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Ipertensione, è arrivata una app per tenerla sotto controllo

Ipertensione, è arrivata una app per tenerla sotto controllo
Cronaca 14 Ottobre 2014 ore 11:34

È arrivata SIIA, la prima ‘app’ creata da una società scientifica che misura la pressione arteriosa in modo tecnologico con un semplice clic. Presentata a Bologna in occasione del XXXI Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, permette di conoscere, in tempo reale e in uno spazio a portata di tasca, tutto quello che serve e c’è da sapere sull’ipertensione: la malattia e le sue implicazioni; rilevare e registrare, monitorandoli nel tempo, i trend pressori personali; creare un diario digitale da mostrare al medico a ogni controllo; individuare in qualsiasi momento e ovunque il Centro per l’ipertensione più vicino e presso cui prenotare una visita. Insomma, un efficace strumento di lavoro per i medici e di supporto per i pazienti, al passo con i tempi. La App, a detta degli esperti, potrebbe essere addirittura “prescritta” quale rapido mezzo di interazione fra utente e specialista, al pari di qualsiasi altra analisi o provvedimento terapeutico.

Come si scarica e come funziona. Il primo passo è scaricarla gratuitamente negli App Store per device con sistema operativo iOS-Applee da Google Play per dispositivi con sistema opeativo Android, digitando la parola chiave “Ipertensione SIIA”.Utilizzare, poi, per attivarla il ‘QR code’ presentenella pagina web onel retro della brochure distribuita in tutti gli Ambulatori specializzati. E il gioco è fatto: l’icona della app “Ipertensione – conosci e controlla la tua pressione arteriosa” è lì sul display dello smartphone, pronta per essere utilizzata.

Per che cosa? Per valutare e registrare i valori della pressione arteriosa massima (sistolica) e minima (diastolica) e/o della frequenza cardiaca sia delle misurazioni effettuate a casa, ma anche di quelle effettuate in ambulatorio o in ospedale, le variazioni del proprio peso corporeo e gestire le eventuali terapie in atto. Inoltre questi dati, con una apposita funzione di registrazione, possono essere “salvati in memoria” e risultare visibili sotto forma di grafici di agevole consultazione. Con l’obiettivo di osservare le variazioni nel tempo di questi importanti parametri e facilitare un’interazione ottimale tra medico e soggetto iperteso, migliorare la gestione complessiva della condizione del paziente e prevenire la comparsa di complicanze cardiovascolari.

 

 

Graficamente la app è molto intuitiva e difficilmente ci si può sbagliare, grazie a cinque percorsi di colori differenti che ne semplificano la navigazione. Il ‘design’ è moderno perché realizzato da architetti (Margherita Parati e Marcel Moonen) e informatici (Peter-Paul Vom Kothen). Presenta poi“Pillole informative” a scorrimento, costantemente visibili nella parte inferiore della schermata, fra cui anche consigli per uno stile di vita sano utili a ridurre il rischio cardiovascolare.

Obiettivo della app è migliorare la consapevolezza delle problematiche legate all’ipertensione. Che è spesso una patologia silenziosa, perché di solito asintomatica, ovvero non viene diagnosticata in tempo utile o trascurata dal paziente, con il conseguente pericolo di sviluppo nel tempo gravi complicanze d’organo, soprattutto a carico di cuore, rene, cervello, occhio. Ma i modi per sensibilizzare ci sono e sono diversi: dalla promozione della misurazione pressoria da parte del medico di famiglia alle campagne informative nelle scuole e, non ultimo, da oggi, la App. Che, però, da sola non basta a trattare, soprattutto prevenendola, la malattia con uno stile di vita sano: dieta a basso contenuto di sale, maggiore apporto di calcio e potassio, poco alcool e attività fisica.

Da che cosa è causata, oggi, l’ipertensione. Una prevenzione tanto più necessaria, fanno sapere dal congresso bolognese, perché il problema ipertensione oggi compare sempre più in anticipo, talvolta 5/10 anni prima rispetto al passato, per effetto dei nuovi stili di vita e dello stress. Sedentarietà, perdita del sonno spontanea o provocata, intossicazione tecnologica causata da una esposizione prolungata a cellulari e a computer e consumo frequente di pasti fast food sono i nuovi fattori di rischio che aumentano le probabilità di ipertensione, allargando il bersaglio soprattutto sui giovani di cui occorre soprattutto capire come è cambiata la vita. Tanto che presso l’Università La Sapienza di Roma – Ospedale Sant’Andrea è partito iGame, uno studio che avrà la finalità’ di comprendere quale sia la portata del fenomeno nella popolazione, esaminando un campione di 4mila-6mila ragazzi tra i 18 e i 35 anni. Ma le preoccupazioni potrebbero riguardare anche una fascia di popolazione più bassa – i tredicenni, che utilizzano strumenti informatici per un numero spropositato di ore – e nei quali la condizione ipertensiva potrebbe manifestarsi a quarant’anni, come conseguenza di un’adolescenza in cui si è condotto uno stile di vita sbagliato. Meglio allora, tra un videogioco e l’altro, consultare anche una ‘app salutare’.