Alla Reggia di Caserta

La grottesca protesta dei sindacati perché «il direttore lavora troppo»

La grottesca protesta dei sindacati perché «il direttore lavora troppo»
Cronaca 05 Marzo 2016 ore 11:14

La protesta è davvero singolare: «Il Direttore permane nella struttura fino a tarda ora, senza che nessuno abbia comunicato e predisposto il servizio per tale permanenza. Tale comportamento mette a rischio l’intera struttura». Così sta scritto in una lettera che alcune sigle sindacali presenti tra il personale della Reggia di Caserta hanno scritto al ministro Franceschini. Obiettivo di questa strana rimostranza è Mauro Felicori, nominato direttore della Reggia con l’infornata delle nomine dell’estate scorsa. Felicori, bolognese, 64 anni, viene da Bologna dove ha coperto cariche come manager della cultura nel Comune.

 

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La Reggia di Caserta, voluta da Carlo di Borbone nel 1750, è uno dei grandi gioielli del territorio campano ed è visitata ogni anno da quasi mezzo milione di visitatori. Che mettono la Reggia tra i dieci luoghi d’arte più visitati d’Italia, ma che sono numero del tutto insufficiente se rapportato alla bellezza e al fascino del luogo e se paragonato ai numeri di altre strutture simili in Europa, Versailles in testa. Anche Venaria Reale, alle porte di Torino, negli ultimi anni ha avuto più visitatori di Caserta. Per di più la Reggia dal 2000 in poi ha vissuto un calo drammatico di visitatori, che nel 1998 erano stati superiori al milione. Degrado inefficienza hanno allontanato il pubblico, disincentivando soprattutto gli stranieri.

Eppure il personale non manca Caserta. 340 sono i dipendenti, dei quali 162 sono gli addetti alla vigilanza della Reggia. Per stimarne l’efficienza si può considerare come avere termine di paragone proprio Venaria Reale, che dispone di 50 dipendenti fissi, più altri 160 da ditte esterni. Così Felicori, appena sbarcato a Caserta si è rimboccato le maniche e ha cercato di capire come invertire la tendenza.

 

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La prima cosa che ha fatto è stata quella di agire sulla promozione dalle Reggia, con un lavoro meticoloso che a quanto pare ha iniziato a dare i suoi frutti: 24.680 sono stati i visitatori registrati nel mese di febbraio contro i 14.468 del 2015, con un notevole +70 percento. Più che raddoppiati gli incassi per la vendita dei biglietti, passati da 70mila a oltre 155mila euro, con 15.004 visitatori paganti a febbraio 2016 rispetto ai 6.106 dello stesso mese dell’anno precedente. Altro dato positivo riguarda il numero di coloro che hanno acquistato il biglietto annuale per la visita al Parco Reale giunti a quota 8.337 mentre a fine febbraio 2015 erano 2.876. Felicori poi ha fatto sapere di voler abolire la chiusura del martedì, allineandosi così con i grandi musei europei che ormai sono entrati nella filosofia dei sette giorni su sette.

 

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Il cambio di filosofia deve aver spaventato dipendenti e sindacati, che così si sono decisi a questa protesta davvero un po’ grottesca: il direttore lavora troppo. E pensare che nel 2014 avevano protestato all’opposto contro la sovrintendente Paola David, accusandola di non essere mai a Caserta e di dirigere la Reggia da Roma. Ora il film è cambiato. Felicori a Bologna non torna neanche per il weekend. Nonostante la Reggia sia servitissima con i treni (in poco più di quattro ore si arriva da Milano). Ma quei treni Felicori non pensa siano fatti per portarlo a casa ma per riempire la Reggia di tutti quei visitatori che in questi ultimi anni l’hanno disertata.

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