ne stanno inventando un’altra

Instagram: basta like visibili Influencer a rischio cuoricino

Instagram: basta like visibili Influencer a rischio cuoricino
31 Luglio 2019 ore 04:30

Sono buoni o sono soprattutto furbi a Menlo Park, la città californiana dove lavorano gli ingegneri di Instagram? Il social di immagini più popolare al mondo, acquisito da Mark Zuckerberg nel 2012 per un miliardo di dollari, sta testando un esperimento di grande portata: togliere la visibilità dei like dai post dei suoi utenti. Il test è partito dal Canada e ora si è allargato anche ad altri Paesi, tra i quali l’Italia su campioni di utenti. In sostanza, se si fa parte del campione selezionato, potremo vedere i like ottenuti dalle nostre foto, cosa che invece non potranno fare gli altri utenti. Inoltre potrà accadere che, se le persone che hanno messo un like fanno parte dei nostri follower, si potrà vedere ancora il loro nome nell’elenco di chi ha espresso il gradimento. Se invece non fanno parte dei nostri follower finiranno in una casella generica. Perché quelli di Instagram si sono decisi a questo passo che rischia di choccare milioni di utenti? La spiegazione che trapela dalle dichiarazioni è tutta intrisa di buonismo. Secondo una ricerca, pur di avere più like le persone mettono in discussione e in pericolo la propria privacy: la propria abitazione (37%), la propria mail personale (31%), lo stato della propria relazione (30%), il posto di lavoro (18%) e così via. Inoltre l’ossessione del cuoricino metterebbe a rischio, sempre secondo i dati di quella ricerca, le relazioni famigliari. «Vogliamo che Instagram sia un luogo dove tutti possano sentirsi liberi di esprimere se stessi. Ciò significa aiutare le persone a porre l’attenzione su foto e video condivisi e non su quanti like ricevono», fanno sapere da Menlo Park. L’invito è quindi di postare “ciò che vogliamo” piuttosto che “ciò che gli altri apprezzerebbero di più”. Una dichiarazione che meriterebbe un like, se non fosse che i like sono destinati a essere messi fuori gioco. In sostanza l’idea di rimuovere i “mi piace” è nata principalmente dalle polemiche circa gli effetti negativi di Instagram sulla salute mentale degli utenti. Una “disintossicazione dei cuori” qualcuno l’ha ribattezzata.

 

Ovviamente essendo che il social di immagini è diventato una gigantesca macchina da soldi, il sospetto che la scelta sia dovuta ad altro è inevitabile. Il vero obiettivo di questa operazione è con ogni probabilità quello di limitare il potere degli influencer, quelle persone che usano il social per orientare le persone nei consumi, dalla moda alla cosmesi, dai ristoranti ai viaggi. Gran parte del flusso commerciale generato dal social infatti oggi finisce nelle loro tasche, grazie ad accordi diretti con i brand che la casa madre non riesce e non può intercettare. Di qui l’idea di rendere più complicata la vita degli influencer che non potranno più farsi forti della potenza di fuoco dei like ma dovranno trovare altri strumenti più complessi (e anche più credibili) per dimostrare il loro reale impatto. In sostanza l’obiettivo sarebbe quello di indurre i marchi a spendere di più in contenuti sponsorizzati, portando quindi a Instagram parte delle risorse che oggi riversano sugli influencer. La sensazione è che a Menlo Park siano più furbi che buoni…

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