«Sono orgoglioso di questa squadra»

Il mercato, le critiche e i sogni L’Atalanta oggi, secondo il Bocia

Il mercato, le critiche e i sogni L’Atalanta oggi, secondo il Bocia
06 Settembre 2016 ore 03:00

Il mercato è finito, i tifosi non hanno nascosto le loro perplessità sui social e nei commenti su internet ma ormai il dado è tratto e all’orizzonte c’è la sfida al Torino in campionato. In occasione della serata benefica organizzata dalla Curva Nord giovedì 1 settembre per raccogliere fondi a favore dei terremotati del Centro Italia, però, una voce s’è levata controcorrente: quella di Claudio “Bocia” Galimberti, storico leader degli ultrà atalantini. Abbiamo dunque deciso di chiedere proprio a lui una valutazione della situazione nerazzurra. Le sue parole esprimono fiducia e il solito, grande e incondizionato amore per due colori che a Bergamo rappresentano qualcosa di unico.

 

bocia capo ultrà

 

Claudio, il clima che si respira intorno alla Dea non è dei migliori: che ne pensa?

Vedo una tifoseria diversa rispetto a una volta. Non si può essere così disfattisti in questo momento della stagione, veniamo da almeno 10 campionati tra Serie A e Serie B in cui è spesso successo di ribaltare ogni difficoltà e ogni pronostico negativo. L’anno scorso siamo partiti benissimo e poi abbiamo avuto quel periodo di blackout. Credo che, spesso, grazie alla Curva che ha trascinato i ragazzi si sia riusciti a fare qualcosa di importante nonostante un ambiente ostile, pesante e negativo per la squadra e per l’Atalanta tutta. Quello stesso ambiente che per una provinciale come noi è di vitale importanza. Io non riesco a capacitarmi di come la gente arrivi ad attaccare e insultare sul piano personale ragazzi come Raimondi, Sportiello e molti altri. Comportarsi in questo modo significa fare male alla squadra: bisogna rendersene conto, tutti quanti. E mettersi in discussione, perché è troppo comodo salire sul carro quando va tutto bene e sputare sentenze quando le cose non girano. Ricordate Colantuono? Veniva contestato e intanto ha sfiorato una grande impresa. Se avessimo vinto anche con il Sassuolo saremmo andati dritti in Coppa.

Quali sono i motivi di questa ostilità?

Non ne ho idea, non sono sicuro che sia gente che allo stadio ci va davvero. Tanti non sanno nemmeno spiegare il perché. Io non posso andarci da tempo ma seguo l’Atalanta anche attraverso le trasmissioni in tv e a volte passano dei messaggi che dovrebbero essere censurati: l’anno scorso c’erano insulti per Bellini, quest’anno tocca a Raimondi. Attacchi personali e diretti che non tengono minimamente in considerazione la persona, l’uomo. Vedo e leggo una negatività esagerata, sembra che al giorno d’oggi tutti possano parlare e dire la propria opinione sparando a zero sull’Atalanta, ma non è giusto. La storia dice, lo ribadisco, che solo grazie ad un ambiente coeso si sono superati momenti difficili: e la Curva c’è sempre stata e ha trascinato.

Certamente il momento è delicato…

Siamo partiti male, con due sconfitte, il mercato può essere piaciuto o meno e tutti possono pensarla come vogliono, ma adesso è finito e bisogna metterci una pietra sopra. E sostenere la squadra. C’è un gruppo di ragazzi molto giovani che lottano in campo, se si continua con il disfattismo e la pressione esagerata i giocatori non si sentiranno mai liberi di provarci fino in fondo e magari di sbagliare. Questo è un male. Bisogna criticare in modo costruttivo, non offendendo i giocatori. La tifoseria non può esaltare un giocatore prima di iniziare e trovarsi poi a odiarlo solo due partite più tardi. Così non funziona, l’ambiente che trascina e aiuta è basilare: un clima positivo fa la fortuna di ogni società, di ogni squadra, di ogni campionato e di ogni classifica. E noi siamo un esempio in questo: se anche la Curva si mettesse a contestare appena qualcosa va male, saremmo già con un piede in Serie B. Se uno è in difficoltà bisogna aiutarlo e sostenerlo quanto è sul campo, mentre cerca di dare tutto.

 

bocia e percassi

 

Qualcuno sostiene che, se avesse fatto Ruggeri una campagna acquisti di questo tipo, la contestazione monterebbe già fuori dai cancelli di Zingonia.

Questa è una cosa assurda. La gente non si ricorda i motivi per cui contestavamo Ruggeri. Chi gli ha mai fatto i conti in tasca o gli ha mosso contestazione per come li spendeva sul mercato? Chi si può permettere di farlo? Se uno è in grado di prendere l’Atalanta e fare meglio, si faccia avanti. Le contestazioni a Ivan Ruggeri erano legate a motivi completamente diversi, dalla presenza in società di un dirigente come Giacobazzi alla scelta di mettere Formigoni (milanista) come presidente onorario del Centenario dimenticandosi di dare un ruolo a uno come Franco Previtali, passando per molte altre situazioni come i biglietti del Bortolotti o del Trofeo Giacinto Facchetti a 20 euro. A volte si è contestato anche per i risultati, quando le cose sono andate male, ma, sottolineo, mai per il mercato o per come investiva i suoi soldi. Io ho sempre avuto un rapporto diretto con lui, ma era un accentratore, spesso ci siamo sentiti e cercavamo anche di dargli una mano per come potevamo ma ricordo che arrivammo ad avere qualcosa come 5mila abbonati. Praticamente eravamo a livello del Brescia. Oggi siamo sugli stessi numeri dell’anno scorso e sono convinto che, con lo stadio nuovo, arriveremo a quota 15mila abbonati.

Quindi grande fiducia nei Percassi?

La famiglia Percassi ha un progetto e ama l’Atalanta, ci sono tante iniziative che meritano di essere solo applaudite e per me se ne parla anche poco. Dalla presenza negli ospedali con le magliette per i neonati passando per gli abbonamenti meno cari della Serie A: se vai a vedere la Virtus Bergamo paghi 15 euro, l’Atalanta in A, in abbonamento, costa 6 euro a partita. Le tariffe Family sono incredibili, la tribuna coperta è la più bella d’Europa e il progetto di sistemazione dello stadio ormai è pronto. Il centro di allenamento di Zingonia è il più bello del mondo, tante iniziative sociali come il sostegno a vita della sorella di Piermario Morosini e molte altre che non sto ad elencare dimostrano una presenza sul territorio e un attaccamento grandioso. Tutto questo significa essere innamorati dell’Atalanta. È un imprenditore e fa le sue scelte, ma meno male che è alla guida della società. Nel ’91 sono stato io a fare lo striscione “Percassi regalaci un sogno: vattene”, ma ero giovane e sbagliai. Solo dopo capii che aveva preso Alemao, Guidolin, Sauzeè e altri elementi per una bella squadra. L’ambiente non gli diede una mano, compresi noi della Curva, e finì male.

Lei gioca a calcio da tanto tempo, come vede la squadra in campo?

È necessario che i giocatori migliori vadano in forma al 100%, Gomez e Paloschi in primis. Dietro c’è qualcosa da sistemare ma il mister ci sta lavorando e poi va definita la situazione del portiere. Il ruolo è delicato, ricordiamo bene cosa significava avere in porta un Taibi in difficoltà dal punto di vista psicologico, che ci condizionò molto. Subentrò Calderoni che quasi ci salvò. Bisogna essere chiari con Sportiello e sono sicuro che Gasperini sappia come fare. Quindi pazienza e positività: i giovani dobbiamo ancora scoprirli ma non vedo un’Atalanta scarsa. Da tifoso mi fido ciecamente di Gasperini, è un mister con grandi attributi e, ad esempio a Genova, in 10 abbiamo giocato ancora la nostra buona partita. Senza paura. A volte seembra che giochiamo solo con un difensore, ma aggiusteremo anche questa cosa. Sono convinto che potremo divertirci.

 

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Grande fiducia insomma, per la salvezza e non solo.

Io sono orgoglioso che l’Atalanta sia ancora in Serie A. Non per niente siamo la regina delle provinciali. Dalla mia esperienza di tifoso, fin da quando ero bambino, mi sento di dire questo: c’è un lavoro dietro, un progetto che ci porterà in Europa entro qualche anno. Ne sono convinto. La famiglia Percassi ha i suoi interessi in campo imprenditoriale e ci mancherebbe, ma sono tifosi dell’Atalanta e non manca nulla per avere davvero fiducia nel futuro. Chi ama l’Atalanta non può non vedere in modo positivo il domani: questa proprietà darà lustro all’Atalanta Bergamasca Calcio, con le curve nuove e lo stadio sistemato nei prossimi anni potremo sognare. Grazie agli investimenti nel settore giovanile, ad una continuità che si vede e si sente in tantissime cose. Con il Torino esporremo uno striscione importante, il mercato non si fa con i nomi altisonanti ma con persone competenti al posto giusto. E noi sappiamo di averle. La sosta fa bene ai giocatori ma anche alla tifoseria, alla ripresa dovremo dare tutti una mano alla squadra, non bisogna vincere per forza con il Torino ma dare un segnale e muovere la classifica. Stiamo vicini alla squadra, lo faremo anche oggi pomeriggio a Zingonia con tanti ragazzi della Curva che arriveranno per l’amichevole con il Como. Vogliamo e dobbiamo far sentire tutto l’amore, tutta la passione che abbiamo dentro.

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