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Il maledetto virus si è preso Fabrizio Persico, presidente della Cooperativa La Fenice

È mancato alle 16 di domenica 3 maggio. Aveva 66 anni ed era ricoverato agli Spedali Civili di Brescia. Insegnava Filosofia al liceo Lussana di Bergamo. Le tante iniziative della cooperativa nata nel 1989

Il maledetto virus si è preso Fabrizio Persico, presidente della Cooperativa La Fenice
Val Seriana, 03 Maggio 2020 ore 22:13

di Fabio Gualandris

Alle 16 di domenica 3 maggio il maledetto virus si è portato via anche Fabrizio Persico, figura di riferimento nel panorama socio-culturale provinciale, aveva 66 anni (compiuti il 2 maggio), era ricoverato agli Spedali civili di Brescia. Lascia la moglie Daniela e i figli Giovanni, Maria Paola e Pietro. Insegnava Filosofia al liceo Lussana di Bergamo ed era Presidente della Cooperativa Sociale Onlus La Fenice, nata ad Albino nel 1989, oggi tra le più significative realtà del territorio bergamasco impegnate sul fronte dei servizi educativi e socio-assistenziali alla persona.

Fin dall’inizio La Fenice ha impostato il proprio impegno operativo nel segno della collaborazione con l’amministrazione pubblica e le istituzioni del territorio, sviluppando nel tempo una fitta rete di servizi. Una missione diversificata che comprende Centri Diurni per Disabili, attività di assistenza educativa scolastica, nidi d’infanzia e spazi gioco, attività educativo-ricreative estive, un servizio di rieducazione equestre e di accoglienza migranti.

Grazie alla partnership con le Cooperative Sociali Chimera, Lottovolante e Diagramma, l’ambito dei servizi si è ampliato: Comunità Socio Sanitarie residenziali per persone con disabilità fisica e psichica, attività di inserimento lavorativo di persone con varie situazioni di disagio, progetti socio occupazionali, custodia e manutenzione di centri sportivi, gestione di punti vendita e assistenza biciclette, servizi di trasporto e pulizie, sino a progetti nell’ambito turistico e delle politiche giovanili.

Come se non bastasse, guidata dalle intuizioni di Persico, La Fenice è anche Cultura e attraverso Diaforà, realtà culturale d’eccellenza nel territorio seriano, promuove attività di studio, ricerca e formazione sulla differenza, conferenze, convegni, laboratori artistici ed eventi. Ricordiamo l’appuntamento pubblico promosso da Diaforà alla vigilia della pandemia, ultimo regalo pubblico di Persico alla comunità: nell’ambito dell’edizione 2020 del ciclo di conferenze “Pensare dalla Ripa”, martedì 18 febbraio all’auditorium Cuminetti di Albino l’interessante e partecipatissimo incontro con l’ex Premier Enrico Letta.

Oggi la Cooperativa Sociale La Fenice – che dal 2000 è parte e ha contribuito alla creazione del consorzio “Solco del Serio”, una fitta rete di imprese sociali per il territorio della Valle Seriana e Val di Scalve – conta circa un centinaio di soci e 170 tra dipendenti e collaboratori.

In un’intervista dell’ottobre 2018, Persico ci parlò di un’opera in fase di completamento a cui teneva moltissimo, un “fiore all’occhiello” per l’intera Valle Seriana. Si parlava della ristrutturazione dell’ex convento della Ripa. Queste furono le sue parole: «Tra il 2012 e il 2015 sono stati ristrutturati i due terzi del complesso, forse la parte “più facile”, quella con meno vincoli, ricavandoci un Ostello per cinquanta persone, rielaborazione dell’antica foresteria; la mensa è diventata un ristorante, “Nasturzio”, un’idea felice gestita da tre talentuosi giovani cuochi. Ora stiamo recuperando l’ultimo terzo di struttura, la parte più preziosa e impegnativa, il chiostro su due livelli con i locali che lo circondano. Saranno questi gli spazi del Centro Studi e Ricerca sulla Differenza Diaforà che arriva un po’ in ritardo rispetto alle prospettive pensate con il prof. Carlo Sini nel 2010. Nonostante le difficoltà cerchiamo di cogliere tutte le occasioni e le collaborazioni per concretizzare l’idea di partenza: dalle sinergie con altre realtà in sintonia con la nostra all’apertura al territorio cercando di offrire gli spazi un po’ a tutti».

Fabrizio Persico lascia una grande eredità per l’intero territorio, da sostenere e valorizzare.

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