«Meglio spendere per le scuole»

La grande fuga dalla Brebemi, gli investitori vogliono lasciare

La grande fuga dalla Brebemi, gli investitori vogliono lasciare
09 Giugno 2016 ore 06:30

La situazione è chiara: Brebemi non è un buon investimento. E chi ci ha messo dei soldi, ora li vorrebbe indietro per poterli investire da altre parte. Magari nelle scuole, come ha detto al Corriere della Sera il sindaco di Brescia Emilio Del Bono. La città della Leonessa, infatti, detiene lo 0,2% delle quote della società gestrice della nuova A35, che tradotto in denaro significa circa 1 milione di euro: «La riteniamo una partecipazione irrilevante e infruttuosa – ha detto al Corriere Del Bono -. Meglio utilizzare quei soldi per sistemare qualche scuola del Comune piuttosto che lasciarli in quella società». Il Comune di Brescia, però, non è l’unico investitore ad essere intenzionato a salutare la Brebemi. Anche la Provincia di Bergamo, che detiene l’1,14% delle quote, è pronta a lasciare. Lo dice senza giri di parole il numero uno di via Tasso, Matteo Rossi: «Siamo stati il primo ente a chiedere di uscire dalla società. La Finanziaria dell’anno scorso impegnava gli enti ad uscire dalle partecipazioni non strategiche, e dopo la fase di start-up e la realizzazione non ha senso che si tengano ancora risorse impegnate lì dentro. Con la dismissione delle azioni, la Provincia incasserebbe 5 milioni e 330mila euro necessari per la manutenzione delle strade, la realizzazione di scuole e di altre opere». Infine, anche la Città Metropolitano di Milano, che detiene lo 0,6% delle quote, pare intenzionata a disinvestire, nonostante per ora non siano arrivate dichiarazioni ufficiali in tal senso.

 

brebemi carreggiata

 

Il braccio di ferro in corso. Una grande fuga dunque, che non piace affatto ad Autostrade Lombarde, società che controlla il 78,97% di Brebemi, la stessa che ha risposto con un secco “no” alla richiesta avanzata dal Comune di Brescia. E così la Giunta Del Bono, tramite l’avvocatura civica, ha presentato un ricorso al Tribunale civile di Brescia: «La legge mi sembra abbastanza chiara – spiega il primo cittadino -: dovremmo riuscire ad uscirne senza problemi». Come spiega il Corriere, già a settembre la Loggia aveva provato a vendere le sue 950mila azioni Brebemi, ma il bando era andato deserto. Prima di Natale la Giunta ha così deliberato di esercitare «il diritto di recesso», appellandosi a una legge che, dal 2013, lo permette. Ma a marzo Autostrade Lombarde ha negato questa opzione: «La richiesta dei suddetti soci (il riferimento è anche alla Provincia di Bergamo e al Comune di Milano, ndr) non è stata accolta in ragione dell’inapplicabilità al caso di specie e comunque dell’illegittimità del meccanismo di cessazione introdotto dalla legge 147 del 2013. […] Si ritiene che la partecipazione detenuta dai suddetti soci debba ritenersi a oggi ancora sussistente, e quindi non cessata, e che non ricorrano, pertanto, in capo alla Società gli obblighi di determinazione del valore di tale partecipazione e di successiva liquidazione della stessa». Da qui la decisione del Comune della Leonessa di adire le vie legali. Decisamente più cauto Matteo Rossi, che preferirebbe evitare scontri legali: «Rivolgo un appello a tutti i parlamentari bergamaschi e bresciani, oltre a tutti i sindaci, perché spingano in questa direzione. Siamo molto determinati nel raggiungere questo obiettivo e chiediamo di non venire trascinati in contenziosi legali che non porterebbero a nulla. La Legge è stata fatta dallo Stato e chiediamo che venga rispettata in modo che la Provincia di Bergamo possa dismettere la sua partecipazione da Brebemi».

 

Casello autostrada A35 Brebemi

 

Anche Intesa pronta a mollare. Ma a preoccupare Autostrade Lombarde è soprattutto l’indiscrezione secondo cui anche Intesa Sanpaolo, che detiene ben il 42,44% della società, sarebbe intenzionata a cedere le proprie quote. Intesa starebbe cercando un nuovo socio che assuma il controllo della società autostradale, anche se non potrà slegarsi completamente dal destino dell’A35, essendo anche il principale finanziatore privato della sua costruzione e, quindi, un suo creditore. Il Corriere dà per certo il fatto che, entro il 2017, Intesa cederà la propria partecipazione in Brebemi, a maggior ragione dopo che nel bilancio il valore della stessa è passata dai 200 milioni stimati 2014 ai 143 milioni attuali. Una svalutazione che proprio non è andata giù ai vertici dell’istituto di credito. L’obiettivo di Intesa è trovare un nuovo socio forte sulla falsa riga di quanto fatto per la Serenissima, acquistata a maggio dagli spagnoli di Abertis, il gruppo spagnolo che ha acquisito per 594 milioni di euro la A4 Brescia-Padova Serenissima e la A31. Con Brebemi, però, l’impresa sarà ardua.

La situazione finanziaria della A35, infatti, non è affatto rosea. Il 2015 s’è chiuso con un passivo di ben 68,9 milioni di euro ed è dovuto intervenire lo Stato attraverso un finanziamento pluriennale (per un ammontare complessivo di 320 milioni di euro) per tentare di evitare ulteriori profondi rossi. Una manovra che, entro il 2017, dovrebbe finalmente portare alla realizzazione del tanto atteso collegamento con la A4 all’altezza di Castegnato (Brescia) e munire il tracciato della Brebemi di pompe di benzina e aree sosta con ristoro. Ma su tutto questo pesa l’incognita del futuro, mentre sulla fuga degli investitori pesa la certezza del presente.

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