Vertice in prefettura

Il video di Conte a Bergamo: «La zona rossa in Val Seriana? Abbiamo chiuso la Lombardia»

Il premier è arrivato in città verso le 23. Dopo un breve incontro con la stampa, ha incontrato il sindaco Gori, le autorità sanitarie locali e una delegazione di medici

Bergamo, 27 Aprile 2020 ore 23:36

Era atteso per le 20.30, poi l’orario è slittato alle 22.30 e infine anticipato alle 21.45. Alla fine, il premier Giuseppe Conte s’è presentato in via Tasso, a Bergamo, alle 23 circa. È arrivato nella nostra città dopo essere stato a Milano, come seconda tappa del suo primo giro della Lombardia da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Una scelta che molti hanno criticato (perché non prima? Perché così tardi?) e che lui ha giustificato con un semplice: «Non volevo essere d’intralcio. Adesso do meno fastidio agli operatori che stanno operando nell’emergenza». Ad attenderlo in Prefettura, oltre al prefetto e al sindaco Giorgio Gori, anche il direttore di Ats Bergamo Massimo Giupponi, i direttori delle Asst Papa Giovanni XXIII e Bergamo Est e una delegazione di medici e operatori sanitari.

Prima di chiudersi in riunione, il premier Conte ha velocemente incontrato la stampa locale riunitasi nel cortile di via Tasso. Qui ha sottolineato nuovamente come il Governo abbia un piano preciso per questa “fase 2”, nella quale si vogliono evitare rischi di una nuova ondata di contagi, e ha rimarcato quanto già detto nel discorso alla nazione di ieri (26 aprile): l’allentamento delle misure verrà valutato passo passo, col Governo pronto a intervenire in caso di un nuovo preoccupante aumento dei casi.

Inevitabile, la domanda sulla mancata zona rossa tra Alzano e Nembro, sulla quale il premier è parso un po’ in difficoltà. Conte non ha detto nulla di nuovo: «L’abbiamo considerata, abbiamo fatto delle valutazioni sulla base di un contagio che appariva già diffuso. Abbiamo quindi chiesto un approfondimento al comitato tecnico-scientifico. Il 5 marzo è arrivata la relazione il 6 marzo sono andato in Protezione civile. La sera del 7 ho firmato il Dpcm che ha messo in zona rossa tutta la Lombardia».

Domanda anche sul motivo per cui non si sia deciso di “tracciare” buona parte della popolazione, almeno quella che dovrebbe tornare a lavorare dal 4 maggio, con test e tamponi: «Se avessi mappato tutti i lavoratori, il Paese avrebbe dovuto restare fermo troppo tempo. Non ci sono i tempi tecnici per farlo». Infine, prima di incontrare le autorità presenti, una domanda anche su cosa avrebbe detto ai medici che in queste settimane hanno lottato in prima linea contro il virus, spesso “a mani nude”: «Prima fatemeli incontrare, poi vedremo cosa gli dirò. Di certo li ringrazierò per il lavoro svolto in queste settimane».

Alle 24.30 circa, il premier Conte ha lasciato la Prefettura. Martedì 28 apriles si sposterà a Lodi e nel Lodigiano, per poi chiudere probabilmente il suo giro a Piacenza prima di tornare a Roma.

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