che nel 2005, in un laboratorio del Neghev (regione che si trova nella parte meridionale di Israele), un gruppo di ricercatori israeliani è riuscito a far germogliare un seme di palma da dattero vecchio di 2mila anni, ritrovato anni prima nel deserto. Non a caso venne ribattezzato “Matusalemme”. Le alte temperature (che in alcuni casi funzionano come quelle basse nella conservazione delle specie vegetali), il clima secco e la mancanza di umidità, avevano tenuto in vita la prova che il progetto norvegese ha un futuro.

 

https://youtu.be/lH1noSPqmT4

 

La richiesta dalla Siria. Il bunker norvegese è stato ribattezzato il “Deposito del Giorno del Giudizio”, anche se, sfortunatamente, ben prima dell’arrivo dell’Armageddon è stato utilizzato. Infatti, ultimo esempio in ordine cronologico della sua utilità si è avuto con lo scoppio della guerra in Siria. Ahmed Amri – il direttore delle risorse genetiche presso il Centro Internazionale per la Ricerca Agricola della Siria – ha infatti pensato ai semi della banca internazionale delle Svalbard, cui aveva contribuito con le proprie sementi negli scorsi anni. Antiche varietà di grano duro, risalenti agli albori dell’agricoltura nella Mezzaluna Fertile, una delle più grandi collezioni al mondo di lenticchie, orzo, fava e altre colture erano state spedite in Norvegia, e ora saranno rinviate al centro di ricerca di Aleppo, occupato dalle forze armate.«Una volta fatte le nuove copie e riavviata la produzione, rispediremo i semi nell’Artico», spiega al Corriere Ahmed Amri, direttore del centro ora spostato a Rabat. Insomma, tra guerre, cambiamenti climatici e colture intensive, l’ultima speranza di trovare un sostituto per il vostro ficus si nasconde tra i ghiacci (o nella serra vicino a casa… se siete fortunati…).

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