cultura del dono

In Lombardia diecimila soci Aido dicono no al trapianto, ma solo per errore

È quanto emerso dalle parole della presidente nazionale Petrin in occasione dell'assemblea regionale alla Casa del Giovane. Eletto il nuovo Consiglio

In Lombardia diecimila soci Aido dicono no al trapianto, ma solo per errore
Bergamo, 09 Novembre 2020 ore 14:03

di Stefano Nava

Forze fresche per lo stesso, grande messaggio: donare se stessi per il bene del prossimo. Un appello chiaro e forte per le dodici province lombarde, presenti alla Casa del Giovane di Bergamo la mattina di sabato 10 ottobre, onorati anche dalla presenza della dottoressa Flavia Petrin, presidente nazionale Aido. La presidente Petrin ha presieduto l’assemblea elettiva di Aido Lombardia, non prima di aver sentito dalla Commissione Verifica Poteri la validità dell’assemblea con novantanove delegati presenti pari al 92 per cento degli aventi diritto.

Dopo il saluto via telefono del dottor Giuseppe Piccolo, coordinatore del Centro regionale trapianti della Lombardia (CRT Lombardia), la prima a prendere la parola davanti all’assemblea è stata proprio la presidente nazionale che ha posto l’accento sull’aumento di volontari che sono entrati a dare una mano ad Aido, rinforzando il messaggio dell’associazione. Contraltare sono però i 10mila soci Aido che hanno detto “no” per puro disguido: quando si è all’ufficio anagrafe alla domanda “Sei favorevole al dono di organi?” rispondono “no” pensando che dire “sì” vada in contraddizione con l’essere già iscritti ad Aido. Ma non è così. La presidente nazionale ha sottolineato l’importanza di dire sempre “sì”: “sì” ad Aido e “sì” al rinnovo della carta d’identità.

I rifiuti sono il 30 per cento, mentre rimane ancora troppo alto il “non mi esprimo” che è circa all’80 per cento tra chi si reca all’anagrafe per il rinnovo della carta d’identità. Da questa analisi si evince che Aido ha ancora molta strada da percorrere per la cultura del dono.

Ad aprire i lavori dell’assemblea regionale il presidente uscente Giuseppe Ravasi che, visibilmente emozionato, ha parlato alle persone presenti nella sala congressi della Casa del Giovane: «Stiamo attraversando un momento particolarmente difficile, pieno di dubbi e di incertezze, un periodo nel quale ci portiamo ancora nel cuore il dolore per la perdita di tanti cari amici ai quali non abbiamo neppure potuto dare il nostro saluto. Cito fra tutti Emerenziano Abbà, presidente della sezione di Lodi a cui è dedicata questa relazione, ma accanto a lui ci sono tanti nostri volontari e dirigenti ai quali vorrei ora dedicare la lettura della “Preghiera del Donatore”».

Il momento della preghiera collettiva è stato vissuto da tutti i presenti con commozione. Continua Ravasi: «L’Associazione ha regolarmente portato a termine gli adeguamenti statutari legati al decreto legislativo 117 e questo ci consente di essere a tutti gli effetti una O.d.V. (Organizzazione di Volontariato)” che entrerà a far parte del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore».

Ravasi ha ricordato anche un momento importante per l’Aido Lombardia e la sezione provinciale bergamasca: «Il prossimo anno l’Aido Lombardia e quella bergamasca in particolare festeggeranno il cinquantesimo di fondazione del D.O.B. (Donatori Organi Bergamaschi) e sarà l’occasione per ricordare in modo particolare il nostro fondatore, Giorgio Brumat, per il quale ci apprestiamo a un grande riconoscimento: la traslazione dei suoi resti nel Famedio del Cimitero Monumentale di Bergamo. Potremo così dire in modo concreto e ufficiale il nostro grazie a Brumat per aver dato il là a questa splendida creatura che si chiama Aido».

Analizzando i dati riportati nella brochure consegnata ai delegati si può notate come il trend sia cresciuto tra il 31 dicembre 2019 e la stessa data dell’anno precedente (392.260 iscritti in totale in Lombardia nel 2019 rispetto ai 388.111 del 2018), con un incremento totale di 4.149 iscritti, pari all’1,07 per cento. Guardando invece alle singole province la percentuale più alta ce l’ha Sondrio con il 7,24 cento (625 l’incremento) e a ruota la provincia bergamasca con il suo 2,07 per cento (1.581). La classifica delle percentuali per quanto riguarda il confronto tra iscritti e numero di abitanti la capofila è Lecco con i suoi 25.293 aidini a fronte di 337.087 abitanti (7,50 per cento), seguita da Bergamo con 77.831 iscritti contro i suoi 1.116.384 abitanti nella provincia (6,97); a chiudere la classifica Milano con 76.713 iscritti su 3.279.944 abitanti (2,34).

Se andiamo ad analizzare invece il numero di paesi che costituiscono la provincia con il numero di gruppi Aido presenti, la situazione si ribalta a favore di Bergamo con i suoi 145 gruppi su 243 paesi e una percentuale di 59,67 per cento; qui troviamo “fanalino di coda” la provincia di Como con soli due gruppi aidini su 148 paesi.

Sulla tematica dei consensi al dono degli organi e tessuti citati sia da Petrin che da Ravasi, i dati ci dicono che Bergamo ha 208 comuni attivi, un numero di consensi di 96.822 (73,9 per cento) contro le 34.163 opposizioni pari al 26,1 per cento. Riguardo invece le altre province, il dato più basso tra i consensi è di Lodi con una percentuale del 66,9 e quello più alto spetta a Sondrio con l’83,7 per cento mentre per le opposizioni il dato percentuale più alto è di Lodi con il suo 33,1 mentre quello più basso è di Sondrio con solo il 16,3.

Altro dato importante è la sottoscrizione nel 2019 di un accordo d’intesa tra Avis, Aido, Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo), Adisco (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale), Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e la Croce Rossa Italiana per agevolare le attività di reclutamento dei donatori e di collaborazione con le strutture associative. Sui corsi si fa presente l’importanza, più volte rammentata dai Consigli ad ogni livello, delle attività di formazione e informazione per i nostri dirigenti e volontari tanto da averne organizzati tre nel 2019, così come la comunicazione tramite i media come ad esempio l’uscita di “Prevenzione Oggi”, curato da Leonio Callioni e Paolo Seminati per la parte grafica della rivista stessa.

Ultimo dato di non poco conto lo stretto rapporto con le istituzioni scolastiche, attività che andrà ripresa si spera nel 2021 con nuove modalità, anche a fronte dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Accento importante, soprattutto al termine della relazione del presidente uscente Ravasi, va all’ovazione di tutta la platea che lo ha sostenuto in questi quattro anni di lavoro. Al termine di tutti i lavori dell’assemblea, sono iniziate le operazioni di voto per il rinnovo delle cariche regionali.

Il nuovo Consiglio di Aido Lombardia, a seguito delle votazioni al termine dell’assemblea, in carica per il quadriennio 2020-2024 sarà composto da: Corrado Valli (Bergamo), Donata Sartor (Lecco), Donata Colombo (Milano), Giuseppe Oldani (Milano), Monica Bolis (Bergamo), Ariberto Trevisi (Brescia), Vittoria Mensi (Brescia), Enrica Negroni (Pavia), Andrea Torreggiani (Mantova), Riccardo Redaelli (Sondrio), Lorenzo Lucido (Varese), Duilio Villa (Cremona), Lucio D’Atri (Monza e Brianza), Simona Polenghi (Lodi), Barbara Moretti (Como).

Eletto anche il nuovo Collegio dei Provibiri di Aido Lombardia: Simonetta Sorti (Bergamo), Sara Guffanti (Milano) e Valentina Formica (Milano). I voti più numerosi del nuovo Consiglio sono andati al bergamasco Corrado Valli con 70 preferenze, seguito dal lecchese Antonio Sartor con 61. La prima delle “quote rosa” è Donata Colombo con 57 assensi. La prima convocazione sabato 24 ottobre. A Roma, per l’Assemblea Nazionale, per la Delegazione di Aido Lombardia, sono andati otto delegati.

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