Cronaca
La mozione Dem

Il Pd regionale all'attacco di Gallera: «Dimissioni? Ci stupisce che non le abbia ancora date»

La discussione sarà lunedì 4 maggio in Consiglio regionale. Si chiede «di rivedere radicalmente l’assetto, politico e tecnico, dell’assessorato al Welfare e dei vertici della sua Direzione Generale»

Il Pd regionale all'attacco di Gallera: «Dimissioni? Ci stupisce che non le abbia ancora date»
Cronaca 29 Aprile 2020 ore 19:04

I consiglieri regionali del Pd vanno all’attacco dell’assessorato al Welfare e dei suoi dirigenti, ritenuti colpevoli di aver commesso troppi errori durante la gestione dell’emergenza perché si possa continuare come se niente fosse. Per questa ragione, il gruppo Dem ha presentato una mozione che verrà discussa in Consiglio regionale lunedì 4 maggio, con cui chiede che le forze politiche di maggioranza e opposizione impegnino il presidente regionale Attilio Fontana «a rivedere radicalmente l’assetto, politico e tecnico, dell’assessorato al Welfare e dei vertici della sua Direzione Generale, poiché è venuta meno la fiducia necessaria, indispensabile per affrontare con determinazione la fase della ripresa e garantire la progressiva normalizzazione del sistema sanitario e sociosanitario in una situazione di pandemia che ancora non può essere considerata sotto controllo».

«È una mozione di sfiducia a Gallera? Tecnicamente no, politicamente sì, ma non bastano le dimissioni dell’assessore a cambiare rotta - sottolinea il capogruppo del Pd Fabio Pizzul -. Vogliamo che il Consiglio si esprima con un voto sulla gestione della “fase 1” in Lombardia, perché fino ad ora non l’ha potuto fare. La nostra regione si è trovata a piangere 14mila vittime e un numero imprecisato di contagiati e ora guarda con apprensione alla ripartenza. Occorre prendere atto dei numeri e dei problemi che ancora sono irrisolti: dalla vicenda della medicina territoriale, alle Rsa, fino ai tamponi effettuati che sono ancora troppo pochi per dare un quadro preciso dell’epidemia. La mozione impegna Fontana a rivedere tutto l’assetto politico e tecnico dell’assessorato al Welfare, perché è su di esso che si è concentrata la gestione della pandemia. O si cambia passo o la gestione sanitaria della “fase 2” sarà particolarmente problematica. Serve un gesto di discontinuità che è atteso da gran parte dei lombardi».

Ad oggi, i cittadini positivi al Covid-19 sono oltre 75 mila e i decessi 13679 (l’infezione ha raggiunto l’apice intorno al 3 aprile, arrivando a 12mila posti letto occupati nei reparti di degenza ordinaria e 1400 nelle terapie intensive).

Nel testo della mozione, in particolare, i consiglieri regionali pongono l’accento su diverse carenze: comunicazione con i presidi territoriali tardiva e inadeguata; mancata esecuzione dei tamponi a tutti gli operatori sanitari in servizio; assenza di un piano credibile per incrementare il numero di test giornalieri; trasferimento di pazienti Covid nelle Rsa dove sono morti migliaia di anziani; perenne mancanza di dispositivi di protezione per i sanitari; abbandono di cittadini positivi al virus che hanno dovuto gestire la malattia a casa; infine, mancanza di un piano per la “fase 2” sanitaria che presenta numerose incognite, tra cui i test sierologici sulla popolazione.

«Dimissioni di Gallera? Mi stupisco che non le abbia ancora date - prosegue Vinicio Peluffo, segretario regionale del Pd -. Anche ieri (28 aprile) l’assessore ha detto che rifarebbe tutto: non è andato tutto bene e non si possono rifare gli stessi errori, per questo serve discontinuità. Il gruppo regionale ha chiesto a più riprese che il Consiglio regionale diventasse il luogo della discussione e del confronto sulla gestione della crisi sanitaria. In queste settimane abbiamo messo in evidenza gli errori che sono stati commessi, avanzando delle proposte. È giunto il momento che il Consiglio prenda atto della gestione disastrosa dell’emergenza sanitaria. Come fanno i consiglieri di maggioranza a negare l’evidenza che anche loro hanno sotto gli occhi? Per questo è necessaria una discussione aperta e franca. Noi siamo certi che occorra discontinuità».