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In tutta la Bergamasca più morti che nati (il Covid ha solo accelerato la discesa)

Dopo il picco del 2017, il calo sembra inarrestabile: le culle sono sempre più vuote e si è pure fermato il flusso di immigrati. Basteranno gli assegni di Draghi?

In tutta la Bergamasca più morti che nati (il Covid ha solo accelerato la discesa)
Cronaca 03 Aprile 2021 ore 08:00

di Paolo Aresi

La decisione del governo Draghi di introdurre di nuovo gli assegni familiari è stata salutata come un segnale importante per cominciare almeno ad affrontare il tema (tragico) della diminuzione delle nascite nel nostro Paese. La Bergamasca non fa eccezione, anzi, è fra i territori con meno bebè di tutta Italia, quindi d’Europa e quindi del mondo. Qualcuno ha detto che la decisione del governo è un segnale, anche se certamente non risolutivo; altri hanno commentato in maniera negativa affermando che si tratta di un’aspirina somministrata a un malato gravissimo. Troppo poco, quasi niente.

Sul nostro giornale abbiamo parlato spesso di questa tragica situazione nei cinque anni di pubblicazione, lanciando grida di allarme basate sui dati statistici. Senza nessun risultato, né a livello locale né, tanto meno, sul piano regionale o nazionale. Ma abbiamo messo a fuoco soprattutto i numeri della città. Ora allarghiamo lo sguardo, andiamo sulla provincia, tradizionalmente più ricca di nascite. Purtroppo lo scenario è diventato desolante anche qui.

Abbiamo scoperto che nel 2015 anche in provincia si è verificato il sorpasso: il numero dei decessi ha superato quello delle nascite. Esattamente nel 2015 sono nati 9.545 bambini e sono morte 10.240 persone. Dopo il sorpasso, il numero dei nati ha continuato a scendere mentre quello dei morti è rimasto abbastanza stabile. Guardiamo ancora i numeri, che non sono opinioni.

L’anno dopo, 2016, le nascite in Bergamasca sono state 9.449, un centinaio in meno, niente di drammatico. Ma la differenza è cresciuta nel 2017, quando i bebè venuti al mondo sono stati 9.126. Una caduta ben più forte si è verificata nell’anno successivo, quando siamo scesi a 8.547 nati. Sembra che la discesa non si fermi più: nel 2019 i nati erano soltanto 8.275. E i dati ufficiali Istat per il 2020 non ci sono ancora, ma le stime informano che dovremmo addirittura scesi sotto gli ottomila neonati. Se pensiamo che nel 2011 (soltanto dieci anni fa) le nascite in provincia furono 11.360… Un crollo, un disastro.

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