Girato al Papa Giovanni

Il video che mostra come funziona il vaccino anti-Covid: dalla polvere in freezer all’iniezione

Dai -80°C al frigo, poi la preparazione con la diluizione, la siringa e la somministrazione

Cronaca Bergamo, 06 Gennaio 2021 ore 18:41

Dalla preparazione della fiala alla diluizione, dalla preparazione della siringa all’iniezione, e poi almeno un quarto d’ora di attesa. Come funziona, operativamente, il vaccino anti-Covid? Ecco cosa aspettarsi (più o meno) dalla giornata in cui ci sottoporremo all’immunizzazione, sperando che anche per la popolazione non impegnata nella sanità arrivi preso (così come l’utilizzo anche dei vaccini di Moderna, appena approvati dall’Ema). Le immagini del video che segue arrivano dalla campagna cominciata martedì 5 gennaio al Papa Giovanni, ma la stessa cosa sta avvenendo più o meno ovunque.

Come è ormai noto, le fiale della Pfizer devono essere conservate a -80 gradi centigradi perché il vaccino non si deteriori. Sono due i refrigeratori utilizzabili, ciascuno capace di contenere decine di migliaia di dosi. I vaccini arrivano dalla Germania in aereo, all’interno di contenitori bassi e larghi battezzati dagli operatori «pizze». Ciascuno di essi contiene 196 fiale, utili ognuna per effettuare sei dosi di vaccino. Dall’aeroporto all’hub arrivano tramite corriere Dhl, ovviamente con tutte le misure di sicurezza del caso.

Per tutto il viaggio, i vaccini saranno rimasti all’interno di contenitori con ghiaccio secco dotati di dispositivi per il controllo elettronico della temperatura. All’arrivo in ospedale vengono trasferiti nel freezer e il dispositivo di controllo viene rimosso. Nei freezer speciali, le dosi possono restare tranquillamente stoccate per sei mesi. Il vaccino si trova infatti, in questa fase, sotto forma di polvere. La vera “corsa contro il tempo” parte dopo, con il decongelamento.

Per poter essere iniettato, il vaccino dev’essere scongelato, portandolo da -80 gradi a una temperatura “da frigo domestico” compresa tra i 2 e gli 8 gradi centigradi. Una volta effettuata questa operazione, ogni fiala dev’essere utilizzata nel giro di cinque giorni. È dal frigorifero, quindi, che le infermiere e gli infermieri addetti alla preparazione delle dosi estraggono le fiale e aggiungono alla polvere liofilizzata della soluzione fisiologica. Si mescola il contenuto e si preparano le piccole siringhe per l’iniezione intramuscolare, ovviamente monouso e di precisione. Ognuna contiene il contenuto di una dose, circa 1,3 ml di liquido. A temperatura ambiente, il vaccino dev’essere somministrato nel giro di un paio di ore.

Segue un periodo di attesa di almeno un quarto d’ora, in una stanza dedicata all’interno del centro vaccinale, per verificare l’insorgenza di eventuali effetti avversi. Infine, tra i 21 e i 23 giorni più tardi, si effettua infine anche la seconda dose di vaccino. È a questo punto che il vaccino diventa realmente operativo, nell’arco di circa due settimane dopo la seconda somministrazione.

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