Cronaca
fase 2

Il mondo del lavoro bergamasco fa sistema. Firmato un protocollo per la sicurezza

Industria, artigiani, piccole e grandi aziende, sindacati e Ats hanno sottoscritto un testo che tratta gli aspetti pratici di sicurezza nell’ambito dei processi produttivi.

Il mondo del lavoro bergamasco fa sistema. Firmato un protocollo per la sicurezza
Cronaca 22 Aprile 2020 ore 06:16

Fase 2, Bergamo fa sistema. Se si vuole ripartire lo si può fare solo con una attenzione particolare agli aspetti pratici che garantiscano la sicurezza personale dei singoli lavoratori all’interno dei processi produttivi. Nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo da tutte le componenti legate al mondo del lavoro bergamasco: dall’industria all’artigianato, dalle piccole e medie alle grandi imprese, dai sindacati provinciali all’Ats. Confindustria Bergamo, Compagnia delle Opere, Confartigianato Bergamo, Confimi Apindustria Bergamo, CNA Bergamo, LIA - Liberi Imprenditori Associati, Unione Artigiani Bergamo, in rappresentanza delle diverse categorie (industria, artigiani, PMI e grandi imprese), i sindacati provinciali  Cgil, Cisl e Uil e Ats Bergamo hanno elaborato e firmato il Protocollo provinciale che integra il testo nazionale del 14 marzo scorso per l’identificazione e l’applicazione delle buone pratiche per il contenimento della diffusione del Covid-19. Rispetto al protocollo nazionale, il testo provinciale tratta dettagliatamente gli aspetti più pratici di sicurezza aziendale nell’ambito dei processi produttivi, tra cui i tipi di dispositivi di protezione individuale previsti, le misure organizzative da adottare per garantire il distanziamento sociale, il ruolo del medico competente, l’organizzazione degli uffici, delle aree di produzione e dei magazzini e l’utilizzo dei mezzi aziendali.


Procedure fondamentali e necessarie per far ripartire le attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative, in base alle specificità del territorio provinciale di Bergamo.
Grazie al contributo e alle competenze di tutti gli attori coinvolti, il tessuto produttivo bergamasco ha a disposizione un insieme di procedure e metodi organizzativi, di strumenti e di comportamenti che consentono di riprendere le attività produttive, nel rispetto del Decreto ministeriale. Tutte le fasi dei processi sono state identificate e analizzate in modo da individuare ogni aspetto in modo chiaro ed esaustivo, definendo i comportamenti e le buone pratiche applicabili nelle imprese industriali e artigiane, sia piccole che medie e grandi, e dei diversi settori merceologici della manifattura. Tratto distintivo è anche l’apporto attivo della Ats locale, che garantisce dal punto di vista scientifico-sanitario le pratiche e i comportamenti previsti dal protocollo.


Gianni Peracchi, segretario generale Cgil Bergamo, Francesco Corna, segretario generale Cisl Bergamo, Angelo Nozza, segretario generale Uil Bergamo hanno sottolineato che «tale accordo pone le basi per una gestione condivisa tra imprese e rappresentanti dei lavoratori, con l’obiettivo di evitare azioni scoordinate e dannose per la salute. Il protocollo non è l’autorizzazione a ripartire - per la ripartenza ci atterremo alle indicazioni nazionali - ma è uno strumento grazie al quale possono essere riorganizzati i luoghi di lavoro in funzione della migliore gestione della pandemia, adesso e in seguito. Tale riorganizzazione richiede attenzione e competenze, con indicazioni univoche e condivise, supportate dal punto di vista tecnico-scientifico. L’attenzione alla salute in questa fase deve essere massima per evitare ricadute - che la nostra provincia più di altre non può permettersi - e per non vanificare con comportamenti sbagliati i sacrifici e le troppe tragedie familiari vissute. All’interno di tale riorganizzazione l’utilizzo sistematico dello smart working, nella fase di ripartenza, si renderà ancor più necessario, anche per conciliare al meglio le esigenze familiari con quelle lavorative».

Massimo Giupponi

«Come Agenzia di tutela della salute – sottolinea il direttore generale Massimo Giupponi - abbiamo competenze specifiche per quanto attiene la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro attraverso gli esperti dell’Area specialistica igiene e sicurezza del lavoro. Ma soprattutto abbiamo rapporti storici di collaborazione con il mondo delle imprese, in tutte le sue espressioni, e con il mondo dei sindacati che ad esse fanno riferimento. Questo accordo congiunto è l’espressione concreta del sistema Bergamo e delle sinergie che sa attuare. E, ultimo ma non meno importante, della sua capacità di agire in tempi rapidi in un momento di vera emergenza sanitaria, economica e sociale. Abbiamo costruito le condizioni perché ci possa essere la possibilità di lavorare in sicurezza: questo è il nostro contributo per la fase 2».