lotta al coronavirus

In meno di un mese più di mille visite domiciliari ai pazienti gravi sul territorio

Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo: «Circa il 90 per cento dei pazienti è stato curato a casa dalle Usca, con evidenti benefici anche sulla situazione degli ospedali»

In meno di un mese più di mille visite domiciliari ai pazienti gravi sul territorio
Bergamo, 15 Aprile 2020 ore 15:58

Sono già 1035 le visite effettuate al domicilio dei pazienti gravi, positivi al Covid-19, dalle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca). L’Ats di Bergamo è stata la prima a livello regionale ad attivare il 19 marzo scorso, su richiesta di Regione Lombardia, questa tipologia di servizio, che vede coinvolti dodici medici dislocati ad Albino, Bergamo, Dalmine, Zogno, Grumello e Treviglio presso le sedi della Continuità assistenziale operative dalle 8 alle 20, dal lunedì alla domenica.

Le visite a domicilio da parte dei sanitari, dotati dei dispositivi di protezione individuale necessari a visitare questa tipologia di pazienti, vengono attivate dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. «La visita domiciliare consente di dare un feedback al medico o al pediatra e di valutare se proseguire con la cura a casa, o di scegliere invece il ricovero – spiega il direttore generale Massimo Giupponi -. Dai dati in nostro possesso risulta che circa il 90 per cento dei pazienti è rimasto al domicilio ed è stato curato a casa con evidenti benefici anche sulla situazione dei pronti soccorso e dei posti letto nei nostri ospedali. Oltre ai dispositivi di protezione individuale, le Usca di Bergamo sono dotate di concentratori di ossigeno e di farmaci come la clorochina per assicurare la miglior terapia possibile. Il servizio è stato molto apprezzato dalla popolazione e per questo lo manterremo attivo finché sarà necessario».

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