Cronaca
L'indagine

Il senatore Paolo Romani indagato dalla Procura di Bergamo per corruzione

I magistrati ritengono abbia intascato dodicimila euro da una società interinale, fallita nel 2015. Il commento: «Sono sorpreso»

Il senatore Paolo Romani indagato dalla Procura di Bergamo per corruzione
Cronaca 30 Marzo 2022 ore 17:39

Il senatore Paolo Romani è indagato dalla Procura di Bergamo per corruzione. Secondo quanto riportato da Repubblica, il nome del politico è presente in un decreto di perquisizione diramato oggi (mercoledì 30 marzo) dal pm Paolo Mandurino nell’ambito dell’inchiesta sul crac finanziario della società di lavoro interinale Maxwork, fallita nel giugno 2015, che vede coinvolto anche l’ex marito di Valeria Marini, Giovanni Cottone, oltre che il fondatore dell’azienda Massimiliano Cavaliere, il commercialista Placido Sapia, l’ex responsabile amministrativa Giuliana Mila Tassari, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Stefano Maullu e il fratello Antonio Sandro.

A Romani, trent’anni in Forza Italia e poi passato a Cambiamo di Giovanni Toti, viene contestato di aver ricevuto dai tre dirigenti dell’agenzia dodicimila euro in contanti «come corrispettivo di un atto contrario ai doveri del suo ufficio». Il denaro sarebbe stato consegnato in un plico chiuso negli uffici della Maxwork a Antonio Sandro Maullu, su indicazione del fratello Stefano.

La circostanza sarebbe «pienamente provata da una intercettazione ambientale» riemersa nel procedimento principale. Un audio «da cui risulta il ritiro da parte di Maullu Antonio Sandro, su richiesta di Paolo Romani, del plico destinato al medesimo Romani».

I fratelli Maullu, però, il 2 marzo scorso avrebbero negato di aver ritirato il plico presso la sede dell’agenzia, «così rendendo false dichiarazioni» secondo la Procura. «Siamo stupiti di questa indagine, non si capisce quale sia l'atto contrario ai doveri d'ufficio - commenta il legale di Romani, l'avvocato Daniele Giovanni Benedini -. Cercheremo di capire nei prossimi giorni cosa ci viene contestato». «Sono sorpreso ma intendo parlare con il giudice e chiarire», ha commentato ad Adnkronos il senatore. Al momento non risultano perquisizioni a suo carico.

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