Cronaca
Festa della Dea, quinta serata

La passerella della bandiera Bellini E tutti a casa con un'Ave Maria

La passerella della bandiera Bellini E tutti a casa con un'Ave Maria
Cronaca 14 Luglio 2015 ore 09:00

Si è partiti con il boato per Kurtic, Carmona e Moralez. I decibel si sono alzati per capitan Bellini e hanno raggiunti altissimi livelli quando Pippo Inzaghi, Morfeo, Gallo, Pinato e mister Mondonico hanno salutato tutti ricordando la tragedia di Federico Pisani. Dopo canti, cori e tanto entusiasmo la penultima serata della Festa della Dea 2015 si è chiusa con un’Ave Maria e la benedizione del parroco di Moglia don Alberto Ferrari al Bocia e a tutti i presenti. Si avvia alla conclusione la festa del popolo nerazzurro all'OrioCenter ma la quinta serata è stata ancora una grande emozione, da raccontare passo per passo.

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I giocatori di ieri e di oggi. Attorno alle 22, nella zona dietro le cucine sono arrivati il nuovo acquisto Jasmin Kurtic (prevista per oggi a Castione della Presolana la sua presentazione alla stampa), Carlos Carmona e Maxi Moralez. Insieme a loro, il capitano e la bandiera Gian Paolo Bellini (con la moglie Cristina e il piccolo Federico di 11 mesi), che ha salutato tutti i presenti con la netta sensazione che forse in pochi pensavano di vederlo ancora in veste di calciatore. Nel tavolo a fianco, Emiliano Mondonico e i Nomadi hanno accolto Davide Pinato, Fabio Gallo, Domenico Morfeo e la sua signora, ma soprattutto Filippo Inzaghi. L’ex allenatore del Milan è arrivato direttamente da Formentera dove era in vacanza, per poi correre a Orio per il giusto tributo a Federico Pisani.

 

 

I giocatori a bordo di un tir. Il primo gruppo composto dai Nomadi e dai giocatori di oggi è arrivato nella zona del palco nel rimorchio di un Tir. Attraversando le due ali di folla, tutti i protagonisti sono stati accolti con grandissimi applausi e i giocatori sono parsi decisamente rapiti. Al momento della presentazione, Kurtic ha fatto attendere il Bocia che gli stava passando il microfono perché intento a riprendere tutto con il cellulare. «Una cosa fantastica, non ho mai vissuto un’emozione del genere. Veramente incredibile», sono state le sue prime parole. Carmona ha parlato di felicità per la permanenza a Bergamo e ha chiuso dicendo «quest’anno spacchiamo tutto». Maxi Moralez ha parlato un po’ di più rispetto al compagno ma l’emozione anche per il “Frasquito” era palpabile. «L’anno scorso abbiamo fatto fatica, dobbiamo migliorare e fare il massimo» è riuscito a dire nel baccano più totale. Il suo volto tirato, qualche smorfia di nervosismo e la lingua un po’ balbettante sono stati i segni della sua emozione.

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Il pensiero di Gian Paolo Bellini. Per ultimo, ha preso la parola Gian Paolo Bellini. Felice e sorridente, il capitano e recordman di presenze assolute in maglia atalantina ha espresso gratitudine, confermando che vuole ancora un anno da protagonista. «Sono emozionato, come se fosse la prima stagione all’Atalanta. E invece so che è l’ultima. La affronterà con entusiasmo e passione, come ho fatto sempre. Non sono un fenomeno ma nemmeno uno scarpone, certamente onorerò la maglia fino all’ultimo giorno in cui potrò indossarla». A Bellini è stato mostrato un video con le più importanti bandiere della storia nerazzurra. Poi il capitano ha preso ancora la parola e questa volta ha ringraziato tutti. «Non volevo smettere, non volevo giocare un altro anno con un’altra maglia. Sento dentro tanto, nello stomaco, nel cuore e nella testa. Grazie alla società che mi lascia la possibilità di finire con una maglia che sento cucita addosso».

Arrivano i pompieri.  Per il momento amarcord e il tributo a Federico Pisani, i ragazzi della Curva sono riusciti nell’impresa di invitare Filippo Inzaghi. Con lui, a bordo di un mezzo dei pompieri, sono arrivati anche Mondonico, Pinato, Gallo e Morfeo (apparso decisamente appesantito e molto euforico) che hanno ricordato il compagno deceduto, ma anche gli anni trascorsi all’ombra di Città Alta. Presentati dal mister come «quattro ragazzi che hanno avuto la fortuna di giocare con Federico Pisani», gli ex nerazzurri sono stati accolti con grandi ovazioni e una volta presa la parola il ricordo di quella grandiosa e nello stesso tempo tragica stagione ha fatto emozionare tutti. Indistintamente.

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Le parole di Inzaghi e Morfeo. Filippo Inzaghi con i soliti modi gentili ha detto parole chiare: «Dovevo venire per ringraziare tutti, veramente. Sono venuto a Bergamo tantissime volte da avversario e mi avete sempre accolto benissimo. Di questo non posso che ringraziarvi di cuore. Avrei voluto chiudere a Bergamo con la maglia dell’Atalanta, purtroppo non si è concretizzato il passaggio e mi è dispiaciuto. Però anche nell’ultima gara dello scorso campionato vi ho sentiti vicini. Ho avuto la fortuna di spiccare il volo con questa maglia, con un grande allenatore e compagni fantastici». Dopo il bomber, il fantasista Morfeo. Sguardo fisso, microfono alla mano come una vera rock-star l’ex numero 10 abruzzese ha detto parole semplici ma toccanti. «Non sono bravo come Pippo con le parole, ma devo solo dire grazie. A tutti voi. Sono spesso a Bergamo, qui mi sento a casa e non lo dico per leccare il culo. Lo penso davvero, sapete come sono fatto. Per metà sono bergamasco e vi auguro tutto il bene di questo mondo».

 

 

La chiusura con l’Ave Maria.  Verso la fine della serata, ecco la sorpresa che nessuno si aspetta in un contesto del genere. Il Bocia ha invitato sul palco alcuni preti della Caritas che ha avuto modo di conoscere facendo volontariato per i meno fortunati. E insieme ai sacerdoti orobici è arrivato anche il parroco di Moglia, don Alberto Ferrari. Il suo è un paesino del mantovano che subì il terribile terremoto del 2012, aiutato poi dai ragazzi della Curva che diedero in beneficenza per la ricostruzione un contributo importante. Da lì è nata una grande amicizia. «Mi hanno definito il cappellano della Curva Nord. Non male direi. Io vi dico grazie, vorrei ospitarvi tutti. Caterina da Siena disse: "Se sarete quello che dovete essere, metterete il fuoco in tutto il mondo". È una frase che penso vi calzi a pennello. L’ho sempre detto, siete davvero grandi». Dopo quelle parole, il parroco di Moglia ha recitato l’Ave Maria con le migliaia di persone presenti e ha impartito la benedizione.

 

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