OPERAZIONE MARE NOSTRUM

Sbarchi anche in Sardegna

Sbarchi anche in Sardegna
10 Giugno 2014 ore 10:25

Su un barchino di otto metri, una ventina di immigrati africani sono sbarcati questa mattina sulle coste della Sardegna, nel litorale tra Chia e Santa Margherita di Pula. La Guardia di finanza sospetta che siano arrivati a bordo di un peschereccio che li ha abbandonati a metà strada. Uno di loro ci ha detto di essere siriano, gli altri hanno riferito di essere originari della Tunisia e dell’Algeria. Le autorità militari hanno intensificato la sorveglianza con imbarcazioni ed elicotteri lungo tutta la costa della Sardegna e nel tratto di mare tra l’Isola e il Nord Africa. I barconi carichi di uomini in Sardegna non si vedevano da alcuni anni. Quattro africani erano sbarcati nell’estate del 2013 ma era stato un episodio isolato. Ora si teme che quella verso la Sardegna possa essere una nuova rotta per i disperati. Sempre nella gionata di ieri oltre mille profughi sono sbarcati a Taranto e circa 200 a Pozzallo e 100 a Catania. Tra i 1.026 migranti sbarcati a Taranto ci sono ben 252 minori, un centinaio dei quali non accompagnati e 12 donne incinte. I bambini più piccoli hanno tra i 4 e i 5 mesi di vita.  “Tutto il peso dell’operazione Mare Nostrum ricade sulle spalle della Difesa, non ce la facciamo più, bisogna inserirla nel decreto Missioni se deve continuare”, è l’allarme del ministro Pinotti.

Per un ragazzo è stato necessario il trasferimento in ospedale.

In Sicilia in questi giorni c’è ii caos. Tra lunedì e martedì erano attese fra tre e quattromila persone. Una vera e propria marea umana che ha messo in seria difficoltà le strutture di accoglienza. Sabato 7 e domenica 8 giugno, le navi della Marina avevano soccorso più di duemila profughi nordafricani. A questi vanno aggiunti i profughi dal lontano Sudan e dalla Siria. Salgono così ulteriormente i tragici numeri di un esodo che pare non avere fine.

I dati dei primi sei mesi del 2014 sono in continua crescita e confermano quanto la situazione immigrazione sia sempre più di difficile gestione. Da gennaio ad oggi si è superata l’incredibile quota di 50mila migranti giunti dalle coste africane. La Sicilia è a un passo dal tracollo. Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, si fa portavoce dei primi cittadini isolani e lancia il grido d’allarme: «Siamo allo stremo delle forze, non siamo più in grado di fronteggiare un’emergenza così vasta».

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Sbarchi aumentati del 823%. A confermare quanto la situazione sia grave, nel mese scorso, sono giunti anche i numeri di Frontex, l’agenzia europea delle frontiere, che ha dichiarato, per i primi mesi del 2014, un aumento del 823% di arrivi di migranti in Italia rispetto allo stesso periodo del 2013. Una percentuale in crescita con il passare dei giorni e l’aumentare degli sbarchi, come del resto conferma quest’inizio di giugno.
Da quando Israele ha deciso di attuare una politica più dura contro l’immigrazione, la pressione dal Corno d’Africa verso le coste italiane è ulteriormente aumentata: nuovi migranti in una fuga dalla povertà e dalle guerre si aggiungono a quelli provenienti dalla Libia e da tutto il Maghreb. L’operazione Mare Nostrum, che costa allo Stato italiano circa 9 milioni di euro al mese, fino ad oggi non sta dando i frutti sperati: l’Italia chiede una più attiva partecipazione dell’Europa.

 

 

In 12 anni un aumento incontrollato. Negli ultimi 12 anni il dato relativo ai migranti sbarcati nel nostro Paese è stato altalenante, con tendenza però alla crescita continua. Nel 2002 sono stati conteggiati circa 23 mila immigrati giunti sulle coste italiane, numeri inizialmente scesi nei due anni seguenti, ma che sono poi saliti vertiginosamente dal 2005 al 2007, con una media di 20 mila migranti per anno. Il 2009 e il 2010 sembravano segnare un miglioramento, con il minor numero di sbarchi del decennio (rispettivamente 9.573 e 4.406). La Primavera Araba del 2011, però, ha fatto registrare un picco, con ben 64.261 migranti scappati dalla guerra e dalle situazioni d’instabilità politica. Calati nel 2012, dal 2013 i numeri sono tornati e salire ed oggi, con le premesse analizzate, siamo innanzi all’anno nero per numero di sbarchi e di migranti.

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L’Europa in stallo. Davanti a questa tragica situazione, ci si aspetterebbe una forte risposta dell’Unione Europea. Invece, la situazione è in empasse totale. Frontex, l’agenzia che dovrebbe essere il centro nevralgico delle attività di controllo delle frontiere europee, è rimasta senza direttore dopo che il finlandese Laitinen ha lasciato la poltrona per occuparsi delle questioni interne al suo Paese. Cinque sono stati i candidati presentati per sostituirlo, tra cui l’italiano Sandro Menichelli, ex Interpol e capo di Polizia: sono stati tutti respinti dalla Commissione, la quale ha così lasciato Frontex e l’UE intera in un’imbarazzante situazione di stallo. L’Italia e i Paesi del Meridione europeo premono affinché ci siano norme più chiare e eterogenee circa l’asilo politico e la solidarietà umanitaria, ma i Paesi del Nord ritengono di fare già abbastanza. Intanto il tempo passa e gli sbarchi sulle coste italiane continuano.

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