Braccio di ferro

Padre Gheorghe Velescu e l’occupazione (poco) ortodossa della chiesetta degli ex Riuniti

La Regione ha dato mandato ai suoi legali di “sfrattare” il Pope e i suoi fedeli. Ma lui non ci sente: «Noi stiamo celebrando ogni domenica, per le altre cose io non so niente»

Padre Gheorghe Velescu e l’occupazione (poco) ortodossa della chiesetta degli ex Riuniti
Bergamo, 24 Luglio 2020 ore 21:20

di Bruno Silini

«Noi stiamo celebrando ogni domenica e anche le feste infrasettimanali tradizionali per noi ortodossi. Signore Gesù Cristo è sempre presente per quelli che credono». Per padre Gheorghe Velescu (66 anni, guida spirituale degli ortodossi a Bergamo, sposato, due figli, residente in via San Bernardino in città) la questione principale è non trascurare la preghiera e il culto nella chiesa del vecchio ospedale di Bergamo. «Per altre cose – prosegue – chieda alla Regione. Io non so niente».

Le “altre cose” riguarderebbero il mandato di Palazzo della Lombardia agli avvocati Alessandro Giannelli e Piera Pujatti dell’Avvocatura Regionale per «promuovere ogni più opportuna iniziativa sia in sede giudiziale che stragiudiziale finalizzata al rilascio dell’immobile di proprietà». Padre Velescu dice di non sapere nulla. «Ho letto qualcosa in internet, ma a me non è giunto nulla di ufficiale. Nessuno ha parlato con me. Non so dove i giornalisti abbiano preso queste novità».

Alle parole “occupazione abusiva della chiesa”, padre Velescu prontamente dice: «No, no… noi siamo entrati regolarmente cinque anni fa, rinnovando contratti su contratti. Adesso aspettiamo ottobre/novembre, periodo nel quale faremo un incontro per un nuovo contratto. Io non mi sento abusivo qui dentro. Perché dovrei sentirmi abusivo? Noi non siamo venuti a occupare uno spazio. Noi siamo entrati regolarmente con quello prima di Fontana… come si chiama? Moroni… no… Maroni. È lui che mi ha autorizzato a entrare nella chiesa. Da lì in poi abbiamo sempre pagato l’affitto all’ospedale. Tanti soldi, tanti». A volere insistere sulla questione la guida spirituale (di origini rumene) taglia corto: «Il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana mi ha detto di rimanere qui. Di non andare via. Questo è successo quando l’Associazione Musulmani di Bergamo ha comprato l’immobile messo all’asta dall’Asst Papa Giovanni XIII. Ho bene a mente le parole di Fontana che ci esortava a restare qui».

E lui lì c’è restato da un anno e nove mesi da quel 25 ottobre 2018 quando la chiesetta era stata vinta all’asta dai musulmani e poi ricomprata dalla Regione la quale a padre Velescu (contrariamente alle menzionate chiacchierate tra lui e Fontana) ha inviato diffide e proposte per trovare un’altra sistemazione. Invii che padre Velescu non conferma: «Stiamo solo aspettando l’autunno per un nuovo contratto. Nel frattempo questa rimane una chiesa e io mi sento nel giusto a celebrare ogni domenica per 200-300 persone di fede ortodossa».

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 30 luglio, o in edizione digitale QUI

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia