Le analisi Istat e Anammi

La bandiera dei pirati e il pappagallo Le più curiose liti condominiali

La bandiera dei pirati e il pappagallo Le più curiose liti condominiali
20 Aprile 2015 ore 13:48

Qual è quel luogo che genera 500mila cause giudiziarie pendenti, porta a una spesa minima compresa tra i 2 e i 3mila euro e occupa almeno tre anni di paturnie burocratico-legali? Semplice: il condominio. Le riunioni di condominio italiane molto spesso si trasformano infatti in vere e proprie zuffe tra gli inquilini degli stabili, che non vanno lontano dalle situazioni descritte comicamente dal ragionier Ugo Fantozzi, portato sul grande schermo da un esilarante Paolo Villaggio (se volete rivederlo, qui).

Già in novembre l’Istat aveva pubblicato i dati, riferiti al 2013, che avevano mostrato come i contrasti tra condomini fossero al terzo posto tra le cause sottoposte alla giustizia italiana (16,2 percento); inoltre i risultati delineavano l’identikit delle persone maggiormente soggette a liti dello stesso stabile: abitanti di sesso maschile di città medio-piccole del Sud Italia. Come se non bastasse, una ricerca medica, svolta dal reparto di cardiologia dell’Ospedale San Camillo di Roma, ha affermato che la maggior parte degli infarti è dovuta alle riunioni di condominio.

I casi curiosi. Ma perché si litiga così tanto nei condomini? Disturbo della quiete altrui, temuti tradimenti famigliari con i vicini, questioni di principio e personali irrisolte? Sicuramente si assiste ad una vasta e colorita gamma di proteste che gli inquilini di tutta Italia fanno quotidianamente arrivare all’amministratore.

 

 

Molto spesso i protagonisti delle diatribe tra vicini di appartamento sono i rumori provocati da animali o persone. È il caso di alcuni ragazzi del Reggiano che hanno invitato altri amici a sentire le continue grida provenienti dall’appartamento a fianco, dove una giovane coppia era intenta a dichiararsi tutto l’amore del mondo. I testimoni hanno poi confermato alla polizia che i rumori molesti disturbavano palesemente la vita dei vicini.

Gli animali invece sono la causa dei litigi più comuni e spesso portano a conseguenze istintive e scriteriate. A Bassano tre bambini sono rimasti senza parole quando l’anziano vicino ha inforcato il loro gattino per via dei suoi incessanti ed insopportabili miagolii. Per non parlare di quando a farla da padrone di notte sono cani o pappagalli, allora sì: la conclusione più frequente diventa l’azione legale.

Ma per assistere al caso più curioso di quello che il simpaticissimo Marcello Marchesi definiva «Homo condomini lupus», bisogna spostarsi a Chemninz in Germania. Si dà il caso che in questa cittadina della Sassonia una giovane donna, appassionata delle avventure marittime, abbia deciso di esporre dalla finestra una bandiera raffigurante un teschio bianco su sfondo nero: il simbolo dei pirati insomma. Sfortuna vuole che l’appartamento della ragazza si trovi proprio al primo piano sopra l’ingresso dello stabile e che l’amministratore condominiale, a fronte del rifiuto a rimuovere lo stendardo, abbia ottenuto dal tribunale il pagamento di una multa da somministrare all’inquilina che, esponendo il vessillo, aveva impedito la valorizzazione piena dell’immobile per eventuali acquirenti. La donna si è così rivolta poi al tribunale di secondo grado che ha evidenziato come i compratori non potevano certamente farsi traumatizzare da «un teschio sogghignante e l’occhio bendato», ottenendo in tal modo la revoca della tassazione.

 

 

I motivi più frequenti delle liti. Lo scorso anno l’ANAMMI (Associazione Nazional-europea Amministratori d’Immobili) ha pubblicato un comunicato dove, basandosi sulla sua attività interna e sulle segnalazioni di 13mila associati, erano elencate le motivazioni più frequenti delle liti. Prima di segnalare le sei principali cause individuate, Giuseppe Bica, presidente dell’Associazione, consigliava di rispettare il ruolo dell’amministratore di condominio, funzione chiave per «trovare una soluzione amichevole e cercare di essere tolleranti».

  • Al primo posto in questa speciale classifica le immissioni, che altro non sono che i rumori e gli odori provenienti da altri appartamenti, che comprendono: gli odori delle cucine tipiche, lo spostamento di mobili in orari non proprio usuali o le urla di gioia seguite alla visione di una partita della propria squadra del cuore.
  • Il secondo caso riguarda l’apposizione in aree comuni di oggetti personali, come i vasi da fiori posti sulla balconata comune a tutto il piano o il parcheggio della propria bicicletta nell’area dove si gettano i rifiuti.
  • A seguire ci sono le urla dei bambini nel cortile comune dello stabile, l’innaffiatura delle piante da balcone e i rumori continui degli animali domestici.
  • Da ultimo è stato elencato tutto ciò che concerne l’esterno del condominio: si va dai panni stesi gocciolanti fino a briciole di pane e mozziconi di sigaretta fatti cadere nel momento in cui si sbatte la tovaglia.

Tutto questo gestito, e sopportato, dall’amministratore di condominio che per legge è obbligato a svolgere «un corso di formazione iniziale e attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale». Lo scotto da pagare per una vita di screzi, diatribe e bandiere pirata.

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