la denuncia della Cisl

Maturità, a Bergamo manca la metà dei presidenti di commissione

Per il sindacato è necessario intervenite subito sulle responsabilità dei dirigenti scolastici in tema di sicurezza: «Se non ci fossero delle immediate risposte dal Governo diventerebbe complessa la gestione degli esami»

Maturità, a Bergamo manca la metà dei presidenti di commissione
Bergamo, 21 Maggio 2020 ore 11:28

«A Bergamo, oggi, manca il cinquanta per cento dei presidenti di commissione. A ciò si aggiungano le perplessità di molti dirigenti scolastici ad addossarsi la responsabilità del datore di lavoro per rischio di contagio, come vorrebbe il Governo. Il rischio che un intoppo gigantesco metta a rischio lo svolgimento degli esami di maturità, in questa provincia, è altissimo». È la denuncia di Salvo Inglima, segretario generale di Cisl Scuola. Tra meno di un mese, gli studenti bergamaschi dovranno affrontare la prova di maturità ma il futuro è ancora incerto. Sono 7548 gli studenti maturandi dei 41 Istituti statali superiori della provincia e ulteriori 1200 frequentano le classi quinte delle scuole paritarie.

«Gli esami a distanza garantirebbero una corretta procedura dal punto di vista sanitario e pienamente legittima dal punto di vista amministrativo, con tutti i candidati e i docenti esaminatori presenti da remoto, in assoluta sicurezza –prosegue il segretario – In oltre la metà delle scuole, però, si fatica a trovare chi presiederà la commissione d’esame, mentre da Roma giungono ogni giorni notizie contrastanti sulle modalità di esecuzione delle prove. La nostra provincia e la Lombardia hanno una situazione epidemiologica ben lontana dalle quelle di altre regioni d’Italia. Inoltre elementi come l’alta densità della popolazione e il forte pendolarismo degli studenti renderebbero la situazione ancor più difficile da gestire». Il sindacato evidenzia come molte scuole potrebbero non riaprire, vista la particolare situazione nella quale si trovano i dirigenti scolastici, «responsabili di sicurezza e salute», senza avere un portafoglio né tempi adeguati a disposizione per garantire il rispetto di queste condizioni.

«È necessario intervenite subito sulle responsabilità dei dirigenti scolastici in tema di sicurezza – sottolinea Inglima -. Non è ipotizzabile una responsabilità del datore di lavoro per rischio di contagio, quando ci si è attenuti ai protocolli di sicurezza. Cisl Scuola ha siglato un protocollo per la sicurezza nelle aule scolastiche, ha contribuito con attenzione ad individuare condizioni di garanzia per l’eventualità in cui l’esame di Stato si svolga in presenza, ha chiesto la definizione di luoghi istituzionali affinché le decisioni potessero essere assunte direttamente nei territori anche in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica. Ora tocca al Governo e al Parlamento dimostrare la stessa responsabilità». Nella strategia per il rientro nelle aule scolastiche si dovrebbe inserire necessariamente un intervento sulla responsabilità in tema di sicurezza nelle scuole «e deve essere fatto prima dello svolgimento degli Esami di Stato, come doveroso atto di giustizia e di responsabilità; noi non intendiamo consentire che si continui ad abusare di quella responsabilità di cui i dirigenti stanno dando prova da anni».

«Se non ci fossero delle immediate risposte in tal senso – conclude il segretario Inglima – il rischio di avere delle forti ripercussioni, legate alla  mancanza di presidenti di commissioni e di docenti esaminatori,  durante lo svolgimento degli esami è molto probabile e diventerebbe complessa la gestione degli stessi, a danno soprattutto degli studenti».

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