Il dibattito e una proposta

Il distributore di via Baschenis Siam proprio sicuri di abbatterlo?

Il distributore di via Baschenis Siam proprio sicuri di abbatterlo?
14 Aprile 2015 ore 04:45

C’è da spostare un distributore. Anzi, da demolirlo proprio. Il ministero delle Attività produttive ha stabilito che non possono più esserci pompe di benzina in mezzo a una strada cittadina, dunque anche quella di via Baschenis deve sparire. Il Comune ha già emesso l’ordinanza: la proprietà dovrà abbattere la struttura e bonificare entro il 2016, per restituire l’area così com’era nel 1938, quando fu data in concessione. Poi si procederà con la riorganizzazione viabilistica della zona.

Secondo quanto ricostruito da L’Eco di Bergamo, la proprietà non si è opposta, ma vorrebbe lasciare le cose così come sono. Motivo: è la prima stazione di servizio di Bergamo, fu costruita da Ernesto Rondini quasi cent’anni fa. La famiglia l’ha gestita fino a un mese fa, quando il servizio è stato interrotto. Si tratta di un edificio dal valore storico, che fa parte del patrimonio architettonico cittadino. Perché demolirlo? Meglio tenerlo, ristrutturarlo e adibirlo ad altre funzioni. Nessun problema per la bonifica, aggiunge la proprietà, perché i serbatoi si possono inertizzare, non c’è bisogno di rimuoverli. Il Comune ha già risposto picche, declinando la donazione senza far troppi complimenti: la giunta Gori teme di doversi sobbarcare un’onerosa manutenzione che, di questi tempi, non sarebbe facilmente sostenibile.

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Il dibattito. La notizia ha mosso le acque della politica cittadina, in questo periodo fin troppo tranquille. Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia) e Alessandra Gallone (Forza Italia) hanno chiesto al sindaco di «riconsiderare» l’intenzione di far abbattere il vetusto chiosco. «Potrebbe essere un’opportunità per il quartiere e la città», fanno presente. Se ne parlerà in consiglio comunale: l’ordine del giorno urgente è già bello che pronto. Ma cosa può farsene Bergamo di una ex pompa di benzina a due passi dal centro?

Gallone e Tremaglia suggeriscono di accettare il chiosco in dono, per poi affittarlo o magari venderlo ai privati, che potrebbero poi trasformarlo in negozio o locale. «Ancora meglio, poi, se si pensasse di incentivare l’imprenditoria giovanile – annotano -, cercando di riportare nell’area quella vivacità che purtroppo, di recente, è stata alle volte sostituita da urla e schiamazzi molesti». Il distributore, insomma, farebbe il pieno di sicurezza a un’area anonima, che di notte va in cerca di autori poco raccomandabili.

L’opposizione, comunque, ha presentato un’interrogazione urgente e se ne potrebbe parlare già nei prossimi giorni in Consiglio Comunale.

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L’esempio milanese. E se ci si ispirasse all’Atm di Milano, bar alla moda ricavato da una struttura degli anni Cinquanta: galleggia in mezzo all’asfalto dei Bastioni di Porta Nuova adorato dai giovani metropolitani? Insomma, altro che malinconico relitto di cemento: il chiosco di via Baschenis potrebbe trasformarsi in una nuova calamita della movida, capace di attirare energie positive in un quartiere che meriterebbe una bella lucidata. Staremo a vedere.

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