Assurdo

Il Papa Giovanni ha chiesto alle Rsa di pagare i tamponi eseguiti su ospiti e personale

Fattura inaspettate alle residenze di accoglienza per anziani, che non hanno nessuna intenzione di pagare, anche perché forti di una delibera regionale. Chiesto un consulto chiarificatore ad Ats Bergamo

Il Papa Giovanni ha chiesto alle Rsa di pagare i tamponi eseguiti su ospiti e personale
Cronaca 17 Febbraio 2021 ore 12:37

Le Rsa bergamasche avranno un bel problema da gestire in questi giorni. Come riporta il Corriere di Bergamo, infatti, risulterebbe che per il servizio di analisi dei tamponi da Covid-19, svolto tra il primo luglio e il 31 dicembre 2020, l’Asst Papa Giovanni XXIII abbia inviato delle fatture alle residenze sanitarie assistenziali per anziani che vanno, a seconda dei casi, dai tremila agli ottomila euro.

Il punto è che le Rsa facevano riferimento all’indicazione regionale del 30 giugno 2020, secondo la quale il costo di tali analisi doveva essere a carico del sistema sanitario regionale, per cui sono state del tutto prese di sorpresa.

Dal Papa Giovanni hanno motivato la richiesta di pagamento specificando che quell’indicazione regionale sarebbe decaduta, ma si sono riservati di chiedere chiarimenti all’Ats riguardo alla questione.

Su tale vicenda, il direttore Sociosanitario di Ats Bergamo, Giuseppe Matozzo, ha dichiarato: «Stiamo facendo le opportune verifiche. Nel frattempo, ricordiamo che la Dgr XI/3226 (la delibera del 30 giugno 2020, ndr) nel disporre la regolamentazione degli ingressi degli utenti attraverso un programma di screening, definisce espressamente che “i costi degli accertamenti laboratoristici secondo le suddette procedure sono a carico del sistema sanitario regionale”».

Questo significa che, facendo il direttore dell’Ats riferimento proprio a quella disposizione come riferimento, le Rsa hanno buone possibilità di vedersi riconosciuta la gratuità delle analisi dei tamponi, dovendo a quel punto il costo essere coperto dal sistema sanitario regionale.

Certo è che sia le Rsa che l’azienda ospedaliera si trovano ora invischiate in un bel cavillo burocratico, che a quanto pare solo il responso dell’Ats avrà la possibilità di sbrogliare. Staremo a vedere.

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