Viabilità in Val Seriana

Il semaforo di Colzate non è proprio intelligente e finalmente potrebbe essere spento

Il semaforo di Colzate non è proprio intelligente e finalmente potrebbe essere spento
Val Seriana, 24 Gennaio 2020 ore 14:43

di Giambattista Gherardi

È un vero e proprio totem dei nodi viabilistici della Valle Seriana, più unico che raro. Il semaforo di Colzate (che in verità è sul territorio di Casnigo, il cui Comune per questo ne ha avuto la gestione) è da decenni croce e delizia di chi percorre la Valle, indicato come una delle cause di rallentamenti e code nei giorni lavorativi e nei fine settimana vacanzieri. Due anni fa, era l’aprile del 2017, una troupe della Rai arrivò a Ponte Nossa, per un servizio sul coccodrillo imbalsamato che vi risiede da secoli, in vista del passaggio del Giro d’Italia. I tecnici rientrarono in auto a Roma, per montaggio e messa in onda. Un percorso di oltre 600 chilometri, lungo il quale trovarono un solo semaforo: quello di Colzate, appunto. Un aneddoto che segnala un’anomalia evidente, dato che in tanti casi incroci, uscite e innesti sono stati risolti con rondò, bretelle e cavalcavia. E due rondò, negli ultimi anni, sono stati creati nell’arco di poche centinaia di metri, proprio a valle (Vertova) e a monte (Casnigo) del semaforo totem, che rafforzano l’idea di molti che di quel semaforo in qualche modo si potrebbe anche fare a meno.

Un’idea che ora è nero su bianco nel “cahier de doleance” presentato dalla Provincia di Bergamo negli ultimi tempi per presentare i problemi viabilistici delle Valli Seriana e di Scalve. La ex SS671 ha uno sviluppo di 59,778 chilometri, mentre la ex SS294 scalvina (aperta nel 1866) ha in Bergamasca uno sviluppo di 31,050 chilometri. Il PTCP (Piano territoriale di Coordinamento Provinciale) segnala fra le opere in evidenza il prolungamento della linea tramviaria T1 da Albino a Vertova, la variante di Cerete, la variante Ponte Selva-Clusone, l’incrocio/rotatoria all’altezza della stazione di Ponte Nossa, l’allargamento dello svincolo a Cene, l’accessibilità all’Ospedale di Piario, il sovrappasso del Rondò delle Valli (ne parliamo a parte) e, udite udite, lo spegnimento del semaforo di Colzate.

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