Campane a festa

La gioia delle poverelle di Albino per la canonizzazione di don Luigi Palazzolo

Gianmarisa Perani, la miracolata, è originaria di Fiobbio. In vicolo Gambarelli c’è una comunità di cinque sorelle. Abbiamo incontrato la superiora.

La gioia delle poverelle di Albino per la canonizzazione di don Luigi Palazzolo
Val Seriana, 07 Gennaio 2020 ore 22:59

di Fabio Gualandris

C’è un un filo rosso che lega Albino alla notizia della canonizzazione del Beato don Luigi Maria Palazzolo. La suora miracolata, Gianmarisa Perani, è originaria di Fiobbio e fa parte delle Suore delle Poverelle, ordine religioso fondato dal Beato Palazzolo, che ha una comunità anche ad Albino in vicolo Gambarelli. Siamo stati in questa piccola comunità religiosa, in festa per il loro fondatore presto Santo. Sono cinque le Suore delle Poverelle che vivono e operano ad Albino, piuttosto avanti in età (e sapienza) ma giovani ancora nel cuore.

Suor Domiziana, superiora della comunità, ci presenta le cinque consorelle che la formano.

«Sono suor Isapaola Pazzola, 79 anni, che fa spola tra la nostra casa e la casa di riposo di Cene dove opera: anima la preghiera, porta la Comunione, serve a tavola, imbocca chi ha bisogno. Da 19 anni i volontari la vengono a prendere e la riportano, ogni giorno. Stesse mansioni per suor Gianbertilla Rivellini, alla casa di riposo di Albino, 84 anni. Suor Chiardonata Gonzini, sagrestana del santuario, cuciniera e guardarobiera, ha 84 anni. Suor Benilde Ripamonti è la più giovane, ha 75 anni e guida la macchina, mezzo che le permette di portare il suo aiuto anche fuori paese: di mercoledì e giovedì mattina all’ospedale di Alzano, ad Albino e a Fiobbio visita gli ammalati delle parrocchie e porta loro la Comunione; è pure catechista e attivamente presente anche nella frazione di Abbazia. E poi ci sono io, suor Domiziana Camoni, sono originaria della Val Camonica, il mio cognome la richiama, e ho 83 anni; ho sempre operato in ambito scolastico, e sono la superiora di questa piccola comunità. Siamo le uniche suore delle Poverelle qui nella Valle: fino quando il Signore vorrà noi saremo qui».

Ci parli della vostra consorella miracolata grazie all’intercessione del Beato Palazzolo.

«Suor Gianmarisa Perani ha 88 anni e vive al villaggio Gabrieli alla Malpensata. Erano quattro sorelle, tutte Suore delle Poverelle: suor Primarosa è nata al cielo nell’agosto 2012, aveva 86 anni, per anni fu al servizio del Patriarca Roncalli a Venezia e poi nella famiglia pontificia accanto a Giovanni XXIII, erano quattro le nostre suore a servizio del Papa, che andava al mattino a bere il caffè con loro, lui le Poverelle le amava, erano bergamasche; suor Gianlorenza, 92enne, ha vissuto in questa casa fino a due anni fa; suor Pierteresa di 91 anni. Le tre sorelle tuttora viventi risiedono al villaggio Gabrieli».

Quando è avvenuto il miracolo?

«Nel 2015. Mi aspettavo che andassero anche a interpellare il medico che ad Alzano l’aveva operata. Da Alzano la portarono a Torre Boldone nella nostra casa di riposo – dove ci sono i medici e tutto quanto – che era mezza agonizzante, hanno staccato le macchine, era in pre-agonia. Avrebbero dovuto portarla in Casa madre all’Istituto Palazzolo in via San Bernardino, ma al mattino del giorno del trasferimento, nella sua camera entra l’infermiera che con stupore si sente chiamare per nome da suor Gianmarisa: era misteriosamente guarita ed è tuttora viva e vegeta. Si era affidata al nostro fondatore: “Ho pregato tutta la vita in obbedienza al fondatore, ho chiesto anche a Papa Giovanni che intercedesse presso don Luigi”, sono state le sue parole. Pregava don Luigi, papa Giovanni e sua sorella suora che li aveva serviti».

Come avete vissuto questa notizia?

«La nostra Madre Generale, appena saputo dell’avvenuto riconoscimento dell’evento prodigioso, ha invitato tutta la congregazione a “suonare le campane a festa e a cantare il Magnificat”. Una gioia incontenibile. A questa si aggiunge la notizia che Papa Francesco, il 19 marzo scorso, ha dichiarato venerabile Teresa Gabrieli, la nostra cofondatrice, prima Madre Generale e prima suora delle Poverelle».

Qual è il carisma delle Suore delle Poverelle?

«Dare attenzione agli “ultimi”, servirli. Attualmente siamo presenti in otto nazioni, anche se siamo in poche, circa cinquecento. Abbiano trenta case nelle missioni: Rep. Dem. del Congo (13), Burkina Faso (2), Costa d’Avorio (5), Malawi (3), Kenia (2), Brasile (3) e Perù (2). In Italia siamo impegnate nel servizio nelle scuole materne, nelle case di riposo, alle persone con disabilità e bisognose. Purtroppo siamo sempre di meno, manca il ricambio, ci incoraggia il piccolo segno che quest’anno in Italia sono entrate nella nostra congregazione due giovani dopo due anni di assenza di vocazioni. Ricordo che la morte di sei nostre sorelle di Ebola in Congo, nel 1995, suscitò commozione e conversioni, tanto che in quel Paese furono 15 le giovani che scelsero di aderire al nostro ordine religioso».

Quando è stata aperta la casa di Albino?

«Come si legge nella targa posta all’interno del Santuario, lo stesso venne donato – dal suo devoto fondatore mons. Federico Gambarelli – con gli annessi edifici e terreni all’Istituto Palazzolo nel 1920 “perché vi zeli in perpetuo il culto di Nostra Signora di Guadalupe”; le suore arrivarono più avanti, esattamente il 28 agosto 1939. Fu casa per le piccole orfane fino al 1969, da allora, come si legge nella Cronistoria della casa, “la casetta riordinata è adibita per suore anziane cercando di formare una comunità felice, per vivere sempre più serene e gioiose”».

Anche il Vescovo di Bergamo ha molta stima per la vostra opera.

«Il nostro Vescovo ci chiama “le mie amate Poverelle” e la comunità di Fiobbio ha donato ben nove suore in questi ultimi decenni all’Istituto Palazzolo, otto ancora viventi come ha ricordato don Michelangelo Finazzi, parroco di Fiobbio, domenica 24 novembre in occasione della giornata in onore del Fondatore delle Suore delle Poverelle, celebrata nella frazione di Albino nel 150° della Congregazione. Eravamo tutte presenti e nell’occasione è stata inaugurata una sala multifunzionale all’interno della scuola materna parrocchiale intitolata proprio al Beato Palazzolo».

Anche la Beata Pierina Morosini è figlia di Fiobbio…

«Una delle nostre suore, ora defunta, fu una tra le persone che la raccolse morente».

Nella preghiera cosa chiedete al vostro fondatore?

«Se tu vuoi che il tuo carisma vada avanti, mandaci nuove vocazioni».

«Dove altri non giungono, cerco di fare qualcosa io, così come posso» diceva don Luigi Palazzolo ed è impegno di vita delle Suore delle Poverelle.

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