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Il sindaco di Castione scrive a Conte: «Sui decreti servono spiegazioni sicure e certe. Così non va»

Angelo Migliorati con uno scritto esprime tutto il disagio che i sindaci vivono ogni qualvolta viene emanato un decreto sulle norme da seguire. Per non parlare del costo delle mascherine.

Il sindaco di Castione scrive a Conte: «Sui decreti servono spiegazioni sicure e certe. Così non va»
Val Seriana, 28 Aprile 2020 ore 08:42

Ogni volta che il governo emana un decreto i sindaci vanno in ansia, perché sottoposti a un bombardamento dei cittadini che chiedono precisazioni sul da farsi. C’è sempre bisogno di una interpretazione. Così è successo anche per l’ultimo decreto, emanato l’altro giorno. Il sindaco di Castione della Presolana, Angelo Migliorati, ha espresso questo suo sentimento scrivendo una lettera aperta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Ecco il testo:

Angelo Migliorati

Signor Presidente del Consiglio, carissimo professor Giuseppe Conte, sono uno dei 243 sindaci bergamaschi, il territorio più colpito da questa epidemia, la provincia a cui ha fatto visita questa notte. Ogni volta che lei annuncia un suo nuovo decreto (DPCM) noi sindaci entriamo profondamente in ansia, perché sappiamo che verremo subissati da richieste di chiarimento da parte dei cittadini. Subito attiviamo la nostra chat di gruppo su WhatsApp per prepararci ad illustrare alla nostra gente, in forma semplice e comprensibile, le decisioni da lei prese. Spesso usiamo anche delle vignette illustrative, per rendere il decreto più comprensibile. Il suo ultimo DPCM però ci ha messi ko. Da noi, ad esempio, il problema di chi può o meno raggiungere le seconde case è molto sentito. Siamo un paese turistico con più di 7.000 seconde case. Da una prima lettura del decreto sembrava potessero essere raggiunte. La prima telefonata in Prefettura confermava questa possibilità. A distanza di un’ora la Prefettura richiamava perché forse era meglio specificare che era sì possibile ma salvo limitazioni. Ma nel pomeriggio un suo ministro dichiarava che era vietato. Un bel casino signor Presidente. Altro esempio. Da noi i parchi non sono recintati, non possono essere chiusi. Dal decreto ci si potrà andare. Ma non si potranno usare i giochi. Quelli sono da recintare. Ma come facciamo? Recintiamo l’ altalena? Quando abbiamo studiato diritto, carissimo professore, ci fu insegnato che una Legge doveva avere tre requisiti fondamentali: essere semplice, essere comprensibile essere applicabile. Lei è professore di diritto privato in Università di grande prestigio. Per cortesia cacci chi scrive i DPCM! È chiaro che non possono aver superato l’esame di diritto amministrativo! A scuola ci hanno anche spiegato che quando un Decreto è scritto in modo sbagliato, lo si annulla e se ne scrive uno nuovo. Se durante l’esame di diritto avessimo risposto al docente sostenendo che le FAQ sono una fonte del diritto, ci avrebbe cacciati dall’aula in malo modo. Signor Presidente del Consiglio, carissimo professore, per cortesia, faccia avere ad ogni sindaco il suo cellulare o un numero di telefono a cui chiamare per avere spiegazioni SICURE e CERTE. Ci eviteremmo l’ansia che ci assale ad ogni conferenza stampa in cui presenta i vari DPCM. Cordialmente.

P.S. mi perdoni, un’ultima nota. Insieme ad altri sindaci, convinti di rendere un servizio alle nostre comunità, nelle scorse settimane siamo riusciti a prenotare delle mascherine da dare alla nostra gente, al costo di 70 centesimi l’ una. Dovevano arrivare dalla Cina ma sono misteriosamente bloccate in dogana. Ora il nuovo decreto della protezione civile dice che non possono costare più di 50 centesimi. Ma a quella cifra nessuno ce le vende. Che facciamo???

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