Si studia per capirne le cause

Il giallo del villaggio di Kalachi dove tutti s’addormentano per giorni

Il giallo del villaggio di Kalachi dove tutti s’addormentano per giorni
08 Maggio 2015 ore 16:20

Kalachi è un villaggio situato nella regione settentrionale del Kazakistan. Gli edifici, pochi e maltenuti, ricordano il passato sovietico del Paese. Ma negli ultimi quattro anni, il villaggio è diventato un rompicapo per medici e biologi. Più di un quarto degli abitanti è stato colpito da una patologia sconosciuta. I media l’hanno chiamata «malattia del sonno», benché non abbia alcun legame con la sindrome esotica. I cittadini colpiti dal morbo crollano in un sonno profondo e lungo, che può durare anche diversi giorni. Una madre ha raccontato ai giornalisti del Daily Mail di essere stata presente, quando il figlio si è addormentato all’improvviso. Ha cominciato a scuoterlo, ma i suoi tentativi non sono valsi a nulla: il bambino è rimasto chiuso nel suo letargo per qualche giorno, prima di risvegliarsi in un ospedale.

Non solo sonno. Purtroppo la narcolessia non è l’unico sintomo della misteriosa malattia. Al loro risveglio, gli adulti che ne sono stati affetti hanno manifestato un incontenibile desiderio sessuale, anche se le loro condizioni fisiche erano fortemente debilitate: alcuni non riuscivano a camminare, altri erano incapaci di nutrirsi autonomamente. Ben pochi accettano di parlare di questo aspetto della malattia, per ovvie ragioni. Quando sono colti dall’impulso sessuale, infatti, i pazienti, giovani e meno giovani, uomini e donne, perdono qualsiasi controllo su loro stessi e, una volta passata la “crisi”, non sono in grado di fornire alcuna spiegazione del loro comportamento. Non solo: gli ammalati sono violenti, sono spesso colpiti da amnesia e hanno forti emicranie. Nei bambini i sintomi appaiono in forme diverse, ma non meno preoccupanti. Dopo la fase letargica, i più piccoli sperimentano allucinazioni e visioni da incubo. Il loro ritorno alla normalità è così complicato dal rifiuto di una realtà percepita come spaventosa e minacciosa. La malattia può colpire più volte la stessa persona, ma sembra non avere serie conseguenze, almeno non dal punto di vista fisiologico.

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Gli studi. La scienza non ha ancora scoperto le cause che provocano la misteriosa malattia. Il presidente kazako Nursultan Nazarbayev e il Primo Ministro Karim Masimov hanno istituito una commissione di medici, biologi e altri studiosi per coordinare le ricerche. Finora sono stati condotti più di 20mila test, ma nessuno di questi ha fornito indizi da seguire, tantomeno ha dato delle risposte. Come accade in questi casi, in cui la scienza fatica a produrre spiegazioni, la paura e l’immaginazione delle persone prendono il sopravvento. Alcuni abitanti di Kalachi sono infatti convinti che il responsabile della malattia del sonno sia il governo stesso, il quale avrebbe somministrato e somministrerebbe ai cittadini droghe diverse e nuove, al fine di sperimentarne gli effetti. Secondo una versione diversa, il governo intenderebbe spopolare il villaggio per costruirci una miniera d’oro.

La miniera di uranio. Altri cittadini attribuiscono la responsabilità del morbo alla miniera di uranio Krasnogorskiy, risalente all’età sovietica e dismessa negli anni Novanta. L’ipotesi sembrerebbe essere confutata dal fatto che nell’area limitrofa alla miniera vivono ancora una dozzina di famiglie, nessuna delle quali è stata colpita dalla malattia. Tuttavia, la presenza nell’aria e nel terreno di Kalachi di metalli pericolosi potrebbe essere, effettivamente, uno dei fattori che hanno facilitato il manifestarsi della sindrome. Nel gennaio 2014 il direttore del National Nuclear Centre, Sergey Lukashenko, ha dichiarato che alcune delle case colpite dalla patologia riportavano livelli di monossido di carbonio dieci volte maggiori rispetto alla soglia consentita.

La gente scappa. Di fronte ai tentennamenti degli esperti e al progredire del contagio, molti degli abitanti di Kalachi hanno deciso di lasciare le proprie abitazioni, su incoraggiamento dell’amministrazione cittadina. Il sindaco ha dichiarato: «Devono essere prese delle misure tempestive. Questa è l’occasione per gli abitanti del nostro paese di cercare una nuova casa e un nuovo lavoro». Il «villaggio dei dannati», com’è stato chiamato il paese kazako, si sta così trasformando in un «villaggio fantasma». Le autorità hanno già trasferito circa cento residenti, distribuendoli in tutta la regione di Akmola, nel settentrione del Kazakistan. Oggi nel villaggio sono rimaste soltanto 381 persone, tutte fermamente convinte che l’abbandono della propria terra sia una calamità ben peggiore della malattia senza nome.

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