Non sembra un allontanamento volontario

Il giallo del muratore di Sarnico scomparso nel nulla da 10 giorni

Il giallo del muratore di Sarnico scomparso nel nulla da 10 giorni
Cronaca 22 Febbraio 2016 ore 17:10

Un giallo vero e proprio, su cui ancora non si è riusciti a fare luce. È il caso della scomparsa di Franco Fiorini, muratore 45enne residente a Sarnico ma originario di Bosa, cittadina sarda in provincia di Oristano. Di lui non si hanno più notizie da sabato 13 febbraio. Le ricerche sono cominciate ufficialmente la sera di lunedì 15, quando la famiglia dell’uomo ha denunciato la scomparsa ai Carabinieri non essendo riuscita a rintracciarlo nella sua abitazione in via Faletto, una traversa di Corso Europa nella cittadina lacustre. Subito è stato rinvenuto il furgoncino di sua proprietà, parcheggiato nell’area antistante all’ufficio postale di Sarnico situato tra via Cordarolo e via Foppe. Poi, però, più nessuna traccia.

 

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[L’ufficio postale di Sarnico]

 

Le prime ricerche. Alle prime ricerche hanno partecipato circa una cinquantina di persone, tra Vigili del Fuoco di Bergamo, Unità cinofile da soccorso di Sondrio e Varese, il nucleo Tas (Topografia applicata al soccorso) di Bergamo, il nucleo speleo alpino fluviali (Saf), una quindicina di volontari della Protezione civile di Sarnico, i carabinieri della caserma lacustre e gli agenti di polizia locale. Purtroppo, però, tanti sforzi sono risultati vani: nel pomeriggio di mercoledì 17 febbraio non si era ancora riusciti a trovare nessuna pista. I circa 50 uomini specializzati nelle ricerche hanno setacciato il ripido versante collinare fronte Sarnico, le zone lacuali della cittadina lacustre e le zone fluviali lungo il fiume Oglio, sino a Capriolo, ma senza alcun riscontro. Si è così deciso, giovedì 18 febbraio, di utilizzare anche degli elicotteri per le perlustrazioni dall’alto e droni telerilevanti dedicati a ritrovamenti dei dispersi. L’intera area del Sebino è stata setacciata con questi mezzi, come hanno raccontato gli abitanti dei paesi confinanti con Sarnico, ma ancora senza alcun risultato.

L’incidente prima della scomparsa. Mentre continuavano le ricerche sul territorio, gli inquirenti hanno iniziato a passare al setaccio anche i filmati della videosorveglianza di Sarnico, ovvero le riprese delle 18 telecamere installate e gestite dal Comune, oltre che quelle di alcuni privati. Si è così scoperto che l’ultima persona ad aver visto in vita Fiorini non sarebbe stato, come si pensava, il figlio Federico (che ha lanciato un accorato appello attraverso il suo profilo Facebook: «Scrivo sapendo che non leggerai, ma vorrei farti sapere quanto sto male, anzi quanto stiamo male. Tutti quelli che ti conoscono sono preoccupati. Vorrei solo che il tuo allontanamento fosse volontario, per prendenti una pausa da questa dura vita e non pensare al peggio. Per favore torna a casa. Ti voglio bene»), bensì il conducente di una Opel Meriva, protagonista di un incidente con Fiorini nella tarda serata di venerdì 12 febbraio. Si tratterebbe di un uomo di Sarnico, che avrebbe avuto un incidente di poco conto con il furgoncino di Fiorini proprio nei pressi del parcheggio dell’ufficio postale dove poi è stato rinvenuto il mezzo di proprietà del muratore scomparso.

 

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[Lungolago di Sarnico]

 

La donna insieme a Fiorini. Gli inquirenti, però, stanno attualmente tenendo aperte tutte le possibili piste. Sebbene nelle prime ora alcune indiscrezioni avessero riferito come gli investigatori non fossero molto propensi a valutare l’ipotesi dell’allontanamento volontario (il portafogli e il cellulare di Fiorini sono stati rinvenuti nella sua abitazione), ufficialmente l’opzione non è stata esclusa. Tutti i familiari e gli amici più stretti dell’uomo sono stati ascoltati dagli inquirenti, compresa la madre del figlio di Fiorini, Federico, e il ragazzo stesso, residenti ad Adrara San Martino. L’obiettivo degli investigatori è riuscire a trovare delle zone d’ombra nella vita dell’uomo oppure capire cosa possa aver provocato la sua scomparsa. Nelle ultime ore si è saputo che verrà interrogato un secondo testimone: si tratta di una donna, residente nella provincia, che avrebbe passato con il 45enne la serata antecedente la sua scomparsa, proprio nell’abitazione del muratore. Era la stessa donna che si trovava a bordo nel furgoncino del muratore, come ha raccontato l’altro testimone, al momento dell’incidente. Gli inquirenti, con molta fatica, stanno ricostruendo le ultime ore prima della scomparsa. Ma la sensazione è che ancora si brancoli nel buio più fitto.

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