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Kanye West sommerso dai debiti? Si fa un po’ fatica a crederci

Kanye West sommerso dai debiti? Si fa un po’ fatica a crederci
Cronaca 17 Febbraio 2016 ore 13:17

Ha venduto 30 milioni di brani musicali digitali negli ultimi dieci anni, i suoi ultimi 5 album sono stati premiati con il disco di platino, qualche giorno fa ha presentato al Madison Square Garden di New York la propria linea di abbigliamento Yeezy Season 3 sulle note del suo ultimo disco The life of Pablo (dove Pablo potrebbe essere, in ordine sparso: Picasso, il narcotrafficante Escobar o San Paolo) e ha 53 milioni di dollari di indebitamento personale annunciati via Twitter. Se ancora non lo aveste capito stiamo parlando di Kanye West, il rapper statunitense marito di Kim Kardashian.

 

 

Nelle ultime ore, in concomitanza con l’uscita del suo nuovo album, si sono rincorse voci sul possibile crack finanziario di uno dei più influenti rapper afroamericani attualmente in circolazione. In realtà, per una volta, il dubbio non è basato sull’affidabilità o meno della fonte, ma piuttosto sul contenuto in sé. Infatti, è difficile credere che, nonostante i 60 milioni guadagnati nel 2014, i 54 del 2015 e i 22 dall’inizio del 2016 (secondo Forbes), il ragazzo se la possa passare così male. In più, lo stile di vita di Kanye non sembra proprio sobrio, se si considera che, come detto, per la presentazione in concomitanza di disco e linea di abbigliamento ha “affittato” il Madison Square Garden, incaricando l’artista italiana Vanessa Beecroft di progettargli una installazione per i propri vestiti mentre Lui (l’incipiente) deliziava gli ospiti paganti (160 dollari il biglietto di entrata) con la propria musica trasmessa on-air tramite un PC.  

 

 

La situazione passa poi dall’essere poco chiara a misteriosa se si considera che lo stesso West, sempre tramite cinguettii seriali, ha prima annunciato che «Mark Zuckerberg investe 1 miliardo di dollari nelle attività di Kanye West dopo aver realizzato che è il più grande artista vivente e il più grande di tutti tempi», salvo poi fare pensare che il buon Mark (che non è diventato miliardario regalando soldi) non abbia ancora effettivamente investito, aggiungendo un: «Mark ti sto chiedendo aiuto pubblicamente».

 

 

E noi cosa possiamo fare per lui? Si insomma come possiamo aiutarlo a risollevarsi? Ce lo dice lui stesso invitandoci a pregare per lui affinché tutto questo si possa risolvere al più presto. E, come nei migliori western d’annata, dopo il buono (che potrebbe essere Zuckerberg, se pagasse, o noi, se pregassimo), il brutto (o meglio, la brutta faccenda del rosso in bilancio), non poteva mancare il cattivo. Il cattivo in tutta questa faccenda è il solito Martin Shkreli – agli onori della cronaca per aver comprato i diritti di vendita di un farmaco utilizzato nella cura dell’AIDS e avere alzato il prezzo del 5555 percento in una notte (salvi successivi passi indietro) – che ha tentato di comprare l’album di Kanye West in esclusiva, ma ha perso 15 milioni di dollari diventando, oltre il cattivo, anche il fesso della storia. Infatti, pare che il rampante astro nascente della finanza a stelle e strisce abbia firmato un contratto che prevedeva la vendita dei diritti del disco e dopo aver versato l’acconto il tutto si sarebbe rivelato una truffa.

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