Cronaca
L'ultimo sovrano della nazione

Irlanda, l'isola che ha ancora un re Il bizzarro regno di Tory Island

Irlanda, l'isola che ha ancora un re Il bizzarro regno di Tory Island
Cronaca 04 Dicembre 2015 ore 11:25

Chi si imbarca sulla costa della contea irlandese del Donegal e naviga per 12 chilometri verso nord, la scorgerà galleggiare, minuta e rocciosa, sulle acque dell’Oceano Atlantico. Oileán Thoraigh, che in inglese si chiama Tory Island, è la casa di 150 persone, di cui ventuno sono bambini nati negli ultimi quattro anni. A vederla, sembra un luogo di altritempi, attraversato da un’unica strada, servito solo da una chiesa e da un unico negozio di alimentari, che se serve funge pure da ufficio postale. Poi c'è un faro, un ostello e, ovviamente, un porto... tutto ciò che è stato costruito dall’uomo, nel corso di molti secoli.

La monarchia di Tory Island. La sua storia è stata raccontata nei giorni scorsi dalla Bbc. Cinque chilometri di lunghezza e un chilometro di larghezza, praticamente meno di un quartiere metropolitano, tanta è la terra che appartiene agli abitanti di Tory Island. E che ha un'altra stranezza: l'isola è "governata" da un re, l'ultimo rimasto sul suolo irlandese. La monarchia approdò sull’isola insieme a San Colombano, nel sesto secolo, e da allora non se n’è più andata, nonostante i cambiamenti politici accaduti nel resto del Paese.

 

[Patsy Dan Rodgers, l'attuale re di Tory Island]

Kingoftory

 

La storia di San Colombano. San Colombano, si diceva, giunse a Tory con l’intento di convertire la popolazione pagana al cristianesimo. Gli isolani accettarono di incontrarlo e il santo parlò a tu per tu con un uomo chiamato Duggan. Questi raccontava al santo di una paura condivisa dai suoi compaesani: dipingeva scenari terribili di assalti pirateschi, distruzioni di case, rapine e assassinii. San Colombano, allora, nominò Duggan re dell’isola e gli disse che, se avesse avuto il coraggio di sfidare apertamente i lupi di mare, l’isola sarebbe stata salvata per sempre. Così fu. Gli abitanti di Tory si convertirono al cristianesimo e costruirono un monastero per onorare la memoria del santo. Oggi, purtroppo, dell’antica costruzione sopravvive solo una campana, che è anche uno dei simboli più rappresentativi dell’isola. La monarchia, poi, fu accettata di buon grado dagli isolani, ma stabilirono che sarebbe stata rigorosamente elettiva. Come Colombano aveva scelto per primo Duggan, così gli abitanti del luogo avrebbero scelto i suoi successori.

La pentola magica di San Colombano. La storia di Colombano e di Duggan, tuttavia, non finisce qui. Il santo regalò al re un pentolone di creta dotato di proprietà magiche: si diceva fosse in grado di tenere alla larga i topi e di proteggere i marinai quando si avventuravano in mare aperto. Ancora oggi, gli abitanti di Tory non hanno dubbi che la pentola sia magica e non esitano a riconoscerne la sacralità. Essa, inoltre, può essere toccata e maneggiata soltanto dal membro più anziano del clan a cui apparteneva il primo sovrano, Duggan. «Da quel giorno fino a oggi, gli isolani prendono molto sul serio la tradizione della monarchia», racconta alla Bbc l’attuale re di Tory, Patsy Dan Rodgers.

 

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Il re di Tory, Patsy Dan Rodgers. Patsy ha 71 anni ed è stato eletto sovrano nel 1993. Come tutti coloro che hanno ricoperto la carica regale, adempie i doveri diplomatici, sulla terraferma e all’estero, accoglie i visitatori quando attraccano al porto e li saluta quando ripartono e intrattiene i turisti suonando la fisarmonica e raccontando loro le leggende dell’isola. Rodgers non è solo un re, è anche un pittore. Insieme a altri artisti dell’isola, tiene vivo lo stile pittorico di Tory, portato dal pittore inglese Derek Hill, nel 1956. Il soggetto preferito del sovrano è la sua terra, luminosa e verdeggiante nei soleggiati giorni estivi, ma fredda e flagellata dalle tempeste atlantiche durante l’inverno. Nei mesi più freddi, infatti, la vita sull’isola può essere davvero difficile. Eilis Rodgers, la figlia di un precedente re di Tory, non imparentato con Patsy, ricorda: «Un anno, di notte, una grande onda ha scagliato una cisterna di plastica contro casa mia ha distrutto una finestra. Ho sentito un gran frastuono, ma non si è fatto male nessuno».

La tempesta del 1974. Nel 1974 Tory Island è stata colpita da una tempesta molto forte, che ha tagliato i collegamenti con la terraferma per quasi due mesi. «Dall’11 gennaio 1974, per sette settimane e tre giorni. A quel tempo, avevamo tre negozi e eravamo in grado di condividere. Non direi che non saremmo in grado di aiutarci oggi, ma è completamente differente», afferma re Rodgers. In quell’occasione, il governo irlandese offrì alle famiglie dell’isola alcune case nella contea di Donegal. «Hanno proposto a ogni famiglia dell’isola una casa sulla terraferma e hanno incoraggiato 130 persone. È stato molto, molto triste. È stata una guerra, ma abbiamo combattuto e eccoci qui oggi, ancora sull’isola», dice con fierezza Patsy.

 

 

Un futuro incerto. Patsy Rodgers vorrebbe deporre la carica prima di morire, ma mancano nella sua comunità persone abbastanza attive per potere assumere il ruolo di sovrano: «Per il bene dell’isola spero che ci sarà qualcun altro. Vorrei poter scegliere il prossimo re, ma non si può fare». Rodgers è preoccupato per il futuro di Tory e delle sue tradizioni. Le condizioni climatiche spesso estreme e i rari collegamenti col resto dell’Irlanda hanno assottigliato i flussi di turisti, che pure rappresentano la maggiore fonte di guadagno: «Vorrei che quest’isola avesse molti amici e visitatori. Vorrei che potessero acquistare souvenir, dipinti, mangiare un buon pasto, trovare un buon posto dove dormire». Per aumentare il numero di turisti, tuttavia, l’isola avrebbe bisogno di un nuovo traghetto. Altre isole con la stessa popolazione di Tory, infatti, dispongono di due traghetti e possono perciò trasportare il doppio delle persone. Patsy teme che la sua isola sia stata “dimenticata” e vorrebbe poter rimediare. «Ma nonostante pensino che possa fare qualsiasi cosa, non è vero. Faccio solo il meglio che posso», conclude il sovrano-pittore dell’isola irlandese.